Il K-pop, un genere musicale nato in Corea del Sud, ha conosciuto nel corso degli anni un ampio successo all'estero, grazie anche all'avvento delle reti sociali.

Asia orientale

Giappone In seguito al ritiro, nei tardi anni Novanta, delle sanzioni imposte durante la Seconda guerra mondiale agli scambi commerciali tra Corea e Giappone, il girl group S.E.S fu il primo artista sudcoreano a debuttare in Giappone nel 1998, pubblicando il primo album per il mercato nipponico Reach Out nel 1999. La cantante BoA seguì delle lezioni di giapponese durante il periodo da apprendista e, quando esordì nell'arcipelago nel 2002, il fatto che fosse coreana venne ritenuto trascurabile, e il suo stile musicale, unito alla padronanza della lingua, la portarono ad essere considerata parte della scena J-pop. Il suo primo album giapponese Listen to My Heart del 2002 fu il primo disco di un cantante coreano a figurare al primo posto nella classifica Oricon e ad essere certificato dalla RIAJ per aver venduto un milione di copie. Da allora, BoA ha pubblicato altri dischi in giapponese, tutti posizionatisi in vetta alle classifiche.

In seguito al successo giapponese di BoA, i TVXQ debuttarono in Giappone nel 2005. Nel 2008 il loro sedicesimo singolo giapponese Purple Line raggiunse la vetta delle classifiche, rendendoli il primo gruppo maschile coreano a posizionarsi al primo posto in Giappone. Nel 2018 i loro concerti nell'arcipelago furono frequentati da oltre 1,2 milioni di persone, un numero superiore rispetto a quello della popolare band giapponese B'z. Sulla spinta della hallyu, il mercato giapponese vide poi un afflusso di cantanti K-pop come SS501, Shinee, Super Junior, Big Bang, Kara e Girls' Generation. Nel 2011 le vendite degli artisti K-pop erano aumentate del 22,3% rispetto all'anno precedente, e alcuni coreani figurarono nella top 10 degli artisti più venduti in Giappone durante quell'anno. Nel 2019 i BTS furono i primi stranieri a ricevere la certificazione Million per un singolo in Giappone, con Lights/Boy with Luv.

Giovani giapponesi si sono trasferiti in Corea per diventare star K-pop, debuttando in gruppi di successo come le Twice e le Iz One.

Cina Gli anni Novanta videro l'ascesa del K-pop in Cina attraverso gruppi come gli HOT e i Sechs Kies, che generarono investimenti cinesi nell'industria dell'intrattenimento coreana. Da allora gli artisti K-pop hanno riscosso un considerevole successo in Cina: nel 2005 Rain tenne un concerto a Pechino con 40.000 persone. Nel 2010, le Wonder Girls vinsero il premio per le vendite digitali più alte per un artista straniero, con oltre 5 milioni di download, ai China Mobile Wireless Music Awards. La Cina ha trovato nel K-pop un investimento redditizio: secondo la Direttrice delle Comunicazioni per l'Istituto Economico Coreano in America, le vendite di uno shampoo crebbero del 630% dopo che venne pubblicizzato dai Super Junior durante un reality show cinese. Il Paese è diventato il principale mercato in cui vengono esportati i prodotti dell'industria sudcoreana dell'intrattenimento. La popolarità del K-pop ha anche portato la compagnia cinese di e-commerce Alibaba a comprare, nel 2016, azioni della SM Entertainment per $30 milioni allo scopo di espandersi nel settore della musica online. Agli inizi del 2017, la Cina rappresentava dall'8 al 20% delle vendite totali delle maggiori compagnie d'intrattenimento coreane. Le loro omologhe cinesi si sono a volte fatte carico della parziale gestione di gruppi coreani o di rappresentare gruppi contenenti membri cinesi.

Inserire membri cinesi nei gruppi K-pop è uno dei modi con cui le agenzie rendono il genere più appetibile e vendibile in Cina. Altre strategie includono assegnare ai membri coreani dei nomi dal suono cinese, pubblicare canzoni o album in lingua cinese o creare sottogruppi con membri che parlano prevalentemente mandarino.

I metodi dell'industria K-pop per produrre gli idol hanno influenzato le pratiche delle compagnie d'intrattenimento cinesi che, desiderando replicarne il successo con i propri artisti per competere meglio a livello globale, hanno assunto esperti di K-pop. Il reality show cinese Idol Producer ha ulteriormente evidenziato l'impatto del K-pop in Cina, rispecchiando fedelmente il coreano Produce 101. Negli anni le compagnie coreane hanno iniziato a concedere più libertà di lavorare da solisti in Cina ai propri idol cinesi. Jackson Wang dei Got7, ad esempio, ha pubblicato numerose canzoni in Cina e, nel 2017, è arrivato in prima posizione nelle classifiche cinesi.

L'ascesa del K-pop ha generato anche un aumento nel numero di turisti provenienti dalla Cina in Corea del Sud: 3,8 milioni di cinesi in più del 2015 visitarono la penisola nel 2016 secondo l'Unione delle associazioni internazionali. Il K-pop ha fatto sì che i giovani cinesi considerassero "cool" la cultura sudcoreana, e ha aiutato a facilitare una maggiore comprensione tra Corea e Cina.

Taiwan I taiwanesi hanno sviluppato sentimenti negativi verso la Corea del Sud quando nel 1992 il governo sudcoreano ha interrotto le relazioni diplomatiche con Taiwan per intraprenderne altre con la Cina continentale. Nei primi anni 2000, tuttavia, la hallyu ha contribuito a ricostruire l'immagine della Corea presso i taiwanesi, e molti di essi hanno dichiarato che la musica popolare coreana e i drama hanno aiutato a promuovere un rinnovato interesse e rapporti più sani con la Corea del Sud.

Corea del Nord Nonostante il tradizionale e rigido isolazionismo della Corea del Nord, il K-pop è riuscito a raggiungere il pubblico nordcoreano. Sebbene il consumo di contenuti ludici sudcoreani sia punibile con la morte, questi sono diventati sempre più disponibili con l'ascesa globale della tecnologia e la creazione di una rete di contrabbando sotterranea. Inizialmente le canzoni K-pop e i drama coreani venivano masterizzati su DVD, ma le forze dell'ordine avevano trovato il modo di catturare chi li visualizzava, perciò poche persone avevano accesso ai contenuti, considerando il rischio troppo grande. La diffusione nelle case si ebbe con l'avvento e la proliferazione delle chiavette USB e delle SD card, distribuite e vendute sul mercato nero. Alcuni filantropi sudcoreani hanno impiegato droni e aerostati per trasportare i dispositivi, e l'accesso alle unità USB e alle schede SD è aumentato esponenzialmente dal 26% all'81% nel periodo 2010-2014. Gli abitanti della zona di confine che avevano scelto di tenersi lontani dai contenuti banditi spesso non hanno potuto evitare di esservi esposti comunque, perché, a partire dagli anni Cinquanta, entrambi i Paesi hanno effettuato operazioni di propaganda attraverso la DMZ, con la Corea del Sud che ha trasmesso, oltre ai notiziari locali e mondiali, anche canzoni K-pop.

La diffusione del K-pop e dei media coreani è stata cruciale nel presentare la realtà della Corea del Nord ai suoi abitanti, suscitando disordini tra cittadini ed élite riguardo alle disparità delle condizioni di vita all'interno e all'esterno del Paese, tuttavia pochi esperti hanno ritenuto possibile sradicare un regime totalitario grazie alle culture sperimentate attraverso K-pop e serie televisive.

Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha mostrato di gradire il K-pop. Nel 2018, Kim ha affermato di essere rimasto "profondamente commosso" dal concerto tenuto a Pyongyang da 150 artisti coreani, la prima esibizione di musicisti sudcoreani alla presenza di un capo di Stato della Corea del Nord. A nessun cantante venne chiesto di modificare i testi, i passi di ballo e i costumi di scena delle canzoni, ed il gesto è stato visto come in netto contrasto con le politiche storicamente rigorose di Kim nei confronti dei media stranieri. Gli artisti sudcoreani si sono anche esibiti al fianco di artisti nordcoreani durante la settimana successiva. Le registrazioni di entrambe le esibizioni sono state rese pubbliche in Corea del Sud, mentre nessuna notizia è pervenuta riguardo ad una diffusione in Corea del Nord.

Asia meridionale In Nepal, il K-pop ha ottenuto popolarità insieme ai film e alle serie televisive coreane. È diventato un genere influente nell'industria musicale locale, e i video musicali K-pop vengono spesso usati come accompagnamento alle canzoni nepalesi su YouTube.

Nello stato indiano del Manipur, dove i separatisti hanno bandito i film di Bollywood, i consumatori si sono rivolti alla cultura popolare coreana per il proprio intrattenimento, contrabbandandola dalla vicina Birmania. Per capitalizzare la popolarità del K-pop in Manipur, molti parrucchieri hanno offerto tagli "in stile coreano" ispirandosi alle boy band coreane. Dal Manipur il genere ha iniziato a diffondersi nel Nagaland e in altri Stati del Paese, con festival e competizioni K-pop che attirano migliaia di fan.

Sud-est asiatico

A Singapore c'è una florida fan base K-pop, e gruppi come 2NE1, BTS, Girls' Generation, Got7 e Exo hanno spesso tenuto concerti nel Paese. La popolarità del K-pop, al pari di quella per i drama coreani, ha influenzato i gusti estetici dei singaporiani, per esempio per quanto riguarda il taglio di capelli. Il 5 agosto 2017 Singapore ha ospitato il decimo Music Bank World Tour, un concerto organizzato dal programma musicale sudcoreano Music Bank.

In Malaysia, molti appartenenti ai tre principali gruppi etnici (malesi, cinesi e indiani) preferiscono ascoltare musica nella propria lingua, ma il K-pop è diventato popolare e le aziende locali ne hanno tratto benefici economici. La popolarità del K-pop ha inoltre spinto alcuni politici a portare gli idol nel Paese per attrarre giovani elettori.

Il K-pop, insieme alle serie TV e ai film coreani, è entrato nella cultura popolare dell'Indonesia, specialmente tra le giovani generazioni, e il genere ha influenzato la musica indonesiana. La popolarità della cultura sudcoreana è andata aumentando sin dai primi anni 2000, cominciando con il boom della cultura dell'Asia orientale.

Il K-pop ha ottenuto popolarità nelle Filippine negli anni 2010 attraverso Internet e grazie anche a celebrità espatriate come Sandara Park.

Thailandia Con l'arrivo dell'onda coreana in Thailandia nei primi anni Duemila, la musica, la moda e lo stile della Corea del Sud hanno surclassarono il J-pop, presente nel Paese da più tempo. Nell'estate del 2001, la commedia romantica Yeopgijeog-in geunye fece dei record in tutta l'Asia e la ballata I Believe di Sam Lee, facente parte della colonna sonora, fu ricantata in thailandese. La febbre per la Corea esplose tra il 2005 e il 2006. Nella MTV Thailand International Top 100 Chart del 2006, otto canzoni erano coreane, passate poi a 25 e 28 nei due anni successivi: gli artisti più venduti erano i TVXQ. Seguendo i Paesi vicini, i giovani thailandesi dei centri iniziarono ad ascoltare K‐pop.

Nel 2006, la YG Entertainment ha siglato una partnership con la Bec Tero Music per promuovere e organizzare concerti nel Paese. Nel 2009, gli Shinee, le Kara e Ryan dei Paran si sono esibiti al galà d'apertura del Thailand Entertainment Expo e hanno incontrato la principessa, consegnandole regali dalla Corea. Si sono esibiti anche al concerto all'aperto organizzato per festeggiare l'amicizia tra i due Paesi, e gli Shinee hanno visitato un orfanotrofio, dove sono stati accolti da duecento fan.

Con il passare degli anni, le restrizioni alla creatività indigena da una parte e la maggiore diffusione del K-pop nella penisola hanno portato i giovani a vertere verso il genere di musica sudcoreano, adottando lo stile e il taglio di capelli degli idol.