Il castello di Cēsis (in tedesco: Schloß Wenden; in lettone: Cēsu pils) è uno dei castelli medievali più iconici e meglio conservati della Lettonia. Le fondamenta del castello furono poste 800 anni fa dai Cavalieri portaspada. Il periodo più prospero vissuto dal castello di Cēsis è identificabile quando a gestirlo fu l'Ordine Teutonico. Attorno ad esso si sviluppò uno dei principali centri amministrativi ed economici dell'ordine religioso cavalleresco in Livonia, divenendo inoltre sede principale del Landmeister dei cavalieri di Livonia.. I primi gravi danni subiti dalla costruzione furono riportati nel corso della prima guerra del Nord, quando fu cinto d'assedio dall'esercito di Ivan il Terribile. Nel corso dell'attacco del 1577, circa 300 persone all'interno della struttura si suicidarono facendo detonare della polvere da sparo.. Il castello di Cēsis rimase ancora in uso nel secolo successivo, ma fu abbandonato dopo la Grande guerra del Nord nel XVIII secolo. Oggi il castello è il sito più visitato di Cēsis e una delle destinazioni più suggestive degli Paesi baltici.
Storia
Fondazione ed espansione Nell'autunno del 1206 durante la crociata livoniana, i Wendi (una piccola tribù che viveva nel sito dell'attuale città di Cēsis) si convertirono al cristianesimo e divennero alleati dei crociati. Nel 1208, i Cavalieri portaspada, un ordine cavalleresco, si stanziarono con i Wendi nelle loro terre. Essi fortificarono la collina più strategica con un muro di pietra, sostituendo in gran parte le precedenti difese in legno. Sebbene le cronache di Enrico di Livonia descrivano il forte come "il più piccolo della Livonia", questo resistette a ripetuti assedi di estoni e russi.
Nel 1209 i Fratelli della Spada iniziarono la costruzione del nuovo castello di pietra proprio accanto alla collina precedente. Il progetto di questo castello del XIII secolo è sconosciuto, poiché tutte le sue strutture (tranne la cappella) sono state demolite nel corso delle successive fasi di costruzione. Nel 1213Ignas Jonynas, Istorijos baruose Lietuvos mokslo paminklai, Mokslas, 1984, p. 302. morì suicida nelle segrete della struttura il duca Daugirutis, uno dei primi di cui si hanno notizie nella storiografia lituana.
Nel 1237, il castello di Cēsis fu assegnato all'Ordine teutonico, che lo affidò in gestione ai cavalieri di Livonia, una sezione dei combattenti tedeschi. Sotto la nuova reggenza, il castello di Cēsis fu sottoposto ad una ricostruzione su larga scala. Le antiche fortificazioni furono gradualmente sostituite da un monumentale castello quadrato (castellum), formato da quattro alte mura laterali costruite attorno ad un cortile centrale. Questo stile architettonico fu realizzato sulla scia di quello prussiano, al fine di rendere più facilmente difendibile la nuova residenza dell'Ordine livoniano per via delle dimensioni quanto più ridotte possibili.. Per fornire ulteriore sicurezza e ospitare vari edifici di servizio, furono costruiti bastioni esterni. Come risultato della certosina ricostruzione, Cēsis riuscì a diventare una delle fortificazioni più grandi e imponenti in mano ai teutonici.
Apice
Il convento del castello di Cēsis era gestito da un cavaliere teutonico di alto rango, solitamente un comandante o il Komtur. Quest'ultimo era responsabile di rifornire i castellani di cibo e armamenti, di supervisionare sull'integrità e sulla preservazione della disciplina: riscuoteva infine personalmente o tramite delegati le imposte nel distretto del castello, noto come Komturei.. All'inizio del XV secolo, il castello di Cēsis e il Komturei passarono sotto dominio diretto del Gran maestro livoniano, entrando a far parte del neonato distretto del Maestro di Livonia. Spesso questi si spostavano nel castello di Riga, ritornando nelle zone interne della Lettonia in periodi di pericolo e instabilità. In seguito, alla fine del XV secolo, il quartier generale amministrativo dell'Ordine fu trasferito nuovamente da Riga a Cēsis: la fortificazione divenne la residenza permanente dei Maestri fino al 1561..
In quanto residenza del Gran Maestro e luogo di incontro dei più alti funzionari dell'Ordine operanti nella regione, la fortezza fu testimone di numerosi eventi dal grande significato per la storia della Livonia medievale. Qui venivano ricevute le delegazioni, discusse le questioni di guerra e di pace, comportando perciò che in caso di operazioni belliche le truppe dell'Ordine partivano da lì. Il castello ospitava anche gli archivi e la biblioteca dell'Ordine, nonché una cancelleria con tanto di scriptorium.
Dal 1494 al 1535, quando l'Ordine fu guidato da Wolter von Plettenberg, uno dei più grandi politici e comandanti militari nella storia della Livonia, si tende a considerare il periodo apicale e più significativo per il castello. Sotto von Plettenberg, la struttura fu profondamente rinnovata. Le fortificazioni del castello furono rinforzate con tre torri di artiglieria, mentre alcuni degli interni del castello (ad esempio la sala capitolare e la camera del maestro) furono sottoposti a importanti lavori di rimodernamento.. Sopravvissuta fino a oggi, la volta in mattoni della Camera del Maestro risale al 1500 circa.
Assedio ed esplosione
Le operazioni di ristrutturazione del castello furono interrotte dallo scioglimento dell'Ordine di Livonia nel 1561 e dai devastanti assedi del castello avvenuti poco dopo durante la prima guerra del Nord. Nel 1577, quando il castello fu assediato e bombardato per cinque giorni dall'esercito russo agli ordini di Ivan IV, 300 persone all'interno del castello, rendendosi conto che non era più possibile resistere, decisero di suicidarsi, facendosi esplodere con quattro barili di polvere da sparo. Nel 1974 gli archeologi hanno portato alla luce due stanze del seminterrato, che erano rimaste dalla gamma occidentale del castello - la parte del castello che è crollata a causa dell'esplosione. Al piano seminterrato, sotto le travi del soffitto crollate, furono rinvenuti numerosi resti di adulti e bambini, tutti del 1577 grazie alle ricostruzioni operate in base alle monete in loro possesso;. il cronista Salomon Henning riferisce che "tutti quelli situati in quella parte della costruzione si fecero saltare in aria" ed è probabile che alcuni (o tutti) cadaveri recuperati dagli archeologi appartenessero a coloro che cercavano di evitare l'esplosione.
Graduale abbandono e decadenza della struttura
Dopo la guerra polacco-svedese, il castello di Cēsis passò sotto il dominio della corona svedese e fu consegnato al sommo cancelliere Axel Oxenstierna. Questi e i suoi eredi lo gestirono fino al 1681, quando passò sotto la gestione diretta del re di Svezia. A seguito di questo evento, sia a Cēsis che nella costruzione fu stanziata una guarnigione. Le fonti riportano la demolizione del castello, ridotto così male che "sembrava che fosse stato saccheggiato: le porte, gli armadi e le finestre erano rotti, le parti in ferro erano state rimosse, tutte le serrature delle porte erano sparite e i camini erano state parzialmente abbattuti".. Un altro documento riferisce che i soldati demolirono porte e pavimenti per ricavarne legna da ardere e sottrassero persino portato le camme in piombo delle finestre per ricavarne dei proiettili utilizzabili con il moschetto.
Nei primi anni della Grande guerra del Nord, le truppe russe continuarono a demolire il castello di Cēsis. La pioggia e il gelo contribuirono ulteriormente a indebolire la vecchia fortezza, causando un graduale ed inevitabile crollo di pareti e tetti. Le volte in pietra e i soffitti, schiacciati dalle piogge costanti nelle stagioni fredde, crollarono, mentre il gelo rovinò irreparabilmente le parti che si erano salvate. Il castello fu gradualmente "seppellito" dalle sue stesse macerie..
L'unica parte del castello che fu sottoposta ad un efficace lavoro di ristrutturazione fu l'ex porta antistante a uno dei bastioni esterni. Nel 1760 questo fu ricostruito nuovamente e divenne una residenza nobiliare nota come Nuovo Castello.
Le rovine come opera d'arte
Nel 1830, il proprietario della tenuta vicina al castello di Cēsis, il conte Karl Gustav von Sievers, ordinò che "il punto umido delle rovine" (ovvero la sezione mangiata dalla natura) fosse trasformato in un ampio parco paesaggistico. L'imponente sagoma del castello in rovina rendeva ancor più interessante il parco a livello estetico: inoltre, il riflesso di ciò che rimaneva nello specchio dello stagno creato contribuiva a rendere l'atmosfera altamente suggestiva. Nella proprietà di von Sievers era possibile intraprendere passeggiate e rilassarsi: nel 1841, il nobile invitò a recarsi nel luogo anche i pazienti, per via della realizzazione di una struttura termale.. Ciò permise di avviare alcuni lavori di ristrutturazione.
Nel 1903 alcuni membri della Società di Storia e Antiquariato di Riga avviarono una campagna con l'intenzione di salvare la torre occidentale del castello per consegnarla poi alle generazioni future. Le piogge e il gelo rendevano la volta in mattoni del piano superiore della torre a forte rischio di crollo; la caduta avrebbe conseguentemente causato la distruzione dell'eccezionale volta realizzata 500 anni nella Camera del Maestro.. Nel 1904 fu istituita una copertura temporanea e un decennio dopo, poco prima dello scoppio della prima guerra mondiale, la torre fu ornata da un solido tetto dalla forma conica.
Dopo il conflitto, lo stato lettone, appena fondato, espropriò la maggior parte del maniero di Cēsis dalla famiglia del conte von Sievers. Il parco fu messo a disposizione dell'esercito nazionale, ma le rovine del castello furono affidate alle gestione del Consiglio Comunale di Cēsis. Nel 1925 l'Autorità per i Monumenti della Lettonia nominò il castello come edificio storico di importanza nazionale. Importanti (e necessari) lavori di preservazione e ristrutturazione all'interno del sito furono intrapresi a partire dagli anni '30, quando questo divenne popolare come attrazione turistica..
Testimone di un triste passato
Durante il governo autoritario di Kārlis Ulmanis, profondamente intento a far leva su valori che forgiassero un'identità nazionale, non c'era posto per la riqualificazione di castelli medievali, considerati un simbolo del dominio tedesco.. Tuttavia, nonostante i richiami "per rimuovere quel vecchio mucchio di pietre dalle colline della nostra patria", il comune di Cēsis non si arrese e continuò a curare la fragile salute del castello secolare. Pare che il sindaco della città Rūdolfs Kaucis asserì pubblicamente: "Alcune persone raccomandano di abbattere tutto ciò che ci ricorda il tempo dei cavalieri. Vorrei obiettare facendo leva sul fatto che non possiamo sfuggire alla nostra storia. Quelli che un tempo vivevano in questo castello sono morti da tempo, ma i lettoni, i cui antenati un tempo costruirono questo castello, ora sono una nazione libera. Le mura del castello ci ricordano che il popolo lettone unito è invincibile."