Il Movimento di auto-rafforzamento (zh. ), noto anche come Movimento di occidentalizzazione o Movimento per gli affari occidentali (zh. ) ( c. 1861–1895), fu un periodo di riforme istituzionali radicali avviate in Cina durante la tarda dinastia Qing (1644–1911) in seguito ai disastri militari delle guerre dell'oppio.
L'incendio britannico e francese dell'Antico Palazzo d'Estate nel 1860, mentre gli eserciti ribelli dei Taiping marciavano verso Pechino, costrinse la corte imperiale a riconoscere lo stato di crisi. Il principe Gong fu nominato reggente, gran consigliere e capo del neonato Zongli Yamen (un ministero degli affari esteri de facto). Funzionari provinciali di etnia Han, su tutti il capace Zeng Guofan, istituirono milizie private occidentalizzate per combattere i Taiping e una volta sconfitti i ribelli proseguirono nello sforzo d'importare la tecnologia militare occidentale e la conoscenza scientifica dei "barbari" occidentali: fondarono arsenali, scuole e fabbriche di munizioni.
Negli anni 1870–1880, i loro successori usarono le loro posizioni di funzionari provinciali per costruire imprese marittime (e flotte), linee telegrafiche e ferrovie. La Cina compì allora progressi sostanziali verso la modernizzazione della sua industria pesante e militare. Ma la maggioranza dell'élite al potere restava ancorata alla tradizionale visione confuciana conservatrice del mondo e gli "auto-rafforzatori" erano pertanto disinteressati alla riforma sociale oltre l'ambito della modernizzazione economica e militare. Il Movimento garantì la rinascita della dinastia già sull'orlo dello sradicamento, garantendole un altro mezzo secolo di vita. I considerevoli successi del movimento terminarono bruscamente con la sconfitta della Cina nella prima guerra sino-giapponese (1894–1895). Un altro importante sforzo di modernizzazione noto come "ultime riforme Qing" iniziò nel 1901 in seguito al fallimento della Riforma dei cento giorni e alle invasioni dell'Alleanza delle otto nazioni.
Contesto Etimologia
L'uso originale della parola "auto-rafforzamento" deriva dall'antico I Ching: «l'uomo superiore si rende forte.» La stessa frase si incontra in uso dalla dinastia Song del Sud (1127–1279) in riferimento alla gestione della crisi dell'invasione degli Jurchen-Jīn (1115–1234), e ancora dall'imperatore Qing Qianlong (r. 1735–1796), scrivendo che l'auto-rafforzamento era necessario per respingere le aspirazioni straniere..
Al volgere del XVIII secolo, il graduale declino della burocrazia cinese divenne evidente e ci fu un rapido spostamento nell'ideologia degli studiosi confuciani cinesi verso la che sosteneva un approccio pratico nelle questioni di governo e non esitò a sollecitare riforme istituzionali. Questi studiosi arrivarono a cooptare idee dell'antica filosofia legista come il ..
Il primo riferimento letterario al concetto di auto-rafforzamento, inteso quale impellente necessità per la Cina Qing, è attribuito al mandarino Feng Guifen, leader della Jingshi, che lo riporta in una serie di saggi da lui presentati ad un altro mandarino, Zeng Guofan, nel 1861. Feng ottenne esperienza nella guerra comandando un corpo di volontari nella campagna lealista contro i ribelli Taiping (1850–1864). Nel 1860 si trasferì a Shanghai, dove rimase molto colpito dalla tecnologia militare occidentale.
Nei suoi diari, Zeng declinò l'auto-rafforzamento nella modernizzazione tecnologica dell'Impero celeste quale strumento di difesa della sovranità e dell'integrità territoriale della nazione cinese.
Li Hongzhang, discepolo di Zeng, usò il termine in una lettera del 1864 in cui identificava nel divario tecnologico tra cinesi e "barbari" occidentali l'origine della forza che questi ultimi riuscivano allora ad esercitare sul Celeste Impero, sostenendo la necessità impellente d'apprendere tale tecnologia, anzitutto per scopi militari e poi (come espresso in un suo memoriale del 1865) civili.
Altri termini usati per riferirsi al movimento sono Movimento di occidentalizzazione o Movimento per gli affari occidentali.
Prodromi
Le riflessioni di alcuni studiosi cinesi come Chen Lujiong (1730), Wang Dahai (1791) e Xie Qinggao (1820) già sposavano l'idea che i paesi occidentali rappresentassero una minaccia per l'Impero cinese causa la loro superiore tecnologia bellica e che tale divario tecnologico dovesse essere colmato sottraendo ai "barbari" il loro innovativo e pericoloso sapere..
Il funzionario-letterato Wei Yuan, scrivendo a nome del commissario imperiale Lin Zexu alla fine della prima guerra dell'oppio (1839–1842), durante la quale le cannoniere britanniche avevano fatto scempio delle obsolete giunche da guerra Qing armate di cannoni seicenteschi (es. v.si seconda battaglia di Chuenpi), sostenne la richiesta di produrre armi e navi di tipo occidentale. Negli anni 1830–1840, altre voci sollecitarono l'impiego della tecnologia bellica occidentale per difendere l'Impero dagli stranieri, oltre a riforme specifiche delle istituzioni tradizionali, es. gli esami imperiali, per supportare la propagazione della nuova tecnologia.. Durante la Prima guerra dell'oppio, lo stesso Lin Zexu aveva acquistato alcune centinaia di cannoni e una nave dagli europei.
L'immediatamente successiva guerra civile nota come rivolta dei Taiping (1851–1864) non fu uno scontro primitivo in termini di armamenti: un numero crescente di trafficanti di armi occidentali e commercianti neri vendette infatti ai Taiping armi occidentali quali moderni moschetti, fucili e cannoni. La leadership di Taiping sostenne l'adozione di ferrovie e navi a vapore tra gli altri sviluppi occidentali. Il sopracitato Zeng Guofan, allora un semplice funzionario della provincia dello Hunan, reclutò personalmente una sua milizia gestita privatamente, il c.d. "Esercito Xiang", per combattere i ribelli, procurandosi fondi dai commercianti locali per armare ed addestrare alla occidentale i suoi miliziani. Le forze imperiali comprendevano l'Esercito sempre vittorioso, composto da soldati cinesi guidati da un corpo di ufficiali europei (quali Frederick Townsend Ward e Charles Gordon), rifornito da industrie belliche britanniche come la Willoughbe & Ponsonby.
Entro il 1860, la stragrande maggioranza dei funzionari-letterati cinesi, la casta di burocrati che da secoli amministravano l'Impero, aveva preso coscienza della trasformazione radicale che stava avvenendo nel mondo, proclamavano che tale cambiamento era irresistibile ed irreversibile e sostenevano studi più approfonditi della tecnologia occidentale..
Nel luglio 1861, il principe Qing Gong, rimasto a Pechino a gestire le trattative con le potenze occidentali che chiusero la seconda guerra dell'oppio (1856–1860) mentre suo fratello maggiore, l'imperatore Qing Xianfeng (r. 1850–1861), riparava nella località montana di Chengde utilizzata dalla dinastia come luogo di vacanza, dichiarò di aver ricevuto l'approvazione della Corte per l'acquisto di armi straniere per l'auto-rafforzamento, segnando il concreto avvio del Movimento.
Storia La storia del Movimento di autorafforzamento è convenzionalmente divisa in tre fasi: 1861–1872, 1872–1885 e 1885–1895.
Prima fase (1861–1872)
La prima fase del Movimento, durata dal 1861 al 1872, si sovrappose grosso modo alla c.d. "Restaurazione Tongzhi" (zh. ; c. 1860–1874) promossa in seno al governo ed alla dinastia stessa dei Qing dal principe Gong (r. 1861–1865) e dall'imperatrice vedova Cixi (r. 1861–1872, 1875–1889 e 1898–1908), nominatisi reggenti per conto dell'imperatore-fanciullo Qing Tongzhi (r. 1861–1875) dopo aver eliminato i reggenti inizialmente incaricati da Xianfeng (v.si Colpo di stato Xinyou), prematuramente spentosi in agosto, si concentrò su: (i) adozione della tecnologia occidentale (anzitutto armi da fuoco, poi macchinari e conoscenze scientifiche); (ii) riorganizzazione dei rapporti con gli Occidentali tramite nuovi uffici preposti; e (iii) formazione di nuovo personale tecnico e diplomatico tramite apposite scuole.Il nuovo ufficio per la gestione dei rapporti con i "barbari" fu lo Zongli Yamen (zh. ), fondato da Gong l'11 marzo 1861 dopo la Convenzione di Pechino e da lui presieduto con altri quattro ufficiali mancesi tra cui il diplomatico Wenxiang.. Lo Zongli Yamen aveva uno status formale relativamente basso nella gerarchia amministrativa dei Qing e i suoi membri ricoprivano, in concomitanza, altri incarichi governativi, il che indebolì la sua posizione quale organo ufficiale di potere.
La fu fondata nel 1862 per comune intesa di Gong e Wenxiang: sotto l'iniziale direzione del vescovo John Burdon (1861–1863), offriva corsi di lingua inglese, francese, russo e tedesco per formare i diplomatici Qing destinati ad interagire con gli occidentali nello Zongli Yamen. Il già citato Li Hongzhang fondò nel medesimo anno e di propria iniziativa una scuola di lingue similare a Shanghai ed altre furono poi fondate a Canton (1863) e a Fuzhou (1866). Tutti questi istituti divennero poi veicolo di più pionieristici insegnamenti occidentali e già nel 1867 corsi di astronomia e matematica furono aggiunte al programma della Tongwen Guan..
I funzionari-letterati cinesi erano ora dominati dal desiderio di mantenere relazioni pacifiche con le potenze occidentali secondo i canoni di "fiducia", "fedeltà", "dolcezza" e "pazienza", e persuasero l'opinione pubblica cinese ad accettare la presenza occidentale nelle città portuali ov'era divenuta normale dopo la stipula dell'umiliante Trattato di Nanchino (1842) e l'apertura dei c.d. "Treaty ports" (it. "Porti del trattato"). Ciò non significò, comunque, che i Qing si mostrarono indulgenti nei confronti di eventuali attività straniere non coperte dai trattati; tutt'altro..
Dopo la Prima guerra dell'oppio (1839–1842), i giornali occidentali iniziarono ad essere tradotti in cinese come mezzo per ottenere informazioni sull'Occidente e, dopo il 1851, lo stesso si fece con i libri occidentali. Tutti questi sforzi furono guidati e coordinati dal Tongwen Guan e dall'Arsenale Jiangnan ed i loro frutti distribuiti in tutta la Cina: es. il solo Arsenale Jiangnan tradusse un totale di 143 libri occidentali nel periodo 1868–1879. L’entusiasmo intellettuale cinese per la scienza occidentale aumentò vertiginosamente in questo periodo..
I Sovrintendenti al Commercio
In seguito ai c.d. "trattati ineguali" con le potenze occidentali, dei quali il trattato di Nanchino (1842) era stato il precursore, i due porti di Tientsin e Shanghai furono aperti al commercio occidentale, segnando la fine del vecchio sistema di Canton tramite il quale i Qing aveva tentato di arginare l'afflusso europeo nel Settecento. Due uffici, il "sovrintendente al commercio per i porti del sud" e il "sovrintendente al commercio per i porti del nord", furono allora creati per amministrare traffici, affari ed eventuali problemi con gli occidentali nei Treaty ports.
Ufficialmente nati per gestire le nuove relazioni commerciali con gli occidentali, questi due nuovi uffici avevano una ragion d'essere più complessa. Dovevano circoscrivere alla loro sfera amministrativa tutti i rapporti (e i problemi) diplomatici con gli stranieri, sgravandone il governo di Pechino. L'autorità dei sovrintendenti arrivò così ad includere anche la supervisione di tutte le nuove imprese che utilizzano conoscenze e personale occidentali, facendone, de facto, i coordinatori della maggior parte degli sforzi del Movimento di autorafforzamento.
Non stupisce quindi che l'intraprendente Li Hongzhang, già condottiero e fondatore di scuole ed imprese, fu nominato (o si fece nominare) sovrintendente al commercio per i porti del nord a Tianjin dal 1870. Li riuscì allora ad assumere un potere ed un'influenza che gli permisero di avocare a sé le funzioni dello Zongli Yamen, interponendosi nelle comunicazioni tra la corte e i diplomatici stranieri e facendo sì che le stesse avvenissero sotto gli auspici del Movimento.