La P2 (sigla di Propaganda due.) fu una loggia della massoneria italiana inizialmente aderente al Grande Oriente d'Italia (GOI), ma in seguito disconosciuta da esso.

Fondata nel 1877 con il nome di Propaganda massonica, venne sciolta durante il ventennio fascista e poi ricostituita alla fine della seconda guerra mondiale; nel periodo della sua conduzione da parte di Licio Gelli assunse forme deviate rispetto agli statuti della massoneria ed eversive nei confronti dell'ordinamento giuridico italiano, divenendo un'organizzazione paramilitare neofascista, di estrema destra. Fu sospesa dal GOI il 26 luglio 1976..; successivamente, a seguito della scoperta delle liste degli iscritti e della loro pubblicizzazione nel maggio 1981, la Commissione parlamentare di inchiesta sulla loggia massonica P2 sotto la presidenza dell'onorevole Tina Anselmi concluse il caso P2 denunciando la loggia come una vera e propria «organizzazione criminale». ed «eversiva», venendo sciolta definitivamente nel 1982. Fu anche redatto da parte della loggia il "Piano di rinascita democratica", ovvero un piano suddiviso in vari punti su eventuali azioni e questioni da intraprendere una volta ottenuto il potere con un colpo di stato.

Secondo le indagini della procura generale di Bologna terminate nel 2020 e le successive sentenze della Corte d'assise, Corte d'assise d'appello e Corte di Cassazione, la P2 è responsabile dell'organizzazione della strage di Bologna, oltre che dei successivi depistaggi delle indagini, con il suo capo Licio Gelli che è stato identificato come mandante e finanziatore della strage insieme a Umberto Ortolani, Federico Umberto D'Amato e Mario Tedeschi.

Storia

L'unità d'Italia, la loggia Propaganda e lo scioglimento Con la proclamazione del Regno d'Italia unitario, sorse l'esigenza, da parte del Grande Oriente d'Italia, cioè la più importante e numerosa comunione massonica d'Italia, di salvaguardare l'identità degli affiliati più in vista, anche all'interno dell'organizzazione. Per tale motivo, l'adesione di questi ultimi non figurava in nessun elenco ufficiale, ma era nota al solo Gran maestro, risultandogli come iniziazione «all'orecchio». Fu solo nel 1877 che Giuseppe Mazzoni iniziò a stilarne un elenco denominato Propaganda massonica, costituendo ufficialmente la loggia in questione e diventandone il primo "maestro venerabile".

Adriano Lemmi (Gran maestro dal 1885 al 1895) fu iniziato alla loggia Propaganda già nel 1877 e contribuì a darle prestigio, riunendo al suo interno deputati, senatori e banchieri che, in ragione dei loro incarichi, erano costretti a lasciare le loro logge territoriali e stabilirsi a Roma. Tra gli iniziati o affiliati più famosi della fine del XIX secolo si ebbero Agostino Bertani (1883)., Giosuè Carducci (1886)., Luigi Castellazzo (1888)., Giuseppe Ceneri (1885)., Giuseppe Aurelio Costanzo (1889)., Francesco Crispi (1880)., Nicola Fabrizi., Camillo Finocchiaro Aprile., Menotti Garibaldi (1888)., Pietro Lacava., Ferdinando Martini (1885)., Giuseppe Muscatello (1907)., Ernesto Nathan (1893)., Oreste Regnoli (1892)., Aurelio Saffi (1885)., Gaetano Tacconi (1885). e Giuseppe Zanardelli (1889)..

Anche dopo la Gran maestranza di Lemmi, la loggia continuò a rappresentare un riferimento importante nell'organizzazione del Grande Oriente massonico. Tra gli affiliati dell'inizio del XX secolo si ebbero Giovanni Ameglio (1920)., Mario Cevolotto., Eugenio Chiesa (1913)., Alessandro Fortis (1909)., Gabriele Galantara (1907)., Arturo Labriola (1914). e Giorgio Pitacco (1909)..

Sin dalla fondazione, la caratteristica principale della loggia fu quella di garantire un'adeguata copertura e segretezza agli iniziati di maggior importanza, sia all'interno che al di fuori dell'organizzazione massonica. L'originale loggia operò fino alla promulgazione della legge 26 novembre 1925, n. 2029 che ebbe come conseguenza lo scioglimento di tutte le associazioni caratterizzate da vincoli di segretezza, costringendo il Gran maestro Domizio Torrigiani, a firmare il decreto di scioglimento di tutte le logge.. La massoneria italiana, peraltro, si ricostituì in esilio, a Parigi, il 12 gennaio 1930..

Il secondo dopoguerra, la ricostituzione e la figura di Licio Gelli

Dopo la caduta del regime fascista, alla fine della seconda guerra mondiale, con il rientro in Italia del Grande Oriente, la loggia venne ricostituita con il nome di «Propaganda 2», per ragioni di numerazione delle logge italiane imposte da necessità organizzative. Ripresero le attività delle logge., che tornarono ad essere alle dipendenze dirette del Gran maestro dell'Ordine, sino all'avvento di Licio Gelli. Quest'ultimo venne prima delegato dal Gran maestro Lino Salvini a rappresentarlo in tutte le funzioni all'interno della loggia (1970)., poi ne fu nominato Maestro venerabile, cioè capo a tutti gli effetti (1975). Sulla base di alcuni appunti del SISMI e del SISDE scoperti dal magistrato Vincenzo Calia nella sua inchiesta sulla morte di Enrico Mattei, la Loggia P2 sarebbe stata fondata da Eugenio Cefis, che l'avrebbe diretta sino a quando fu presidente della Montedison: poi, dopo lo scandalo petroli, sarebbe subentrato il duo Licio Gelli-Umberto Ortolani.. Secondo altre testimonianze il capo occulto della Loggia P2 sarebbe stato l'ex democristiano Giulio Andreotti..

Nel secondo dopoguerra Licio Gelli, un imprenditore toscano che in precedenza aveva aderito sia al fascismo (combattendo come volontario nella guerra civile spagnola ed essendo poi agente di collegamento con i nazisti durante l'occupazione della Jugoslavia), sia all'antifascismo (organizzando la fuga dei partigiani dal carcere delle Ville Sbertoli in collaborazione con il partigiano Silvano Fedi)., fu iniziato alla massoneria il 6 novembre 1963, presso la loggia "Gian Domenico Romagnosi" di Roma. La Commissione parlamentare crede che Gelli avesse ottenuto anche aderenze presso la «corte» del generale argentino Juan Domingo Perón. (una fotografia lo ritrae alla Casa Rosada insieme al Presidente e a Giulio Andreotti).: fu successivamente affiliato alla loggia Hod dal Maestro venerabile Alberto Ascarelli, e promosso al grado di «Maestro»...

Successivamente nella loggia "Garibaldi – Pisacane di Ponza – Hod" Gelli cominciò a inserire numerosi personaggi di spicco, destando l'apprezzamento del suo Maestro venerabile, che lo presentò a Giordano Gamberini, Gran maestro dell'Ordine. Gelli convinse Gamberini a iniziare «sulla spada» (cioè al di fuori dello specifico rituale massonico) i nuovi aderenti, e a inserirli nell'elenco dei «fratelli coperti» della loggia P2...

Gelli prese un elenco di "membri dormienti", ovvero membri che non erano più invitati a partecipare ai rituali massonici, poiché la Massoneria italiana era sotto stretta sorveglianza da parte della Democrazia Cristiana (DC) al potere attraverso il Pentapartito. Grazie a questi primi contatti, Gelli riuscì ad estendere la sua rete a tutti i livelli dell'establishment italiano.

In un libro del 2018, Daniele Ganser ha affermato che il politico della Pennsylvania Frank Gigliotti, condannato per corruzione, era un massone che aveva scelto Gelli per formare un governo anticomunista parallelo, in collaborazione con la CIA a Roma, e che nell'autunno del 1969 il generale Alexander Haig, comandante supremo della NATO in Europa, e Henry Kissinger, consigliere per la sicurezza della presidenza Nixon, autorizzarono Gelli a reclutare 400 ufficiali italiani e della NATO all'interno della P2.

Gli anni 1970 e l'influenza nella società italiana

Il 15 giugno 1970, Lino Salvini (succeduto da poco a Giordano Gamberini come Gran maestro del Grande Oriente d'Italia), delegò a Gelli la gestione della loggia P2, conferendogli la facoltà di iniziare nuovi iscritti, anche «all'orecchio» – funzione che tradizionalmente fino ad allora era prerogativa esclusiva del Gran maestro – e nominandolo altresì «segretario organizzativo» (19 giugno 1971). Da allora in poi, il solo Licio Gelli sarebbe stato a conoscenza dell'elenco dei nominativi degli affiliati alla loggia P2. Una volta preso il potere al vertice della loggia, Gelli la trasformò in un punto di raccolta di imprenditori e funzionari statali di ogni livello (fra quelli alti), con una particolare predilezione per gli ambienti militari.

Nel dicembre 1970 secondo un dossier del SID Licio Gelli e la P2 avrebbero dovuto prendere parte al golpe Borghese, tale documentazione frutto degli interrogatori del colonnello Sandro Romagnoli nei confronti di Torquato Nicoli e Maurizio Degli Innocenti, entrambi esponenti del Fronte Nazionale verrà inviata nel 1974 da Giulio Andreotti alla magistratura inquirente. Sempre nel 1974 il generale di brigata Giovanni Allavena, allontanato dal SIFAR il 12 giugno 1966 e affiliato alla P2, aveva fatto pervenire a Gelli i fascicoli riservati del SIFAR di cui era stata disposta la distruzione da parte del Ministero della Difesa. Tra essi i fascicoli relativi all'ex Ministro della Difesa Roberto Tremelloni, al più volte Presidente del Consiglio Amintore Fanfani, a Giorgio La Pira, al futuro segretario generale del Ministero degli Affari Esteri Francesco Malfatti di Montetretto e al Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.. L'utilizzo fattone da Gelli non è stato del tutto chiarito.