Il suo culto come santo è stato confermato da papa Pio X nel 1903.

Biografia Nacque nel castello di Sassenage, studiò a Valence e divenne canonico di Santo Stefano a Lione.Bernard de Vregille, BSS, vol. VII (1966), col. 983.

Nel 1097 succedette a Ponzio come vescovo di Die. Fu collaboratore di Ugo, vescovo di Lione, per conto di cui compì missioni a Roma e Poitiers; con Ugo partecipò al concilio di Anse e compì un viaggio a Roma e Gerusalemme.Bernard de Vregille, BSS, vol. VII (1966), col. 984.

Fu spesso designato dal papa come suo legato per svolgere il ruolo di pacificatore nelle controversie tra abbazie e diocesi di Francia e Borgogna.

La sua ultima menzione risale all'ottobre 1114, quando ricevette a Die l'abate Ponzio di Cluny; nel settembre 1116 reggeva la sede di Die il suo successore Pietro.

Il culto Fu onorato come santo sin dalla morte e la chiesa in cui fu deposto gli fu intitolata; l'edificio fu distrutto nel 1567 dagli ugonotti, che profanarono e bruciarono anche le reliquie di Ismidone.

Papa Pio X, con decreto del 9 dicembre 1903, ne confermò il culto con il titolo di santo.Index ac status causarum (1999), pp. 464 e 599.

Il suo elogio si legge nel martirologio romano al 30 settembre.Martirologio romano (2004), p. 769.

Note

Bibliografia Il martirologio romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, LEV, Città del Vaticano 2004. Congregatio de Causis Sanctorum, Index ac status causarum, Città del Vaticano 1999. Filippo Caraffa e Giuseppe Morelli (curr.), Bibliotheca Sanctorum (BSS), 12 voll., Istituto Giovanni XXIII nella Pontificia Università Lateranense, Roma 1961-1969.

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