Il Palazzo di Giustizia di Cassino è situato a Cassino in piazza Labriola, 10.
Storia Con l'avvento del Regno d'Italia nel 17 marzo 1861, l'ordinamento giudiziario viene strutturato su 1904 uffici giudiziari, di cui 142 sono Tribunali circondariali: tra essi era compreso anche quello di Cassino o di San Germano, come si chiamava la città fino al 1863. L'istituzione del Tribunale avviene con regio decreto n. 329 emanato il 20 novembre 1861 e diventa il secondo organo giudiziario della provincia, affiancando quello di Santa Maria Capua Vetere, in funzione dal 1808. La circoscrizione a esso assegnata è composta da diciotto mandamenti, nove nel circondario di Sora e nove del circondario di Gaeta, per un totale di 73 comuni e una popolazione di circa 275.000 abitanti.
La costruzione del Palazzo di Giustizia si inserisce nel più ampio contesto della ricostruzione della città dopo le gravi distruzioni causate dai bombardamenti del 1944. Il nuovo assetto urbano e la ricostruzione degli edifici pubblici furono affidati a progettisti di rilievo, tra cui l'ingegnere Giuseppe Nicolosi, incaricato in particolare della progettazione degli edifici affacciati sulla piazza principale.
Il progetto originario prevedeva un edificio di grandi dimensioni, articolato attorno a due corti simmetriche. Tuttavia, durante gli anni Cinquanta si decise di realizzarne solo una parte, limitandosi alla corte sinistra. Con l'inizio degli anni Sessanta, la crescente necessità di nuovi spazi portò a un ampliamento dell'edificio, ancora su progetto di Nicolosi. L'ampliamento, che introdusse una grande aula d'Assise, modificò la simmetria iniziale del complesso. Per dare coerenza formale tra il nuovo volume e la struttura preesistente, fu adottato lo stesso rivestimento in mattoni a cortina, applicato su entrambi i corpi. L'intero complesso è stato ultimato nel 1969.
Descrizione Il Palazzo di Giustizia di Cassino si distingue per un impianto architettonico sobrio e razionale, in linea con l'approccio progettuale di Giuseppe Nicolosi. L'edificio adotta un linguaggio austero, in cui la funzione pubblica è espressa attraverso un'attenta composizione formale, priva di elementi ornamentali superflui.
Le facciate, rivestite in mattoni a vista, presentano una scansione rigorosa delle aperture, articolata secondo una gerarchia verticale. Al livello sommitale, immediatamente al di sotto del cornicione, si aprono piccole finestre disposte in modo regolare, che enfatizzano la linea di coronamento dell'edificio. Al piano intermedio, le aperture degli uffici seguono una griglia uniforme, mentre al piano rialzato si sviluppano ampie vetrate a tutt'altezza, inserite in campiture murarie evidenziate da una variazione nel disegno della cortina laterizia. In queste porzioni, ogni componente dell'infisso – soglia, sottobanco, davanzale, architrave – è espressivamente evidenziato attraverso una differente tessitura del mattone.
Un'unica fascia in calcestruzzo corre lungo l'edificio, culminando negli angoli con timpani sporgenti, che sottolineano gli ingressi principali e ne dichiarano con chiarezza la funzione pubblica.
Dislocamento uffici Piazza Labriola, 10 (sede principale) Ex Cinema Teatro Arcobaleno, Via Torquato Tasso Ex Scuola Media Gregorio Diamare, Via San Marco (Ufficio Nep e Giudice di Pace)
Note
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Categoria:Architetture di Cassino Cassino