Borgo Nuovo, originariamente noto come via Alessandrina, conosciuta anche come via Recta o via Pontificum, era una strada nella città di Roma, in Italia, importante per ragioni storiche e architettoniche. Costruita da papa Alessandro VI Borgia per l'Anno Santo del 1500, la strada divenne uno dei principali centri del Rinascimento a Roma. Borgo Nuovo fu demolita insieme al quartiere circostante nel 1936-40 a causa della costruzione di via della Conciliazione.

Ubicazione

Situata nel rione Borgo, la strada – che aveva un tracciato rettilineo - si estendeva in direzione est ovest, tra Piazza Pia, che costituisce l'ingresso del quartiere vicino alla riva destra del Tevere, e il lato nord di Piazza Rusticucci, la quale è stata sino alla sua distruzione il vestibolo di Piazza San Pietro. A circa due terzi della sua lunghezza, Borgo Nuovo attraversava Piazza Scossacavalli, il centro di Borgo. Insieme alla vicina strada di Borgo Vecchio, di probabile origine romana, Borgo Nuovo delimitava la cosiddetta spina (il nome deriva dalla sua somiglianza con la striscia mediana di un circo romano), composta da diversi isolati allungati in direzione Est - Ovest tra il castello e San Pietro..

Denominazioni La strada fu chiamata in principio Via Alexandrina, Via Pontificum o Via Recta, in seguito Borgo Nuovo. La prima denominazione deriva dal Papa che la fece costruire, Alessandro VI (r. 1492-1503); la seconda perché divenne la prima parte della Via Papalis, la strada che il nuovo papa doveva percorrere per raggiungere la Basilica San Giovanni;. la terza ("strada diritta") dal suo tracciato, raro a quel tempo a Roma; il quarto nome fu scelto per analogia con la vicina strada di Borgo Vecchio. La denominazione via Alessandrina cadde in disuso dopo il 1570, quando il cardinale Michele Bonelli, detto "Cardinale Alessandrino" dalla sua città d'origine in Piemonte, fece aprire la strada nel rione Monti che da lui prese il nome.

Storia Rinascimento

A metà del XV secolo, all'inizio del Rinascimento, il collegamento tra Roma e San Pietro era assicurato da due antiche strade, Borgo Vecchio e Borgo Santo Spirito, che collegavano entrambe il Castello con la piazza antistante l'antica Basilica di San Pietro. Per aumentare la capacità del traffico, Papa Sisto IV (r. 1471-84) fece costruire un'altra strada che portava a San Pietro da Ponte Sant'Angelo in occasione del giubileo del 1475: Borgo Sant'Angelo, nota anche dal suo fondatore come via Sistina. Questo percorso correva appena a sud del Passetto (il passaggio coperto che collega ancora oggi il Vaticano con il Castello); tuttavia, anche essa non fu sufficiente a risolvere il problema del traffico. Alla fine del XV secolo papa Alessandro VI Borgia, il cui potere era all'epoca conteso da diverse nobili famiglie romane e dal re francese Carlo VIII (il quale nel 1494 aveva occupato la città, mentre il papa rimase asserragliato in Castel Sant'Angelo), decise di ristrutturare la cittadella di Borgo e il castello.. In questo contesto, Castel Sant'Angelo assunse definitivamente il ruolo di cerniera tra la città e la cittadella di Borgo, e sorse la necessità di costruire un rettifilo tra il castello e il palazzo apostolico sulla collina vaticana. Durante gli ultimi due Giubilei, che avevano avuto luogo nel 1450 e nel 1475, l'enorme afflusso di pellegrini aveva causato diversi problemi di traffico nel Borgo; per questo, al fine di evitare il ripetersi di questo problema, durante il concistoro pontificio del 16 novembre 1498 il papa assegnò il compito di razionalizzare i percorsi che conducevano a San Pietro, incaricando il cardinale Girolamo Riario di occuparsi della questione consultando degli esperti. Il 20 febbraio 1499 il papa chiese a Riario:

A nord di Borgo Vecchio una stradina tortuosa correva tra case, giardini e mura antiche; a circa un terzo della sua lunghezza (partendo dal Tevere), il percorso era bloccato da un grande monumento funebre romano, la Meta Romuli, considerata la sepoltura del mitico primo re della città;. essa era una piramide simile a quella di Cestio, ancora esistente vicino a Porta Ostiense e considerata dai romani di quel tempo come tomba di Remo. Riario, con la consulenza tecnica di diversi architetti (tra i quali Antonio da Sangallo il Vecchio e Giuliano da Sangallo). decise di rettificare questa tracciato; una nuova strada, la Via Alexandrina o Recta, venne così aperta dopo un intenso lavoro di sei mesi, demolendo per questo diversi edifici. Giovanni Burcardo (Johannes Burckardt da Strasburgo, Cerimoniere del Papa), registra in questo modo nel suo Liber Notarum (il suo diario) il 24 dicembre 1499 l'apertura della nuova strada: .

Quel giorno il papa ordinò di sbarrare la Carriera Sancta (il futuro Borgo Vecchio), in modo da costringere il traffico a incanalarsi lungo il percorso appena inaugurato.. La nuova strada collegava la porta del castello con quella del palazzo apostolico; a differenza del vicino Borgo Vecchio, essa non era un percorso processionale, ma un collegamento diretto tra Castrum e Palatium, parallelo al Passetto, il passaggio coperto che permetteva al Papa di rifugiarsi nel castello in caso di pericolo. e che sarebbe stato usato pochi anni dopo da Clemente VII (r. 1523-34) in fuga di fronte ai Lanzichenecchi del Frundsberg..

Il progetto della strada fu completato con l’apertura in Vaticano di una nuova porta, la "Porta Santa" che avrebbe sostituito la "Porta Aurea" di San Giovanni in Laterano; questa porta consentiva ai pellegrini che percorrevano Borgo Nuovo di incontrare subito l'Altare della Veronica, la reliquia più venerata della cristianità. In questo modo, la via Alessandrina venne a essere il primo rettilineo dotato di fondale a Roma, un modello che avrebbe trovato applicazione sotto Giulio II (r. 1503-13) con via Giulia e poco meno di un secolo dopo soprattutto con Sisto V (r. 1585-90).

Il completamento della via Alessandrina richiese la demolizione di numerosi edifici antichi: tra questi, la Meta Romuli, componente essenziale nelle tradizioni che riguardavano l'ubicazione della tomba di San Pietro.. La nuova strada divenne il primo tratto della Via Papalis, la strada che ciascun papa percorreva a dorso di mulo durante la "Cavalcata del possesso", che egli effettuava tra San Pietro e San Giovanni immediatamente dopo la sua elezione per prendere possesso della sua cattedra di vescovo di Roma.. La strada venne anche usata per eventi popolari come corse di cavalli, bufali, asini o uomini, tutti divertimenti preferiti del papa Borgia; per questo motivo, Borgo Nuovo non venne selciato sino a prima del 1509, sotto il pontificato di Giulio II (r. 1503-13)..

Per raccogliere fondi per la costruzione, i proprietari di immobili già esistenti dovettero accollarsi una parte delle spese per la costruzione della strada come contributo di miglioria, mentre il resto venne pagato dai magistri viarum (i magistrati incaricati della manutenzione stradale).. D’altra parte, al fine di sviluppare i dintorni della strada, i privati disposti a erigere edifici alti almeno 5 canne (pari a 11 m) lungo la nuova strada ricevettero privilegi speciali, come esenzioni fiscali.. Cardinali, famiglie nobili e ricchi borghesi sfruttarono questa opportunità, costruendo palazzi e case, progettati nel nuovo stile classicista di Antonio da Sangallo il Vecchio e Donato Bramante, due fra gli architetti coinvolti nella progettazione della strada. Durante il Rinascimento divenne di moda decorare la facciata delle nuove case del quartiere con dipinti (ad affresco e a sgraffito). A oggi l'unica casa decorata nel quartiere sopravvissuta è quella lungo il Vicolo del Campanile, ex vicolo laterale di Borgo Nuovo..

I lavori alla strada proseguirono sotto la direzione del Antonio da Sangallo il Vecchio anche con Leone X (r. 1513-1521), il quale li finanziò con l'ingente somma di 1444 ducati..

Periodo barocco ed età moderna

Durante il regno di Papa Alessandro VII (r. 1655-67), nel contesto della costruzione di Piazza San Pietro Gian Lorenzo Bernini integrò Borgo Nuovo nel progetto della nuova piazza. L'asse ottico dato da Borgo Nuovo venne ribaltato rispetto all'asse della Basilica, definito dall'obelisco del circo di Caligola eretto nel 1595 da Domenico Fontana al centro della facciata dell'antica basilica; questo effetto venne ottenuto ricavando di fronte alla basilica uno spazio simmetrico trapezoidale tramite la costruzione dei due corridori.. Il Corridore settentrionale della facciata del Maderno (un percorso coperto che conduce alla Scala Regia) venne considerato dal Bernini come un prolungamento coperto della strada, e inquadra il portone di bronzo da una grande distanza: anche il braccio destro del colonnato si ferma proprio prima dell'asse della strada per non interrompere la linea di vista tra la strada e il corridore.. In questo modo, l'asse principale di Borgo si trasformò nell'asse secondario di piazza san Pietro; esso venne duplicato per ragioni di simmetria costruendo il corridore meridionale. Intorno al 1660, dopo la costruzione del colonnato del Bernini, il primo isolato della spina tra Borgo Vecchio e Borgo Nuovo, chiamato "isola del Priorato" a causa dell'edificio che ospitava il Priorato dei Cavalieri di Rodi,. fu abbattuto dal Bernini per creare uno spazio, la Piazza Rusticucci, che consentisse la visione completa della cupola di San Pietro, nascosta dalla navata del Maderno.. In questo modo Borgo Nuovo fu privata della sua estremità occidentale.

All'inizio del XIX secolo, quando Roma faceva parte del Primo Impero francese, il prefetto della città, Camille de Tournon-Simiane, incluse nel suo programma di rinnovamento edilizio la demolizione della spina e quindi di Borgo nuovo.. Comunque, alla caduta di Napoleone erano state demolite solo le prime tre case all'estremità orientale della strada; dopo il ritorno del Papa fu ripristinata la situazione originale. Nel 1850 fu eretto un nuovo edificio, palazzo Sauve; esso sostituì una casa che era stata demolita durante la repubblica romana del 1849. Addossata alla facciata est del palazzo fu eretta da papa Pio IX (r. 1846-78) una grande fontana, la "Fontana dei Delfini", che segnava l'inizio della "Spina".. Il palazzo fu demolito nel 1936 e la fontana venne rimontata nel 1958 nella Città del Vaticano.

Nel 1858 all'inizio dei Borghi Pio IX fece costruire da Luigi Poletti due palazzine gemelle le quali, insieme alla fontana dei delfini, costituivano un ingresso scenografico alla città Leonina.

Durante tutto questo periodo, e fino alla sua demolizione, Borgo Nuovo rimase una strada prestigiosa, turistica e piena di traffico, a differenza della vicina Borgo Vecchio, che era nascosta, popolare e semplice..

La demolizione