Il Museo diocesano Adriano Bernareggi di Bergamo, inaugurato nel 2000, era inizialmente allestito nel palazzo Bassi Rathgeb, edificato nel 1520 da Pietro Isabello. Dal 2025 il museo è stato trasferito nella nuova sede presso il palazzo vescovile in piazza del Duomo, posto nella parte alta della città di Bergamo. Storia Il museo ha caratteristiche prettamente religiose ed espone oggetti liturgici e di culto, oltre ad alcune opere provenienti dal territorio bergamasco, in primo luogo dipinti a sfondo religioso, gestito dalla Fondazione Adriano Bernareggi.
Dal 2019 la fondazione ha ridimensionato lo spazio espositivo conseguenza di un accordo di partenariato con l'Università degli Studi di Bergamo. Malgrado il ridimensionamento degli spazi e delle opere esposte, sono state aggiunte opere di arte contemporanea precedentemente progetti espositivi dell'Oratorio di San Lupo.
Al 2024 il museo risulta chiuso al pubblico, con la nuova collocazione nel palazzo vescovile. Il fabbricato è stato poi alienato all'Università di Bergamo..
Opere fino al dicembre 2018 Il museo è articolato su un itinerario che si sviluppa su quattro luoghi: il palazzo vescovile con l'Aula Picta, la cattedrale si Santa Maria Maggiore con il museo, il Battistero, e la Oratorio di San Lupo.
Sale delle Premesse e dei Sacramenti (I - II) Il percorso prende il via da queste due sale, in cui sono esposte opere che illustrano la cultura devozionale e la liturgia sacramentale: Ancona lignea con (in basso) San Pietro, Madonna con bambino, Sant Andrea, (in alto) Sant Agostiniano, Maria Vergine con San Giovanni, Santa Margherita d'Antiochia 1495-1500 circa, legno policromo, di Pietro Bussolo e bottega; Ante di organo con gli Evangelisti ed angeli oranti (XVI secolo), olio su tavola, di anonimo pittore lombardo.
Sala della Diocesi di Bergamo (III) Si prosegue con questa sala, dove attraverso le opere presenti si ripercorre il cammino della chiesa bergamasca, tra queste: L'elemosina dei confratelli della Misericordia (XIII secolo), affresco strappato, di un anonimo pittore lombardo, proveniente dall'antica Cattedrale di San Vincenzo; ritratti di vari prelati (XVII - XVIII secolo); il Busto di papa Giovanni XXIII (XX secolo), in bronzo.
Sala dell'altare (IV) Nella sala è sottolineata la centralità dell'altare nella prassi liturgica. Di notevole interesse: la Borsa per corporale con Gesù Cristo eucaristico (XV secolo), in seta rossa ricamata, di manifattura nord-europea.
Sale del Tempo liturgico (V - VII) Attraverso l'esposizione dei paramenti sacri è presentato in queste sale l'avvicendarsi dell'anno liturgico scandito dall'uso di colori differenti che evidenziano la successione dei tempi.
Sale dell'iconografia sacra (VIII - XII) In queste sale si sviluppa la tematica dell'iconografia dei Santi, della Madonna, di Gesù Cristo e della Croce, attraverso notevoli opere fra cui merita evidenziare: Sant'Antonio abate (XV secolo), in legno scolpito, dipinto e argentato di anonimo scultore lombardo Sant'Apollonia (prima metà del XVI secolo), tempera su tavola, di Bernardo o Antonio Marinoni; San Carlo Borromeo (XVII secolo), olio su tela, di anonimo pittore milanese Estasi di san Francesco d'Assisi (XVII-XVIII secolo), olio su tela, di Antonio Balestra; Madonna con Gesù Bambino e il tronco di Jesse (XV secolo), alabastro scolpito con tracce di doratura di scuola inglese; Madonna con Gesù Bambino, santi e un devoto (XVI secolo), olio su tavola di Francesco di Bernardo de' Vecchi, detto Francesco Rizzo da Santacroce; Battesimo di Gesù Cristo (XVI secolo), olio su tela, di Giovan Battista Moroni; Gesù Cristo morto fra due angeli (seconda metà del XV secolo), olio su tavola, di Alvise Vivarini; Volto del Redentore (XV-XVI secolo), olio su tavola, di Marco d'Oggiono Croce di San Procolo (IX-X secolo), in lamina di argento sbalzata, di scuola longobarda.
Sale della devozione (XIII - XV) In queste sale si affronta il tema della devozione popolare privata nelle sue diverse espressioni umane. Immacolata Concezione e devoti (XVI - XVII secolo), olio su tela, di Francesco Zucco; Santa Maria Maddalena comunicata da un angelo (XVII - XVIII secolo), olio su tela, attribuita a Gaspare Diziani; Ritratto di nobildonna (XVIII secolo), olio su tela, di un anonimo pittore bergamasco.
Sale della serialità (XVI - XVIII) Queste sale illustrano la diffusione di oggetti seriali legati alla devozione, alla preghiera o a particolari riti liturgici, come medagliette per i battesimandi, acquasantini, ex voto, reliquiari domestici e busti-reliquiario. Di notevole interesse i gonfaloni della confraternite, fra cui: Stendardo processionale con lAssunzione di Maria Vergine (1612), olio su tela, di Maffeo Verona.
Sala del Tesoro (XIX) In questa sala si incontrano splendidi manufatti di oreficeria, quali: Calice (1448), in argento dorato, cesellato e smaltato, di Pandolfo Lorenzoni da Vertova; Reliquiario a croce astile (fine XIV - inizio XV secolo), in cristallo di rocca, della bottega di Bernardo e Marco Da Sesto; Calice (XVII - XVIII secolo) in argento in dorato, traforato, sbalzato e cesellato, di Carlo Giuseppe Grossi.
Sala dei capolavori (XX) L'intento di questa sala è quello di mettere in luce, tramite due capolavori, la presenza di opere di grande qualità entro il patrimonio artistico della Chiesa di Bergamo: Trinità (prima metà del XVI secolo), olio su tela, di Lorenzo Lotto, proveniente dalla chiesa della Santissima Trinità (Bergamo); Madonna con Gesù Bambino in gloria con san Francesco d'Assisi, san Carlo Borromeo e un donatore (primo quarto del XVII secolo), olio su tela, di Daniele Crespi.
Note
Bibliografia
Voci correlate Diocesi di Bergamo Museo diocesano Museo e Tesoro della cattedrale
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