La Peugeot 404 era un'autovettura di classe medio-alta prodotta dalla casa automobilistica francese Peugeot tra il 1960 e il 1978.

Storia Genesi e debutto

Nel 1955 venne introdotta la Peugeot 403, berlina destinata a un grande successo di vendite e che sancì l'inizio della collaborazione pluridecennale tra la Casa di Sochaux e l'atelier torinese di Pininfarina. Subito dopo il suo lancio fu avviato il progetto destinato alla realizzazione della sua erede. Alla Peugeot, infatti, si voleva una vettura che sapesse distaccarsi maggiormente dai modelli di segmento inferiore: la 403 era infatti nata da una costola della più compatta 203, risalente addirittura al 1948. Perciò, dal punto di vista progettuale risultava per certi versi superata e per questo motivo si voleva una berlina più moderna, specialmente sotto il profilo tecnologico, un modello che rappresentasse un'evoluzione concettuale della 403 appena introdotta.

In realtà, nessuno aveva ancora le idee chiare riguardo alle caratteristiche del modello da realizzare: per diversi mesi, infatti, vi fu una sorta di "braccio di ferro" tra le idee dei vertici Peugeot e quelle del reparto progettazione. Mentre i primi propendevano per una vera e propria auto di lusso con pochi compromessi, i secondi erano invece dell'idea di realizzare un modello che fosse una semplice e più ragionevole evoluzione della 403. Ciò si ripercosse anche sulle scelte tecnologiche ipotizzate da ognuna delle parti, poiché i vertici Peugeot auspicavano l'adozione di un cambio automatico Borg-Warner a tre rapporti più overdrive, un sistema di sospensioni oleopneumatiche e addirittura la realizzazione di un motore V8. In pratica si voleva una vettura grande, comoda e veloce in grado di rivaleggiare a testa alta con la Citroën DS, all'epoca un vero esempio di avanguardia tecnologica, oltre che stilistica. Tutte queste soluzioni tecnologiche furono destinate a essere abbandonate perché di costosa e complicata realizzazione (motore V8 e sospensioni) o di difficile adattamento ai primi prototipi realizzati (cambio automatico). Alla fine si dovette ripiegare su soluzioni meno ambiziose, come il cambio manuale a 4 marce, il motore a 4 cilindri in linea e delle sospensioni più convenzionali.

Anche sul fronte del disegno della carrozzeria non mancarono problemi: l'avvio del progetto destinato alla 404 si ebbe in un clima di malcontento presso il Centro Stile della Casa francese, poiché quest'ultimo malsopportava l'intrusione di Pininfarina avutasi all'epoca del concepimento della 403 e questo sentimento si acuì ancor più all'idea che anche per il nuovo modello i vertici Peugeot ebbero deciso di avvalersi dell'atelier torinese. In ogni caso, questa fu la scelta del direttivo di Sochaux e Pininfarina cominciò a proporre disegni sulla base delle ultime tendenze stilistiche dell'epoca (siamo sempre a metà degli anni cinquanta), che volevano per esempio una coda munita di pinne, fari anteriori semincassati nei parafanghi, ecc. Proprio al 1955, pochissimo tempo dopo l'avvio del progetto, risale un primo prototipo che prefigurava da vicino il modello definitivo, ma non solo quest'ultimo. Esso infatti proponeva soluzioni stilistiche già incontrate nella prima Lancia Florida su base Aurelia, sempre del 1955, come le pinne con fari posteriori incorporati, ma soprattutto anticipava con una certa decisione i temi che due anni dopo sarebbero stati applicati sia al prototipo Florida II sia alla nuova ammiraglia Lancia, la Flaminia. Anche il gruppo Austin farà tesoro di tali soluzioni stilistiche, poiché Pininfarina disegnerà per quest'ultimo alcuni modelli, introdotti a partire dal 1959, che ricorderanno da vicino sia la Flaminia che la futura berlina Peugeot, i cui prototipi marcianti ormai circolavano su strada già dall'anno prima per i test della meccanica e le cui forme erano già state immortalate da alcuni esponenti della stampa specializzata. Fu in questo periodo che si decise la denominazione ufficiale del nuovo modello: 404, una sigla che inaugurava ufficialmente la nuova serie x04, una vera e propria dinastia di modelli destinata a estinguersi solo nel 1988, quindi quasi trent'anni dopo. Oltre ai test su strada, vennero condotti anche dei crash test e delle prove di resistenza della scocca al ribaltamento, questo per valutare l'effettivo livello di rigidità e di sicurezza per gli occupanti.

Il debutto della 404 di fronte alla stampa avvenne il 13 maggio 1960 al palasport di Parigi, nella zona Porte de Versailles: qui vennero esposti tre esemplari di berlina, rispettivamente verniciati nei colori grigio tortora, blu e una vistosa tinta arancione pastello denominata "rouge tango". La 404 fu proposta all'inizio in un solo livello di allestimento denominato Grand Tourisme, che comprendeva anche il tettuccio apribile. Invece la presentazione di fronte al pubblico avvenne l'ottobre successivo, al Salone di Parigi, dove una bianca 404 faceva mostra di sé sopra un palco rotante.

Design esterno e interno

Come già sottolineato, la linea della 404, scaturita dalla matita di Pininfarina, era già stata anticipata da alcuni prototipi e soprattutto da alcuni modelli di serie già introdotti qualche tempo prima, sempre firmati dall'atelier torinese. Pertanto, pur mostrando linee moderne per l'epoca, la vettura non portava con sé nessuna particolare rivoluzione stilistica. Era certamente più moderna della 403 (che peraltro sarebbe rimasta in listino per altri sei anni in versione berlina) e nel complesso assai piacevole, ma sicuramente non d'avanguardia, bensì allineata ai canoni stilistici vigenti all'alba degli anni sessanta, e che di lì a poco avrebbero lasciato gradualmente il posto a stilemi ancor più nuovi. La linea potrebbe aver ispirato la Trabant 601 uscita pochi anni dopo. Il frontale della 404 era caratterizzato, come peraltro nei primissimi prototipi, da tondi fari semincassati nei parafanghi e da una calandra a sviluppo orizzontale, piuttosto ampia e tondeggiante. Il cofano motore era tagliato in due da una modanatura cromata longitudinale che giungeva fino alla base del parabrezza, quest'ultimo di tipo panoramico, cioè con disegno che curvava leggermente verso la zona laterale. La fiancata era percorsa lungo la linea di cintura da un'altra modanatura cromata longitudinale, che collegava praticamente i fari anteriori a quelli posteriori. Una seconda modanatura cromata laterale percorreva invece la zona sottoporta. Piacevoli da vedere anche le coppe ruota, anch'esse cromate. Piuttosto semplice ma riuscito anche il disegno della coda, con le pinne posteriori tipiche del periodo, le quali incorporavano alle loro estremità i fari a sviluppo verticale, montati proprio lungo i bordi posteriori delle pinne stesse.

All'interno si respirava un'atmosfera di elegante sobrietà, grazie al semplice disegno della plancia, dove abbondavano lamiera e plastica verniciate in tinte chiare per rendere più luminoso l'ambiente. A questo scopo si adoperava anche il tetto apribile che, una volta aperto rendeva l'abitacolo ancor più arioso. Il posto guida era caratterizzato da un volante di diametro piuttosto grande e da un cruscotto con strumentazione a sviluppo orizzontale. Ai due lati della plancia erano presenti anche due bocchette tonde per l'aerazione. Vanno menzionati i pannelli porta con finitura bicolore, una nota di eleganza in più. Lo spazio era buono anche nel divanetto posteriore, dove era presente anche un bracciolo estraibile: l'abitabilità, all'interno della 404 era quindi più che sufficiente per cinque persone. anche il vano bagagli era molto capiente, benché in piccola parte occupato dalla ruota di scorta.

Struttura, meccanica e motore

La struttura della 404 riproponeva la vincente soluzione della scocca portante, oramai già all'epoca divenuta quasi irrinunciabile se si voleva avere una garanzia di rigidità e contenimento dei pesi. Per quanto riguardava le soluzioni adottate per le sospensioni, tramontato il miraggio della costosa tecnologia oleopneumatica, la 404 proponeva in parte quanto già visto sulla 403, vale a dire uno schema MacPherson per l'avantreno e ad assale rigido per il retrotreno. ma a differenza della sua antesignana, la nuova berlina Peugeot proponeva anche molle anteriori elicoidali in luogo dell'antiquata balestra trasversale. L'impianto frenante era a quattro tamburi, mentre lo sterzo era a cremagliera.

Per quanto riguarda il motore, con la 404 debuttò l'unità XC, nata dalla rialesatura del precedente motore TN3 da 1.5 litri montato fino a quel momento sulla 403. Nella 404, il nuovo motore raggiungeva una cilindrata di 1618 cm³ ed era alimentato a carburatore, raggiungendo così una potenza massima di 72 CV a 5400 giri/min.

Anche per quanto riguarda il cambio, le pessimistiche previsioni riguardanti gli ingenti investimenti necessari per montare e adattare alla perfezione un automatico con convertitore di coppia, spinsero la Casa a ripiegare su un più convenzionale cambio manuale a 4 marce.

Evoluzione

La commercializzazione della 404 ebbe comunque inizio a partire dal maggio del 1960, sebbene in quel momento non fosse ancora stata presentata al grande pubblico. Perciò, in quei primi mesi di vita, la 404 subì i primi aggiornamenti di dettaglio, come i montanti verniciati anche nel lato interno, un nuovo cambio rivisto, alcune modifiche ai comandi del climatizzatore, ecc.

Nel marzo del 1961 al Salone di Ginevra apparve la 404 Injection, equipaggiata con lo stesso motore della versione a carburatore, ma il cui nuovo e più moderno sistema di alimentazione permise di raggiungere 86 CV di potenza massima e 160 km/h di allungo. Ma alcuni problemi di messa a punto ritardarono di sei mesi l'effettiva comparsa di questo motore nei listini Peugeot. Nella stessa occasione fu esposta in anteprima anche la 404 Export USA, destinata al mercato nordamericano. Sei mesi dopo, a settembre, la gamma si ampliò con l'arrivo della 404 Super Luxe, che si differenziava dalla Grand Tourisme per alcuni particolari che rendevano la vettura più elegante: disponibile unicamente in color grigio metallizzato, la Super Luxe (o SL) aveva anche un equipaggiamento più ricco e che comprendeva, tra l'altro, anche un bracciolo anteriore al cui interno era ricavato un vano portaoggetti. Contemporaneamente al lancio della SL, la Grand Tourisme vide il tetto apribile sparire dalla dotazione di serie (mentre rimase di serie sulla SL).

Il Salone di Parigi di quello stesso 1961 vide l'arrivo di una vera novità, ossia la versione cabriolet, disegnata anch'essa da Pininfarina: fu questa la prima 404 equipaggiata con il già citato motore a iniezione da 86 CV, che finalmente fu liberato dai primi difetti di fabbricazione. Ma non esordì subito sulla berlina: per vedere tale motore su una 404 a quattro porte occorrerà aspettare ancora un anno. Infatti, la 404 Injection, presentata già un anno e mezzo prima a Ginevra, farà finalmente il suo debutto commerciale al Salone di Parigi del 1962. Assieme alla berlina a iniezione debuttarono anche altre nuove versioni, ossia la coupé, la Familiale e la Commerciale, con le quali la gamma raggiunse quasi il massimo della sua espansione. Ed ancora, nella medesima occasione, debuttò il nuovo motore diesel siglato XD85, derivato direttamente dall'unità TMD che fino a poco tempo prima equipaggiava la 403 Diesel, del quale riprendeva la cilindrata di 1816 cm³ e che in questa nuova veste giungeva ed erogava fino a 55 CV contro i 48 del precedente motore a gasolio. All'inizio, tale motore fu riservato solo alle 404 Familiale e Commerciale, che tuttavia poterono anche essere ordinate con il 1.6 a carburatore. Solo a partire dalla primavera seguente, il 1.8 a gasolio venne montato sulle berline, ma a tiratura limitata a 687 esemplari, tutti destinati all'utilizzo come taxi. L'arrivo di tutte queste novità fu anche l'occasione per un rinnovamento della plancia e della strumentazione interna, che fu resa più funzionale e moderna.