Il Poliambulatorio Ignazio Gardella, già dispensario antitubercolare di Alessandria, è un edificio sanitario di Alessandria progettato da Ignazio Gardella. Realizzato tra il 1936 e il 1938 e inaugurato nel 1939, è considerato una delle principali testimonianze dell'architettura razionalista italiana.

L'edificio ospita un presidio dell'Azienda ospedaliero-universitaria, dotato di centro prelievi e di ambulatori specialistici.

Storia Nel 1927 la legge n. 1276 rese obbligatoria l'istituzione dei Consorzi provinciali antitubercolari, ai quali erano affidate attività di prevenzione, diagnosi e informazione contro la tubercolosi, svolte anche attraverso appositi dispensari.

I primi schizzi conservati per il dispensario di Alessandria risalgono al periodo compreso tra il 1933 e il 1935; una seconda versione del progetto venne definita nel febbraio 1935. Le prescrizioni ministeriali prevedevano la separazione dei percorsi maschili e femminili, mentre Gardella propose una sala d'attesa comune e un ingresso asimmetrico; le autorità richiesero invece un accesso centrale e una distribuzione più simmetrica.

Tra la seconda metà del 1936 e i primi mesi del 1937 Gardella rielaborò il progetto, collocando il dispensario al piano terreno, i locali di servizio nel seminterrato e gli ambienti del piano superiore intorno a una terrazza-solarium. L'edificio venne completato nel 1938 e inaugurato nel 1939, con funzioni ambulatoriali, diagnostiche e preventive.

Dopo essere stato utilizzato per la prevenzione antitubercolare, il dispensario venne abbandonato nel corso degli anni ottanta e subì un progressivo degrado. Il progetto di restauro fu avviato nel 1991 e i lavori, eseguiti tra il 1993 e il 1996 con la partecipazione dello stesso Gardella, furono portati a termine il 25 luglio 1996, nonostante i danni provocati dall'alluvione del 1994. L'intervento ripristinò l'ingresso asimmetrico, l'atrio, le scale e le ringhiere originali, recuperando anche le cromie bianche, giallo chiaro e azzurre degli interni e adeguando gli impianti alla funzione poliambulatoriale.

Descrizione

Impianto e distribuzione L'edificio presenta un volume parallelepipedo articolato in un piano seminterrato e due piani fuori terra. Nel progetto definitivo il seminterrato era destinato ai depositi e agli impianti tecnici, il piano terreno comprendeva la sala d'attesa centrale e gli ambulatori, mentre gli ambienti del piano superiore erano distribuiti intorno alla terrazza-solarium.

L'ossatura in cemento armato è organizzata secondo una successione longitudinale di nove pilastri; la sezione quadrata dei sostegni, pari a 35 centimetri, costituisce il modulo della pianta, mentre il disegno dei prospetti segue un modulo di 35 per 25 centimetri.

Facciate e materiali La facciata principale, più articolata rispetto ai prospetti laterali, alterna superfici intonacate, fasce vetrate, pannelli di vetrocemento e una parete traforata in mattoni posta in corrispondenza del solarium. La griglia di mattoni consente il passaggio della luce e, nello stesso tempo, scherma la terrazza dagli sguardi esterni. Tale elemento è stato interpretato come un richiamo alle pareti traforate degli edifici rurali diffusi nel territorio alessandrino.

L'alternanza tra vetro trasparente e vetrocemento permette di illuminare la sala d'attesa limitando la visibilità degli ambienti dall'esterno. La costruzione impiega una struttura in cemento armato con elementi in laterizio, superfici intonacate, serramenti in ferro, pannelli di vetrocemento e pavimenti in marmette.

Note

Bibliografia

Altri progetti

Categoria:Architetture di Alessandria Categoria:Architetture razionaliste del Piemonte