Il forasacco lanceolato (Bromus lanceolatus Roth, 1797) è una pianta angiosperma monocotiledone appartenente alla famiglia delle Poacee (o Gramineae, nom. cons.).
Etimologia Il nome generico (bromus) deriva dalla lingua greca ed è un nome antico per l'avena.. L'epiteto specifico (lanceolatus) significa "simile a una lancia, riferito alla forma delle foglie".
Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico e medico tedesco Albrecht Wilhelm Roth nella pubblicazione "Catalecta Botanica" (Catal. Bot. 1: 18 1797) del 1797.
Descrizione
Queste piante arrivano ad una altezza di 3 - 8 dm (massimo ). La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia in generale sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie....... Radici Le radici sono secondarie da rizoma. Fusto I culmi sono cavi a sezione più o meno rotonda, lisci; i nodi sono scuri o nerastri. Il portamento in genere è eretto o ginocchiato alla base. I fusti non sono fascicolati ma solitari. Foglie Le foglie lungo il culmo sono disposte in modo alterno, sono distiche e si originano dai vari nodi. Sono composte da una guaina, una ligula e una lamina. Le venature sono parallelinervie. Non sono presenti i pseudopiccioli e, nell'epidermide delle foglia, le papille. Guaina: la guaina è abbracciante il fusto e priva di auricole (o raramente auricolate); l'aspetto è mollemente villoso per peli lunghi 1 - , ma anche più brevi. Ligula: la ligula, breve, è membranosa e a volte è cigliata. Lunghezza: 1 - . Lamina: la lamina ha delle forme generalmente lanceolate e piatte. Entrambe le superfici sono pubescenti. Dimensione delle foglie: larghezza: 3 –; lunghezza 15 – . Infiorescenza Infiorescenza principale (sinfiorescenza o semplicemente spiga): le infiorescenze, ascellari e terminali, in genere sono ramificate e sono formate da alcune spighette più o meno erette ed hanno la forma di una pannocchia contratta (specialmente alla fruttificazione). I rami inferiori sono allungati (2 – ), rigidi ed eretti. La fillotassi dell'inflorescenza inizialmente è a due livelli, anche se le successive ramificazioni la fa apparire a spirale. Lunghezza della pannocchia: 10 – . Spighetta Infiorescenza secondaria (o spighetta): le spighette, pedicellate, con forme lanceolate-cilindriche, sottese da due brattee distiche e strettamente sovrapposte chiamate glume (inferiore e superiore), sono formate da 8 a 20 fiori sovrapposti. Possono essere presenti dei fiori sterili; in questo caso sono in posizione distale rispetto a quelli fertili. Alla base di ogni fiore sono presenti due brattee: la palea e il lemma. Gli internodi della rachilla non sono visibili. La disarticolazione avviene con la rottura della rachilla tra i fiori o sopra le glume. Lunghezza delle spighette: 25 – . Glume: le glume, con forme ovate e apici acuminati, sono nettamente disuguali: 6 – (con 3 - 5 nervi) e 9 – (con 7 - 9 nervi). Palea: la palea è un profillo con alcune venature; può essere cigliata. Lemma: il lemma, erbaceo e con forme ovato-lanceolate, ha una resta apicale diritta, ritorta e divaricata (termina con 2 denti acuminati). Le nervature (7 - 9) sono sporgenti; i margini sono membranosi. Lunghezza del lemma: 12 – . Lunghezza della resta: . Fiori I fiori fertili sono attinomorfi formati da 3 verticilli: perianzio ridotto, androceo e gineceo.
Formula fiorale: *, P 2, A (1-)3(-6), G (2–3) supero, cariosside.
Il perianzio è ridotto e formato da due lodicule, delle squame traslucide, poco visibili (forse relitto di un verticillo di 3 sepali). Le lodicule sono membranose e non vascolarizzate. L'androceo è composto da 3 stami ognuno con un breve filamento libero, una antera sagittata e due teche. Le antere sono basifisse con deiscenza laterale. Il polline è monoporato. Lunghezza delle antere: 1,5 - . Il gineceo è composto da 3-(2) carpelli connati formanti un ovario supero. L'ovario, pubescente all'apice, ha un solo loculo con un solo ovulo subapicale (o quasi basale). L'ovulo è anfitropo e semianatropo e tenuinucellato o crassinucellato. Lo stilo, che si origina dal lato abassiale dell'ovario, è breve con due stigmi papillosi e distinti. Fioritura: da maggio a giugno. Frutti I frutti sono del tipo cariosside, ossia sono dei piccoli chicchi indeiscenti colorati di marrone scuro, con forme ovoidali, nei quali il pericarpo è formato da una sottile parete che circonda il singolo seme. In particolare il pericarpo è fuso al seme ed è aderente. L'endocarpo non è indurito e l'ilo è lungo e lineare. L'embrione è piccolo e provvisto di epiblasto ha un solo cotiledone altamente modificato (scutello senza fessura) in posizione laterale. I margini embrionali della foglia non si sovrappongono. Lunghezza del cariosside: 7 – .
Biologia Come gran parte delle Poaceae, le specie di questo genere si riproducono per impollinazione anemogama. Gli stigmi più o meno piumosi sono una caratteristica importante per catturare meglio il polline aereo.
La dispersione dei semi avviene inizialmente a opera del vento (dispersione anemocora) e una volta giunti a terra grazie all'azione di insetti come le formiche (mirmecoria). In particolare i frutti di queste erbe possono sopravvivere al passaggio attraverso le budella dei mammiferi e possono essere trovati a germogliare nello sterco..
Distribuzione e habitat
Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Paleotemperato o anche Mediterraneo / Ovest Asiatico. Distribuzione: in Italia è una specie comune al Centro e al Sud. Nelle Alpi si trova in Francia (dipartimenti di Drôme, Isère e Alta Savoia) e in Austria (Länder della Stiria). Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Massiccio Centrale e Monti Balcani. Nel resto dell'Europa e dell'areale del Mediterraneo questa specie si trova nella parte occidentale dell'Europa, nella Penisola Balcanica, nella Transcaucasia, in Anatolia, in Asia mediterranea e nel Magreb. Fuori dall'Europa si trovano in Cina, Afghanistan, Pakistan e Turkmenistan. Habitat: gli habitat tipici per questa pianta sono le colture, i pascoli e i ruderi. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH basico, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a (fino a in Asia); nelle Alpi frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare (oltre a quello planiziale – a livello del mare). Fitosociologia Dal punto di vista fitosociologico alpino Bromus lanceolatus appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità terofiche pioniere nitrofile Classe: Stellarietea mediae
Tassonomia La famiglia delle Poacee comprende circa 800 generi e oltre specie. È una delle famiglie più numerose e più importanti del gruppo delle monocotiledoni. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie, il genere Bromus fa parte della sottofamiglia Pooideae ed è l'unico genere della tribù Bromeae.
Filogenesi La tribù Bromeae fa parte della supertribù Triticodae T.D. Macfarl. & L. Watson, 1982. La supertribù Triticodae comprende tre tribù: Littledaleeae, Hordeeae e Bromeae. All'interno della supertribù, la tribù Bromeae forma un "gruppo fratello" con la tribù Hordeeae..
I Bromus della flora spontanea italiana sono suddivisi in tre gruppi distinti: Festucaria G. et G., Anisantha Koch e Bromus s.s. La specie di questa voce appartiene al gruppo Bromus s.s.. Il ciclo biologico delle piante di questo gruppo è annuo con un aspetto molto diverso dalle specie del genere Festuca. A maturità le spighette si restringono all'apice ed hanno delle reste caratteristiche (allargate). Le nervature delle due glume (con forme ovate lunghe 3,5 – ) sono diverse: quella inferiore ha 3 nervature; quella superiore è 7 - 9 nervature. La resta dei lemmi (con forme ovato-lanceolate) è dorsale.
Il numero cromosomico delle specie B. lanceolatus è: 2n = 28.
Sinonimi Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:
Bromus canariensis Zuccagni Bromus canariensis Zuccagni ex Roemer Bromus depauperatus H.Scholz Bromus discretus F.M.Vázquez & H.Scholz Bromus divaricatus Rhode ex Loisel. Bromus lanceolatus f. coloratus Maire Bromus lanceolatus var. lanuginosus (Coss. & Durieu) Dinsm. Bromus lanceolatus subsp. macrostachys (Desf.) Maire Bromus lanceolatus var. oxyphloeus (Paine) Dinsm. Bromus lanuginosus Poir. Bromus macrostachys Desf. Bromus macrostachys f. albovirens Cavara Bromus macrostachys var. brevispicatus Boiss. Bromus macrostachys var. lanuginosus Coss. & Durieu Bromus macrostachys var. pauciflorus Post Bromus macrostachys f. pubescens Pamp. Bromus macrostachyus Guss. Bromus oxyphloeus Paine Bromus squarrosus var. lanuginosus (Coss. & Durieu) Kuntze Bromus squarrosus var. macrostachys (Desf.) Kuntze Bromus tomentosus Rohde Bromus turgidus Pers. Forasaccus lanceolatus (Roth) Bubani Serrafalcus lanceolatus (Roth) Parl. Serrafalcus macrostachys (Desf.) Parl. Zerna macrostachys (Desf.) Panz. Zerna macrostachys (Desf.) Panz. ex B.D. Jacks.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Bromus lanceolatus EURO MED - PlantBase Checklist Database Bromus lanceolatus The Plant List - Checklist Database Bromus lanceolatus eFloras Database Bromus lanceolatus Royal Botanic Gardens KEW - Database
Categoria:Pooideae Categoria:Taxa classificati da Albrecht Wilhelm Roth Categoria:Taxa descritti nel 1797