In linguistica, è detto "referente" l'entità, la realtà o la situazione extralinguistica cui fa riferimento (tramite designazione) un segno linguistico..Lemma referente, dizionario Garzanti.

Il termine referent è utilizzato dal linguista e filosofo Charles Kay Ogden (1889-1957) e dal critico letterario Ivor Armstrong Richards (1893-1979) nell'opera Il significato del significato: studio dell'influsso del linguaggio sul pensiero e della scienza del simbolismo (1923)trad. di Luca Pavolini, Milano, Il Saggiatore, 1966. (The Meaning of Meaning: A Study of the Influence of Language upon Thought and of the Science of Symbolism) ed è uno dei vertici del loro triangolo semiotico, insieme a symbol e thought.. La tripartizione proposta nel triangolo semiotico arguisce che il rapporto tra significante e il referente è mediato dal significato, che sarebbe la "concettualizzazione di una classe di referenti".

Instaurazione del referente

Per l'analisi linguistica non è centrale il problema se esista un referente come il centauro o l'unicorno. Essa è piuttosto interessata alle condizioni di esistenza di un referente testuale (o "referente di discorso", discourse referentSi veda il saggio di Lauri Karttunen Discourse Referents , International Conference on Computational Linguistics, Sånga-Säby, Stoccolma, 1969.) e alla creazione di un universo del discorso. Si intende per "referente testuale" una entità che sia stata già evocata all'interno di un testo e che può essere ripresa anaforicamente. Il referente testuale, nel momento in cui viene evocato, si aggiunge a quelli già presenti nell'universo del discorso. Il linguista Lauri Karttunen ha osservato che un sintagma nominale indefinito instaura un referente solo a condizione che non sia presente nel predicato che domina il sintagma un verbo che neghi l'esistenza del referente (ad esempio, avere l'intenzione, fingere di, dimenticare ecc.).Gabriele Bersani Berselli, «Referenti testuali, specificità e disambiguazione», in Gunver Skytte e Francesco Sabatini (a cura di), Linguistica testuale comparativa, In memoriam Maria-Elisabeth Conte, Atti del Convegno interannuale della Società di Linguistica Italiana, Copenaghen, 5-7 febbraio 1998, Museum Tusculanum Press, Copenaghen, 1999, pp. 361 sgg. E ancora, appunto in riferimento all'anafora:

Il problema definitorio nasce dunque dal fatto che la ripresa anaforica è possibile anche quando Karttunen esclude l'instaurazione del referente. Così, ad esempio, risulta agrammaticale la frase

ma è invece possibile dire

o anche

A fronte di queste difficoltà, Karttunen ha avanzato l'idea che alcuni referenti testuali hanno natura provvisoria, "a breve termine", come nel caso di

che, peraltro, non ammetterebbe un seguito come:

Già in Discourse Referents, Karttunen, come accennato, invoca le nozioni di specificità e non-specificità. In questo senso, un sintagma nominale specifico instaura sempre un referente, mentre un sintagma nominale non-specifico instaura un referente solo a certe condizioni. Su questa scorta, il tipo di caso più studiato è quello di strutture ambigue come

Questa frase prevede due interpretazioni distinte e solo in una di queste è instaurato un referente (cioè, un certo volpino).

Iconismo del significante

Come nell'arte René Magritte ha sfidato l'iconicità del manufatto artistico in Il tradimento delle immagini, così il concetto di icona è stato sottoposto a critica da Umberto Eco. Il Gruppo di Liegi, che riprende Eco in questo, discute l'idea che l'icona sia fondata sulla somiglianza tra significante e referente. Così, ad esempio, nel segno che ritrae sagome stilizzate di un uomo e di una donna e che va inteso come WC, il grado di somiglianza con un vero uomo e una vera donna è alquanto limitato: la testa è staccata dal corpo, la sagoma è monocroma, mancano mani e piedi ecc. Nelle altre due immagini, la somiglianza è minima in quella a sinistra o, in quella a destra, impossibile da cogliere per chi non proviene dalla cultura giapponese.Michele Amadò, «"Existe-t-il des signes visuels?"», in L'analisi linguistica e letteraria, Università Cattolica del Sacro Cuore, 2007, pp. 10-11.

Funzione referenziale Tra le funzioni del linguaggio enucleate dal semiologo russo Roman Jakobson (1896-1982), figura la funzione referenziale, che è incentrata appunto sul referente (la cosa di cui si parla), all'interno di un contesto situazionale, in particolare nella manualistica professionale.

Note

Bibliografia

Cipriani, E. (2015). The Descriptivist vs. Anti-Descriptivist Debate between Syntax and Semantics. Philosophy Study, 5, 8, pp. 421-30 doi: 10.17265/2159-5313/2015.08.005 Cipriani, E. (2016). Some reflections on Chomsky's notion of reference. Linguistics Beyond and Within, 2, 1, pp. 44-60 https://doi.org/10.31743/lingbaw.5637

Voci correlate Triangolo semiotico Riferimento (linguistica) Designazione Anafora (linguistica)

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