L'asserzione è un atto linguistico che presenta il contenuto di un enunciato come vero.. Semiologia Già gli stoici distinguevano tra il contenuto di pensiero espresso da un enunciato, che può essere oggetto di asserzione, ma anche di desiderio, dubbio, interrogazione, e il giudizio sulla verità di quel contenuto. Gottlob Frege ha poi distinto il giudizio sulla verità di un contenuto espresso e l'atto che comunica all'interlocutore questo giudizio (atto che è appunto l'asserzione). Per questo, Frege introdusse un segno specifico che distinguesse p (il contenuto proposizionale) e '⊢p' ('asserzione di p'). Per Wittgenstein , l'asserzione ha un valore psicologico, ma non linguistico.
La teoria degli atti linguistici in genere ammette la distinzione tra enunciare e asserire (in "Se p, allora q", l'enunciato p non è asserito). Nelle forme iniziali della teoria di Austin, le asserzioni non venivano peraltro distinte dagli enunciati constativi, ma in Austin , alle asserzioni vengono attribuite particolari condizioni di felicità (tra queste, le presupposizioni di esistenza degli oggetti del discorso).
Nella teoria di Searle , l'asserzione è intesa come atto illocutorio.
Note
Bibliografia
Voci correlate Asserzione (logica) Enunciato (linguistica) Enunciato (logica) Verità Teoria degli atti linguistici Presupposizione (linguistica)
Categoria:Pragmatica Categoria:Sintassi Categoria:Filosofia del linguaggio