Il 29º Congresso degli Stati Uniti d'America, formato dal Senato e dalla Camera dei rappresentanti, si è riunito a Washington, D.C. presso il Campidoglio dal 4 marzo 1845 al 4 marzo 1847. Riunitosi durante il primo e il secondo anno di carica del presidente James K. Polk, questo Congresso ha visto il Partito Democratico conquistare la maggioranza sia alla Camera dei rappresentanti che al Senato.
Contesto ed eventi importanti I lavori del Congresso sono quasi interamente influenzati dalla questione texana e dalla successiva guerra contro il Messico. Già dal 1836 il Texas si era proclamato come una repubblica indipendente dalla madrepatria messicana e aveva fatto di tutto per ottenere l'annessione all'Unione. Annessione che avviene grazie all'influenza decisiva del neopresidente eletto James K. Polk, e poi approvata dal Congresso nel febbraio 1846. Ma il conflitto con il Messico è ormai inevitabile. Dopo alcune manovre militari provocatorie statunitensi sul confine del Nueces e del Rio Grande, l'esercito messicano non resiste più alle intimidazioni statunitensi e inizia un conflitto che durerà fino al 1848.
Il Congresso affronta la questione texana tuttavia non solo dal lato della semplice annessione territoriale e dell'espansione verso la costa pacifica. Il tema centrale è infatti quello, delicatissimo e ancora una volta determinante, della schiavitù. Tra i rappresentanti degli stati del Nord e del Sud si ripresenta l'annoso conflitto tra abolizionisti e proschiavisti, con alle spalle quello ancora più dirimente del rapporto esistente tra diritto degli stati e diritto del governo federale di legiferare a discapito degli stati federati. Se in una prima fase si prevede che nel Texas non venga consentita la schiavitù, verso la fine della legislatura (e grazie all'influenza di John C. Calhoun) il Congresso acconsente che il Texas diventi uno stato schiavista. Per equilibrare la situazione (ma sarà soltanto una situazione temporanea, prima dello scoppio della guerra civile), si approva in tutta fretta l'annessione dell'Oregon e dell'Iowa come stati abolizionisti. Del resto, l'annessione dell'Oregon è frutto anche di una strategia diplomatica tesa a mantenere rapporti distesi con l'Impero britannico riguardo all'annosa disputa sui confini occidentali tra Stati Uniti e Canada, risolti da un trattato ratificato dal Congresso stesso nel 1846.
Il Congresso comunque non è attento soltanto a quello che avviene lungo il suo confine meridionale. Durante questa legislatura il Congresso approva infatti una diminuzione dei dazi doganali previsti per le merci importate dall'Europa che allevia in parte gli effetti della crisi finanziaria del decennio precedente (abbassamento dei dazi voluto fortemente da Polk per "tenere buoni" soprattutto gli stati del Sud, bisognosi di importare grandi quantità di materie prime per il proprio sostentamento). Inoltre il Congresso approva e attua lIndependent Treasury System, ovvero un sistema di politica monetaria totalmente affidato al Dipartimento del tesoro che rimarrà in vigore fino agli inizi del Novecento (quando prenderà avvio l'attuale sistema della Federal Reserve).
Cronologia
4 marzo 1845 - Comincia ufficialmente la presidenza di James Knox Polk. Durante il suo discorso inaugurale, Polk afferma come prioritaria per la sua amministrazione l'annessione del Texas e dichiara che l'Oregon è da considerarsi intrinsecamente statunitense. Insieme a lui giura come vicepresidente George M. Dallas. 6 marzo 1845 - L'ambasciatore messicano, il generale Juan Almonte, in segno di protesta a seguito del discorso inaugurale del presidente Polk, lascia Washington. È il primo segnale di una probabile rottura delle relazioni diplomatiche tra il suo paese e gli Stati Uniti. 10 marzo 1845 - Lo studioso di storia George Bancroft viene nominato Segretario alla marina. 28 marzo 1845 - Al governo messicano giunge la notizia della risoluzione del Congresso che approva l'annessione del Texas e chiude ufficialmente le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti. L'ambasciatore statunitense Wilson Shannon viene richiamato a Washington. 14 maggio 1845 - La Louisiana approva una nuova costituzione statale nella quale si rimuove il limite censitario per esercitare il diritto di voto, oltre che introdurre il suffragio per l'elezione diretta del governatore. 28 maggio 1845 - Il presidente Polk ordina al generale Zachary Taylor di muovere le sue truppe nel Texas sudoccidentale per fermare qualsiasi tentativo di invasione messicano. È una chiara violazione del diritto internazionale, dato che quella parte di territorio è ancora formalmente appartenente al Messico, ed è la goccia che fa traboccare il vaso. 8 giugno 1845 - L'ex-presidente Andrew Jackson muore nella sua residenza vicino a Nashville, in Tennessee. 15 giugno 1845 - Il Segretario di stato James Buchanan assicura il governo texano della protezione militare da parte statunitense, a patto che il Texas accetti i termini stabiliti dalla risoluzione del Congresso sulla sua adesione all'Unione. Intanto il generale Taylor muove le sue truppe nei pressi del Rio Grande. 23 giugno 1845 - Il Congresso del Texas approva l'annessione agli Stati Uniti. luglio 1845 - Per descrivere il periodo storico in cui gli Stati Uniti si trovano, il direttore della United States Magazine and Democratic Review John L. O'Sullivan conia il termine "destino manifesto", alludendo al fatto che Dio stesso abbia dato il diritto agli Stati Uniti di controllare il destino del Nord America. 4 luglio 1845 - Un'assemblea politica texana si riunisce a San Felipe de Austin e approva i termini dell'ammissione del Texas all'Unione. Nella risoluzione approvata, l'assemblea dichiara che il Texas non si dividerà in più di quattro stati e che non acquisirà subito la qualità di stato dell'Unione, ma vi sarà una fase di transizione in cui assumerà la qualità di Territorio organizzato. 5-7 luglio 1845 - A Philadelphia si tiene la prima assemblea del Native American Party. Di matrice xenofoba, il partito stabilisce come regola interna che i suoi aderenti devono essere contrari all'immigrazione e anti-cattolici. I suoi primi aderenti provengono soprattutto dagli stati di New York e della Pennsylvania. 12 luglio 1845 - Il Segretario di stato James Buchanan cerca di porre fine alla disputa sul territorio dell'Oregon offrendo un accordo in cui si prevede che il confine tra Canada e Stati Uniti passi lungo il 49º parallelo. L'ambasciatore britannico Sir Richard Pakenham rifiuta di accettare immediatamente senza prima aver consultato il suo governo. 19 luglio 1845 - Sull'isola di Manhattan, a New York, scoppia un incendio in una fabbrica di candele e ben presto le fiamme divampano negli edifici vicini. L'incendio si riesce come a limitare geograficamente grazie alle nuove leggi municipali che impongono un uso molto limitato del legno nella costruzione degli edifici della città. Si calcolano danni per 6 milioni di dollari. 31 luglio 1845 - L'esercito al comando del generale Zachary Taylor, che conta 3.500 uomini marcia in direzione del fiume Nueces e si attesta nei pressi di Corpus Christi. 13 ottobre 1845 - Gli elettori della repubblica texana approvano sia l'annessione agli Stati Uniti, sia la nuova costituzione dello stato. 17 ottobre 1845 - Thomas O. Larkin, appena nominato console statunitense, viene inviato dal presidente Polk a Monterey, in California, per convincere i californiani a prendere la strada dell'annessione agli Stati Uniti, evitando che sull'area intervengano potenze straniere. 17 ottobre 1845 - L'ambasciatore statunitense John Black riferisce al governo federale che il Messico è pronto a sedersi ad un tavolo per trattare a patto che i vascelli da guerra statunitensi si ritirino dalle acque al largo di Veracruz. 10 novembre 1845 - John Slidell, a capo della delegazione statunitense a Città del Messico, viene autorizzato dal governo statunitense a trattare l'acquisto dal Messico di California, Texas e Nuovo Messico per una cifra di 36 milioni di dollari. Il confine che può proporre ai messicani è quello che corre lungo il Rio Grande. 2 dicembre 1845 - Nel suo primo discorso al Congresso, il presidente Polk dichiara che tutta l'America settentrionale, e soprattutto la regione dell'Oregon, è da considerarsi esclusa a qualunque colonizzazione europea. Polk dichiara che nell'Oregon deve finire l'occupazione congiunta di britannici e statunitensi, facendo capire che la sua intenzione è di acquisire tutto l'Oregon. La sua versione estrema della dottrina Monroe verrà popolarmente chiamata "dottrina Polk". Per quanto riguarda la politica interna, Polk rimane in linea con quello che da sempre sostiene il Partito Democratico, ovvero la necessità di costituire un Tesoro indipendente e il bisogno di rivedere i dazi doganali. 16 dicembre 1845 - Il governo messicano del presidente José Joaquin Herrera rifiuta di riconoscere lo status di diplomatico statunitense all'ambasciatore John Slidell; Herrera sarà poi spodestato da un colpo di Stato militare guidato da Mariano Paredes y Arrillaga. 27 dicembre 1845 - L'ambasciatore britannico Sir Richard Pakenham chiede agli Stati Uniti che riformulino la proposta del confine in Oregon sul 49º parallelo. 29 dicembre 1845 - Il Texas viene riconosciuto come 28º stato dell'Unione, in cui la schiavitù è legale. Ormai tutto è pronto per la guerra contro il Messico. 5 gennaio 1846 - La Camera dei rappresentanti approva una risoluzione con la quale si vuole concludere l'occupazione congiunta anglo-statunitense dell'Oregon. 13 gennaio 1846 - Dopo aver ricevuto la notizia del fallimento della missione diplomatica di John Slidell in Messico, il presidente Polk ordina al generale Zachary Taylor di far avanzare le sue truppe (composto di 3.500 uomini e definito eufemisticamente "esercito di osservazione") fino al Rio Grande. L'intento è quello di aumentare la pressione sul governo messicano. 27 gennaio 1846 - Il colonnello John C. Frémont, da anni esploratore dell'ovest americano, raggiunge con la sua squadra Monterey, in California. La sua missione è quella di preparare l'annessione della California. 3 febbraio 1846 - Zachary Taylor raggiunge la linea del Rio Grande. 6 febbraio 1846 - L'ambasciatore statunitense a Città del Messico, John Slidell, comunica al governo statunitense che il governo messicano del generale Mariano Paredes è deciso a combattere contro gli Stati Uniti nella convinzione che anche la Gran Bretagna scenderà in guerra per la questione dell'Oregon. 10 febbraio 1846 - 12.000 mormoni lasciano definitivamente Nauvoo (Illinois) per raggiungere Council Bluffs (nell'odierno Iowa) sul fiume Missouri. L'enorme migrazione di massa, guidata dal successore di Joseph Smith ovvero suo figlio Brigham Young, è destinata a raggiungere l'odierno Utah e a fondare la città di Salt Lake City. 19 febbraio 1846 - Il governo statale del Texas si riunisce per la prima volta a Austin, dove ufficialmente decide di trasferire autorità su se stesso al governo federale. 26 febbraio 1846 - Il Segretario di stato James Buchanan aggiorna l'ambasciatore statunitense a Londra che gli Stati Uniti inizieranno a trattare sulla questione dell'Oregon con la Gran Bretagna e che solleveranno il problema dell'occupazione congiunta nella regione. 3 marzo 1846 - Il generale messicano José Castro, al comando della guarnigione di Monterey (California), ordina al colonnello Frémont e alla sua squadra di abbandonare la regione. 12 marzo 1846 - Neanche il generale Mariano Paredes y Arrillaga, nuovo presidente del Messico dopo un colpo di Stato, intende riconoscere come ambasciatore John Slidell, il quale decide di tornare a Washington. 27 marzo 1846 - Il membro della Camera dei rappresentanti Andre Johnson (Tennessee) presenta un disegno di legge che consentirebbe la libera occupazione della terra. La proposta però viene bocciata.