Biografia Era uno dei sei figli (cinque maschi e una femmina) di Antonia e Francesco Antonio Morbioli, appartenenti alla piccola borghesia bolognese. Sposò Lucia di Giovanni Tura e nel 1462 si trasferì a Venezia, dove condusse una vita dissoluta fino a quando, ammalatosi gravemente, fu ricoverato nell'ospedale dei canonici regolari di San Salvatore: vi maturò una profonda crisi spirituale che lo spinse ad abbracciare una vita di rigore e penitenza.Gian Domenico Gordini, BSS, vol. IX (1967), col. 588.
Nel 1470 fece ritorno a Bologna, si separò dalla moglie e, vestendo un abito bianco con una croce sul petto e tenendo in mano una croce, prese a predicare la penitenza e la mortificazione attraversando, a dorso d'asino, varie città emiliane.
Ammalatosi, morì nel 1485: tra l'anno della sua morte e il 1489 Battista da Mantova compose un carme sulla sua vita, che costituisce la più antica biografia del Morbioli.
Il culto Il suo culto iniziò subito dopo la morte: fu sepolto in cattedrale a Bologna, ma le sue ossa andarono disperse dopo il rifacimento dell'edificio promosso dal cardinale Gabriele Paleotti; nel 1614 il cardinale Girolamo Boncompagni avviò il regolare processo di canonizzazione, che però non fu mai portato a termine.
Papa Gregorio XVI, con decreto del 24 ottobre 1842, ne confermò il culto con il titolo di beato.Index ac status causarum (1999), p. 447.
Il suo elogio si legge nel martirologio romano al 9 novembre.Martirologio romano (2004), p. 865.
Note
Bibliografia Il martirologio romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, LEV, Città del Vaticano 2004. Congregatio de Causis Sanctorum, Index ac status causarum, Città del Vaticano 1999. Filippo Caraffa e Giuseppe Morelli (curr.), Bibliotheca Sanctorum (BSS), 12 voll., Istituto Giovanni XXIII nella Pontificia Università Lateranense, Roma 1961-1969.
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Beati proclamati da Gregorio XVI