Palazzo Benedetti è un palazzo in stile gotico-veneziano del XIV secolo con un sotoportego o sotto porticato caratteristico e raro sul lato del canale, situato vicino nei pressi della chiesa Santa Sofia nel sestiere di Cannaregio a Venezia. Dall'altra parte del ponte si trova il Palazzo Priuli Stazio. Palazzo Benedetti viene anche chiamato Palazzo di Sottoportico della Guerra in quanto sovrasta tale sottoportico.

Storia Il palazzo fu costruito dalla famiglia Benedetti, il cui stemma è visibile sulla facciata. La famiglia composta in prevalenza da soldati e vescovi i quali presumibilmente immigrarono a Venezia prima del XIII secolo da Acri. Esistono dei documenti del 1537 presentati al Collegio dei Savi in cui Alvise Benedetti, figlio di Domenico, indica di risiedere nel palazzo.

Pietro Benedetti, consigliere del sestiere di Cannaregio, visse qui nel 1622.

L'8-9 giugno 1658, mentre il figlio di Pietro, Vincenzo, dormiva nel palazzo, fu assalito da ladri e in seguito ad una sua reazione fu assassinato. Arrestati per il crimine furono Giuseppe Righi, un commerciante, Pietro un barbiere di Campo Sant'Angelo, Francesco Menegatti un capitano di mare, Tomaso Carli, un amico di Righi, e Antonio erborista di Sant'Angelo, Simeone Maggiotto e Girolamo Biriboccoli, entrambi di Cannaregio ed anche un frate di nome Leone del convento di San Giobbe, fratello del barbiere Pietro. Furono tutti condannati il 26 giugno 1658. I primi due furono portati dalla prigione dei piombi fino alla scena del crimine per poi tagliargli la mano destra, che gli fu appesa al collo. Furono poi trascinati attaccati alla coda dei cavalli da Santa Sofia fino alle colonne della Piazzetta dove sarebbero stati marchiati tre volte con un ferro ardente, e per tutto il tempo costretti per proclamare ad alta voce la loro malvagità, fino all'esecuzione per taglio della testa.

Il terzo colpevole fu condannato a 12 anni di carcere. Gli altri riuscirono a fuggire e gli fu proibito di tornare a Venezia a pena della stessa punizione inferta ai primi 2.

Ultimo discendente della nobile famiglia, Vincenzo Benedetti fu sepolto nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo nella seconda cappella a destra, dove una targa recita la funesta tragedia.Il testo della lapide è il seguente:

HORRESCE VIATOR / INSPICE TVMVLVM, ADMIRARE SCELVS GORGONE DEFORMIVS / LAPIDESCE TROPHEVM STVPORIS, PIETATIS / VINCENTIVS BENEDICTVS / HIC NON IACET, SED EIECTVS A TRISTI FATO / VI CECIDIT. / VTI CHRISTVS POST ACCLAMATIONEM / BENEDICTVS, QVI VENIT IN NOMINE DOMINI / AD CRVCEM INHVMANITER TRADITVS; / SIC VINCENTIVS / FOELICI NOMINE BENEDICTVS / POTVIT A MVNDO CRVDELITER TRVCIDARI. / A RAPTORIBUS RAPTVS, VEL EREPTVS NESCIO. / IN EO NATVRALITER DESINIT FAMILIA; / SED EGREGIAS SPIRITV GIGNENDO VIRTVTES / RELIGIONIS, MODESTIÆ, PIETATIS EXEMPLAR / PERENNES RELIQVIT IDEAS, / QUIBVS MEDITATIONE ADHAERENDO / VT AGNATI SEMPER VIVANT / FILIOS SIBI STATVIT ÆTERNOS. / HANC MEMORIAM TESTATORI OBTEMPERĀTES / HÆREDES POSVERE / ANNO DÑI. M DC LVIII. MENSE IVLIO. ÆTATIS VERO SVÆ AN. LXI. Note

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Benedetti Categoria:Pagine con traduzioni non revisionate Categoria:Architetture gotiche di Venezia