Il 28º Congresso degli Stati Uniti d'America, formato dal Senato e dalla Camera dei rappresentanti, si è riunito a Washington presso il Campidoglio dal 4 marzo 1843 al 4 marzo 1845, durante il terzo e il quarto anno di carica del presidente John Tyler. Ha visto la maggioranza del Senato rimanere al Partito Whig, mentre alla Camera la maggioranza è andata al Partito Democratico.

Questo Congresso ha visto una riduzione del numero dei seggi rispetto al Congresso precedente. Questa riduzione e la ripartizione dei seggi tra gli Stati è stata realizzata sulla base dei risultati del censimento del 1840.

Contesto ed eventi importanti Il dominio di entrambi i rami del Congresso del Partito Whig è durato appena una legislatura: già in questo 28º Congresso i Democratici riconquistano la maggioranza alla Camera dei rappresentanti. Al centro dei lavori del Congresso è soprattutto la questione texana. Il Texas aveva dichiarato la sua indipendenza dal Messico il 2 marzo 1836, a seguito della quale iniziò un movimento di immigrazione di massa dagli Stati Uniti verso la nuova repubblica, bisognosa di manodopera e di capitali per rendere effettiva la sua indipendenza. La neonata repubblica, però, era anche bisognosa di protezione da parte di eventuali incursioni future messicane nel proprio territorio. Ecco perché, fin da subito, la repubblica del Texas ha cercato l'appoggio degli Stati Uniti chiedendo la propria ammissione all'Unione. Tuttavia, durante il processo di migrazione (ma anche in precedenza, durante sia il dominio spagnolo che messicano) si era diffuso l'utilizzo di manodopera servile, e ciò aveva convinto in una prima fase le leadership sia del Whig che del Partito Democratico ad opporsi all'annessione del Texas: il territorio texano era talmente enorme che poteva dare vita alla formazione di più stati schiavisti e ciò avrebbe alterato irreparabilmente gli equilibri (già precari) del Congresso. Quindi, non vedendo spiragli a Washington, il presidente texano Houston comincia a intavolare trattative con lo stesso Messico per assicurarsi il riconoscimento ufficiale, grazie anche alla mediazione interessata della Gran Bretagna, desiderosa di indebolire la posizione statunitense nel continente.

A dare una svolta alla questione texana e ai lavori del parlamento è la posizione assunta dal presidente John Tyler (candidato come indipendente per le imminenti elezioni presidenziali), convinto dai suoi consiglieri che l'annessione del Texas sarebbe stata vista con favore dagli elettori statunitensi. Volendo allo stesso tempo sabotare la posizione abolizionista britannica (che avrebbe provocato una delegittimazione della schiavitù negli Stati Uniti), Tyler ordina di riaprire un dialogo segreto con la repubblica texana e nell'aprile del 1844 viene concluso un accordo sull'annessione. Ormai la questione è diventata di dominio pubblico e si trasforma nel tema nevralgico della campagna elettorale per le presidenziali del 1844. Il Partito Democratico nega la candidatura a Martin Van Buren (contrario all'annessione del Texas) e riversa le proprie speranze su un politico di secondo piano del partito, James K. Polk, il quale fin da subito si è dichiaratamente esposto a favore dell'annessione texana (vista da lui come la salvezza dell'integrità dell'Unione). Polk vince le elezioni diventando il nuovo presidente e la strada per l'annessione si spalanca definitivamente: poco prima dell'inizio del suo incarico ufficiale, il Congresso approva una risoluzione che accorda al Texas la qualità di Stato dell'Unione dove la schiavitù è consentita. Con l'annessione, tuttavia, gli Stati Uniti ereditano la disputa sul confine che il Messico aveva con la repubblica texana, ponendo le basi per un futuro conflitto.

Oltre alla fissazione definitiva dellelection day statunitense, stabilito nel primo martedì di ogni novembre dell'anno elettorale, il Congresso abroga la gag rule che vieta la presentazione di qualunque petizione di natura abolizionista: una vittoria per l'ex-presidente e rappresentante del Massachusetts John Quincy Adams, che da diversi anni si batte in tal senso. Inoltre, durante questo Congresso, per la prima volta si approva una legge nonostante l'opposizione del veto presidenziale, il cosiddetto overruling nel lessico politico statunitense (ovvero una nuova votazione sullo stesso disegno di legge, ma con una maggioranza qualificata di due terzi). Ciò avvenuto in occasione dell'approvazione di una legge che obbligava il governo federale a stanziare i fondi necessari prima di ordinare la costruzione di nuove navi destinate a qualsiasi agenzia federale.

Cronologia

8 maggio 1843 - Il Segretario di Stato Daniel Webster si dimette, esprimendo il suo disaccordo con la posizione del presidente John Tyler, favorevole all'annessione del Texas. 22 maggio 1843 - Una carovana di mille coloni parte dal Missouri diretta ad insediarsi nell'Oregon. Vi arriveranno in ottobre. giugno 1843 - A New York nasce il Partito Repubblicano Americano. È un movimento xenofobo di protesta contro le ondate migratorie europee (soprattutto irlandesi e tedeschi) di religione cattolica. Il movimento politico si candiderà nelle elezioni municipali di New York e Philadelphia, ma arriverà alla ribalta nazionale nel 1845 organizzando una sua convention nazionale e cambiando il suo nome in Native American Party, meglio noto con il nome di "Know Nothing". 15 giugno 1843 - La Repubblica del Texas e il Messico concordano un cessate il fuoco. 5 luglio 1843 - I coloni dell'Oregon si riuniscono a Champoeg allo scopo di stabilire un loro governo provvisorio in attesa della formale accettazione all'Unione. Durante l'assemblea adottano una costituzione statale sul modello di quella del Territorio dell'Iowa. 26 luglio 1843 - La marina britannica ristabilisce l'ordine sulle isole Hawaii deponendo il dittatore dell'isola, il britannico Lord George Paulet, e rimettendo sul trono il re Kamehameha III. 14 agosto 1843 - Si conclude la seconda guerra Seminole. 22 agosto 1843 - In occasione dell'annuale riunione degli abolizionisti a Buffalo, il predicatore afroamericano Henry Highland Garnett infiamma l'uditorio con un discorso in cui promuove una vera e propria rivolta afroamericana. Garnett è sostenitore da tempo del ritorno in Africa degli schiavi liberati, posizione che poi abbandonerà una volta scoppiata la Guerra civile. 23 agosto 1843 - Il generale e presidente-dittatore messicano, Antonio López de Santa Anna, dichiara che qualsiasi tentativo di annessione da parte statunitense del Texas sarà considerato un attacco alla sovranità messicana. Il governo del presidente Tyler è costretto ormai a interessarsi alla questione texana, anche perché aumenta l'influenza europea sull'area (dopo il riconoscimento politico della Repubblica texana da parte di Francia e Gran Bretagna). 30-31 agosto 1843 - Il Liberty Party si riunisce a Buffalo per la sua convention nazionale e nomina come suoi candidati alle future presidenziali gli abolizionisti James G. Birney (Michigan) e Thomas Morris (Ohio) alla vicepresidenza. 16 ottobre 1843 - Il Segretario di Stato Abel P. Upshur informa l'ambasciatore texano a Washington, Isaac Van Zandt, che gli Stati Uniti sono interessati ad ammettere il Texas come Stato dell'Unione. Informato della decisione statunitense, il presidente texano Sam Houston rifiuta la proposta avendo timore che gli venga meno il sostegno economico e commerciale della Gran Bretagna, oltre che la proposta di annessione venga rigettato al Senato dai rappresentanti Whig degli stati del Nord. 15 febbraio 1844 - Il capo della comunità mormone Joseph Smith annuncia ufficialmente la sua candidatura alla presidenza e inizia l'organizzazione per un suo viaggio per tutto il paese per propagandare la sua candidatura e la religione mormone. 23 febbraio 1844 - Ad Oxford (Mississippi) nasce l'Università del Mississippi. 28 febbraio 1844 - Durante una dimostrazione navale, un cannone della USS Princeton esplode. Fra le vittime ci sono il Segretario di Stato Abel P. Upshur e il Segretario della marina Thomas W. Gilmer. 6 marzo 1844 - Dopo la morte di Upshur, il nuovo Segretario di Stato è John C. Calhoun. 22 marzo 1844 - Sul Richmond Enquirer viene pubblicata una lettera aperta di Andrew Jackson in cui l'ex-presidente si dichiara a favore dell'annessione del Texas. 12 aprile 1844 - Il nuovo Segretario di Stato John C. Calhoun, appena insediato nella sua carica, è subito impegnato nelle trattative con l'ambasciatore texano a Washington. Entrambi chiudono un accordo per l'annessione del Texas, ma non subito come Stato. Il Texas entrerà a far parte degli Stati Uniti come Territorio. 22 aprile 1844 - Al Senato viene presentato un disegno di legge (elaborato dal Segretario di Stato John C. Calhoun) nel quale si propone l'annessione del Texas. Il testo, che viene presentato dallo stesso presidente Tyler, prevede che il debito pubblico della repubblica texana (ammontante a 10 milioni di dollari) venga rilevato dalle casse statunitensi. Tyler richiede che l'annessione venga subito approvata, in modo da non permettere alla Gran Bretagna di interferire in questa fase delicata. 1º maggio 1844 - A Baltimora si tiene la convention nazionale del Partito Whig. Ad ottenere la candidatura per il partito è il vecchio leader Henry Clay, accompagnato dall'ex senatore del New Jersey Theodore Frelinghuysen. Il trauma della cacciata dal partito del presidente John Tyler non è ancora superato, tuttavia il partito si unisce attorno alla figura favorevole allo schiavismo di Clay, l'unico che possa garantire l'unità del partito in un momento molto delicato. La futura annessione del Texas (che sarebbe un nuovo Stato schiavista, alterando l'equilibrio dell'Unione al Congresso) è un tema che non viene affrontato dal partito. 6 maggio 1844 - A Philadelphia scoppia una serie di disordini fra comunità cattolica irlandese e protestati xenofobi che si protrarranno fino agli inizi di luglio, provocando almeno venti morti. È l'ennesimo segnale della forte presenza nelle città della costa atlantica di un'opinione pubblica fortemente ostile all'immigrazione straniera. 24 maggio 1844 - Samuel Morse riesce con successo ad inviare un messaggio con il suo telegrafo dalla sede della Corte suprema degli Stati Uniti a Washington fino alla stazione ferroviaria di Mount Claire, a Baltimora. 27-29 maggio 1844 - A Baltimora si tiene la convention nazionale del Partito Democratico. Anche in questo caso è la questione texana ad essere al centro del dibattito, dopo la proposta di annessione presentata da Tyler che porterebbe un nuovo Stato schiavista nell'Unione, alterando gli equilibri (già precari) al Congresso. Ad emergere a sorpresa, battendo l'ex presidente Martin Van Buren, è la candidatura di James K. Polk, ex governatore del Tennessee e speaker della Camera dei rappresentanti, il quale si dichiara a favore dell'annessione del Texas e anche dei contesi territori dell'Oregon (questione spinosa, rimasta aperta con il Canada, e quindi con la Gran Bretagna). Alla vicepresidenza ottiene la candidatura un avvocato della Pennsylvania, George M. Dallas. 8 giugno 1844 - Il progetto di legge per l'annessione del Texas viene pesantemente bocciato dal Senato con il voto di 36 contrari e 16 a favore. A vincere è la paura di una spaccatura decisiva tra stati del Nord e del Sud sulla questione della schiavitù, dato che il Texas si unirebbe a questi ultimi sbilanciando tutto l'assetto politico del Congresso. Non essendo raggiunta la maggioranza qualificata di due terzi richiesta per l'annessione, il presidente Tyler comincia a fare pressioni per far passare una risoluzione che preveda la riduzione della maggioranza richiesta per l'annessione del Texas.