Il suo culto come santo è stato confermato da papa Pio X nel 1903.
Biografia Ugo era figlio di Raimondo, signore di Châteauneuf, e nipote di Ugo, vescovo di Grenoble. Avviato alla carriera ecclesiastica, entrò nel clero della arcidiocesi di Lione ma presto abbracciò la vita religiosa tra i cistercensi dell'abbazia di Notre-Dame du Miroir. Attorno al 1142 si trasferì nel monastero di Léoncel, dove era abate il suo parente Burnone, e nel 1162 ne fu eletto abate: ricevette la benedizione abbaziale a Montpellier da papa Alessandro III.Marie-Anselme Dimier, BSS, vol. XII (1969), col. 749.
Nel 1166 divenne abate di Bonnevaux, che era già madre di cinque filiazoni cistercensi e, sotto il suo governo, fondò altri tre monasteri (Ulmet, Valbenoîte e Valcroissant).
Si adoperò per comporre lo scisma che lacerava la cattolicità dopo la morte di papa Adriano IV: intervenne più volte presso l'imperatore Federico I e il 24 giugno 1177, a Venezia, fu testimone della sottomissione del Barbarossa a papa Alessandro III.Marie-Anselme Dimier, BSS, vol. XII (1969), col. 750.
Il culto Fu sepolto, contro la consuetudine cistercense, nella chiesa abbaziale di Bonnevaux. Nel 1220 l'abate di Cîteaux, sostenuto dall'arcivescovo di Vienne e dai suoi suffraganei, chiese formalmente al pontefice di iscrivere Ugo nel catalogo dei santi e papa Onorio III, con bolla del 3 dicembre 1221, incaricò i vescovi di Vienne e Grenoble di condurre un'inchiesta sulla vita e sui miracoli di Ugo, ma la causa non ebbe esito.
La tomba di Ugo, profanata dai protestanti nel 1575, nel 1743 fu trasferita in una cappella nel boschi di Bonnevaux: la tomba fu ritrovata nel 1944 e la cappella, riedificata, fu consacrata l'11 settembre 1966.
Papa Pio X, con decreto del 9 dicembre 1903, ne confermò il culto con il titolo di santo.Index ac status causarum (1999), pp. 464 e 599.
Il suo elogio si legge nel martirologio romano al 1º aprile.Martirologio romano (2004), p. 296.
Note
Bibliografia Il martirologio romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, LEV, Città del Vaticano 2004. Congregatio de Causis Sanctorum, Index ac status causarum, Città del Vaticano 1999. Filippo Caraffa e Giuseppe Morelli (curr.), Bibliotheca Sanctorum (BSS), 12 voll., Istituto Giovanni XXIII nella Pontificia Università Lateranense, Roma 1961-1969.
Categoria:Santi canonizzati da Pio X