L'Ombra di San Gimignano è una statuetta votiva etrusca in bronzo, rinvenuta nella stipe della Torraccia di Chiusi, nel territorio di San Gimignano, e conservata al Museo archeologico della città con il numero di inventario SGTC.1..
Appartiene alla classe dei bronzetti allungati, della quale è l'esemplare più alto conosciuto, e per questo è stata accostata all'Ombra della sera di Volterra, da cui deriva la denominazione.. È nota anche come Hinthial, dal termine etrusco per "ombra", che dà il titolo al volume e alla mostra con cui è stata resa nota nel 2019..
La scoperta La statuetta è stata scoperta durante i lavori di ristrutturazione di un edificio privato, a fianco di un blocco poi identificato come altare per rituali religiosi..
Il deposito votivo è stato indagato da Enrico Maria Giuffrè e Jacopo Tabolli, ai quali si deve nel 2019 l'edizione della statuetta insieme agli altri reperti rituali, etruschi e romani, restituiti dal medesimo contesto.
La circostanza è eccezionale per questa classe di oggetti: la provenienza da un contesto di rinvenimento noto, e per giunta di connotazione sacra, distingue il bronzetto dalla maggior parte degli altri esemplari, che provengono invece da collezioni e dei quali si ignorano provenienza e circostanze del ritrovamento. Secondo Laura Ambrosini il rinvenimento in contesto consente di formulare ipotesi sul modo in cui i bronzetti allungati venivano esposti nei santuari..
Descrizione La figura maschile è in piedi. Sotto la toga non porta tunica, sicché restano nudi la spalla e il braccio destro e buona parte del petto; il panneggio scende fino a metà polpaccio, mentre ai piedi calza scarpe strette da un'allacciatura che sale sulla caviglia. Nella destra tiene una patera ombelicata.
Il bronzo, fuso e in ottimo stato di conservazione, è alto 64,6 cm e pesa 2200 g; la testa misura 3,5 cm di altezza, meno di un diciottesimo dell'altezza complessiva.. L'altezza è eccezionale a fronte di un range degli esemplari noti compreso fra i 22 e i 57,5 cm, quest'ultima misura essendo quella dell'Ombra della sera.
All'allungamento del corpo fa riscontro una resa attenta dei tratti del viso e delle altre parti anatomiche, come le unghie e le pieghe del palmo delle mani, o le caviglie ben evidenziate e i calcei dettagliatamente rappresentati. L'iconografia dell'offerente maschile togato era finora inedita all'interno del gruppo, con la sola eccezione di un esemplare disperso già conservato a Chiusi: per queste ragioni Laura Maria Michetti la considera una "testa di serie".
La datazione Michetti propone la prima metà del III secolo a.C. sulla base di più elementi convergenti: la toga virilis, tipica dei ragazzi appena entrati nella maggiore età; la capigliatura a ciocche scomposte proiettate verso la parte anteriore del capo, molto simile a quella del "Grande portatore d'acqua" della stipe di Docciola a Volterra, datato da Gabriele Cateni alla prima metà del III secolo; la toga exigua e i calcei di tipo senatorio con lacci incrociati fino al polpaccio, che richiamano l'Arringatore, il cui abbigliamento è quello normale in Etruria nei cortei magistratuali del secondo venticinquennio del III secolo a.C.. Su base stilistica la studiosa inserisce l'opera nell'ambiente artistico volterrano.
Una conferma indipendente viene dal peso. Adriano Maggiani rileva che i 2200 g corrispondono a quindici assi delle serie monetali volterrane più antiche, il che colloca l'opera fra il primo e il secondo quarto del III secolo a.C., dunque prima dell'Ombra della sera, il cui peso di 1322 g equivale a dieci assi della più recente serie del delfino..Michetti, che rapporta il peso all'asse della serie del delfino (132,26 g), rileva invece che per il bronzetto di San Gimignano non si può parlare di un multiplo esatto, poiché 2200 g equivalgono a circa 16,6 volte il peso dell'asse; ciò non impedisce, a suo avviso, di pensare che vi fosse un rapporto fra gli ex voto metallici, specie quelli di tipo standardizzato, e il loro valore ponderale. Cfr. .
L'oggetto si inserisce nella fase di espansione economica e di ripopolamento che il territorio volterrano conosce dalla seconda metà del IV secolo a.C. in avanti: una fase nella quale il sacro appare come uno dei terreni privilegiati su cui si giocano i rapporti fra la città e le sue campagne.
Note Note esplicative
Note bibliografiche
Bibliografia
Voci correlate Ombra della sera Volterra (città antica) Scultura etrusca
Categoria:Sculture etrusche Categoria:Opere d'arte a San Gimignano