Il Basket Femminile Pavia è stata una società di pallacanestro femminile con sede a Pavia.

La pallacanestro pavese a livello femminile trae le sue radici nel 1934 in ambito regionale ed ebbe la prima partecipazione alla Divisione Nazionale Femminile nel 1935. In oltre 60 anni (sino al chiusura dell'attività nel 1998) è stata rappresentata al massimo livello da quattro diverse società: dapprima nel periodo anteguerra furono le Giovani Fasciste, negli anni '50 fu la Pallacanestro Pavia, poi negli anni sessanta l'Onda e dal 1970 in poi il Basket Pavia. Tutte sono riuscite ad essere competitive, tanto che si contano dieci partecipazioni al primo livello del momento e 24 al secondo livello, con il posto d'onore come massimo risultato per due volte (nel 1963/64 e nel 1996/97) ed anche un titolo nazionale giovanile Juniores (nel 1997/98).

Storia Le pioniere degli anni trenta in Divisione Nazionale

La pallacanestro femminile a Pavia nasce nell'anno 1934 col suo primo campionato ufficiale (Campionato provinciale femminile di Prima Divisione). La squadra delle Giovani Fasciste di Pavia venne dichiarata vincente del campionato con diritto di partecipazione alle finali per il campionato di lombardo, dove affrontò Lodi, perdendo la finale col GUF Milano. Stimolate dall'allenatore-arbitro-fiduciario provinciale FIP, prof. Aurelio Chiappero, le giovani atlete pavesi in virtù dei buoni risultati conseguiti a livello regionale, furono ammesse alla Divisione Nazionale 1935 inserite nel girone Nord con Canottieri Milano e la Ginnastica Torino. Persero con le milanesi e vinsero con le piemontesi, piazzandosi al 2º posto nel girone. Nella finale nazionale la Canottieri Milano si confermò campione, battendo Ginnastica Triestina e Pallacanestro Napoli.

Negli anni successivi le pavesine non riuscirono ad ottenere l'ammissione alla fase nazionale, ma contribuirono (insieme al GUF maschile) ad immettere il virus del basket anche fra le femmine, come la storia ha dimostrato negli anni successivi. Queste le pioniere: Pissavini, Peroncini, Malabarba, Zanoli, Tomelli, riserve Lucchini, Landini, Barani. Allenatore Prof. Aurelio Chiappero.

Pallacanestro Pavia sezione femminile (anni 1950 - 1955) La Pallacanestro Pavia era stata costituita nel giugno del 1947 e svolgeva attività maschile con la prima squadra che era nella massima serie. Un gruppo di ragazze si cimentò nello sport di moda, organizzate in due gruppi: il GS Necchi ed appunto la sezione femminile all'interno della Pall.Pavia. Si iscrissero entrambe alla Promozione Regionale 1950/51. Al primo anno di attività, con 15 vittorie ed 1 sola sconfitta, la Pall. Pavia vinse la fase regionale, poi anche la successiva fase semifinale interregionale “lombardo-triveneto” ottenendo l’ammissione alla Finale Nazionale nella quale si classificò al posto d'onore, meritandosi l'ammissione alla Serie B nazionale 1951/52. Stagione nella quale le pavesi vinsero il girone di qualificazione accedendo alla finale nazionale a 4, che vinsero, conquistand l'accesso alla Serie A 1952/53, proprio nell'anno che i maschi retrocedettero in seconda serie.

Una volta al massimo livello, le pavesi si piazzarono al 4º posto assoluto della Serie A 1952-53: giocarono la capitana Miradoli, Pagani, Pollastri, Viola, Galfani, Bosoni, Toselli, Mesturino, Gelmetti, Vanzati. Guidi (dalla Comense), le due nazionali Anna Neri e Anna Sommi (da Piacenza) ed infine la giovane Silvana Pagani che il 10 gennaio 1953 esordì in nazionale nell'amichevole Belgio-Italia 41-43. Allenatore di questo gruppo, il ventenne Lele Rosolen, che iniziò da qui la sua carriera di allenatore contemporaneamente a quella di giocatore, che ritroveremo ancora nel capitolo relativo agli anni '70.

Purtroppo, essendo nello stesso anno ritornata in Serie A anche la squadra maschile, la società non potendo mantenere economicamente due formazioni al massimo livello, dovette fare delle dolorose scelte e chiuse la sezione femminile, che si fuse col GS Necchi che militava in Serie B, allenato da Edoardo Taveggia ed era composto da ottime giocatrici come Milena Gelmetti (che ebbe una carriera in nazionale e nei club milanesi Ozo e Standa), Bonfante e la giovanissima Laura Bolis (che ebbero negli anni successivi un'onorevole carriera a livello nazionale). Nella stagione 1953/54 ottennero un 5º posto nel girone di qualificazione, mentre nella stagione 1954/55 (l'ultima) arrivarono allo spareggio per la promozione in Serie A col Fiat Torino, perso per 38-40, che decretò la chiusura della sezione femminile anche del GS Necchi, che preferì dirottare tutte le sue risorse alla Pallacanestro Pavia che era in Prima Serie maschile.

Onda Pavia sezione femminile (anni 1957 - 1965) sino al "quasi scudetto" La sezione femminile della AP Onda Pavia fu costituita nel dicembre 1957 dall'infaticabile DS Luigi Bigi, raggruppando agli ordini del dott. Edoardo Taveggia (già coach del GS Necchi), presso la Palestra della Casa dello Studente, una ventina di atlete tutte pavesi tra le quali Bonfante e Bolis che già avevano giocato nel GS Necchi Pavia in Serie B a metà anni ‘50. L’attività agonistica delle "ondine" iniziò iscrivendosi alla Promozione Regionale Lombarda 1958/59, inserite nel Girone B, vinto imbattute con accesso alle finali regionali, concluse al 4º posto, sufficiente per ottenere l’ammissione alla Serie B nazionale.

Anche nel campionato di Serie B 1959-60 il Girone A di qualificazione venne vinto agevolmente dalle ondine, garantendosi l’accesso alle SemiFinali nazionali; nelle quali l’Onda perdendo con Libertas Bologna rimase esclusa dalla Finale ma, col terzo posto finale, nel quadro dell’allargamento della massima serie a tre gironi, ottenne il ripescaggio alla Serie A 1960-61. Nella quale, pur presentandosi da neo-promossa con la stessa formazione dell’anno precedente, conseguì un onorevole 4º posto nel Girone A, alle spalle di Standa Milano, Autonomi Torino ed Electrolux Milano.

Vale la pena citare questo gruppo di atlete e staff (prevalentemente pavesi) che riportarono Pavia nella massima serie: Bonfante (cap.), Bolis, Pagani, Piacenza, Bruschi, Gallotti, Malinverno, Paolucci, Petrucci, Savoldi, Scola, Viola, Archinti. Coach il dottor Edoardo Taveggia, assistenti Brega e Renati, massaggiatore Luigi Vecchio.

Le ambizioni cominciavano a crescere e quindi in vista della Serie A 1961-62 la formazione venne potenziata col rientro della già nazionale Silvana Pagani, di Cortesi e Ferrario (dalla Standa Milano), Pozzato (dalla Cagnola Milano). Nel Girone B l’Onda ottenne un ottimo 3º posto dietro solo a Fiat ed Autonomi Torino, con il merito di aver inaugurato allo sport il PalaEspo il 26 novembre 1961, che sino al 1985 è stato la casa del basket pavese. Piazzamento che permise alle pavesi di essere ammesse alla nuova Serie A 1962-63 a 12 squadre. Presidente venne nominato nuovamente Cazzani (proprio colui che nel 1947 ne aveva provocato la scissione) e subito si alzò l’asticella. Arrivarono Licia Pasquali (dalla Standa Milano e due volte scudettata con Legnano), Nidia Pausich e Marisa Geroni (entrambe tri-scudettate con l'Udinese, che si era appena sciolta) a rinforzare il roster. Un trio di “nazionali”, che posero le pavesi nel novero delle favorite allo scudetto, come fu confermato dai fatti, tanto che l’Onda si piazzò al 3º posto assoluto superata solo da Fiat Torino e Standa Milano.

Nel campionato di Serie A 1963-64, per la prima volta la società poté avvalersi di uno sponsor nell’azienda pavese di televisori FIRTE. All'organico dell’anno precedente si aggiunsero altre due pedine da quintetto: Pasquini (dall’Europhon Milano) e Nicoletta Persi (vincitrice di 5 scudetti con Trieste ed Udine e già 48 volte “azzurra”) proveniente dal Pejo Brescia. Persi-Pausich-Geroni costituivano un trio di livello internazionale, ben supportate dalle milanesi Pasquali e Pasquini e dalle validissime pavesi Bonfante (cap.), Bolis, Piacenza, Beretta e Pagani. Ben 5 delle ondine di quella stagione, erano nel giro della Nazionale.

Il girone di andata vide Onda e Fiat appaiate in testa con 17 punti, causa un inaspettato (poi diventato fatale) passo falso con la Standa a Milano Forza&Coraggio, bilanciato il 29 dicembre 1963, dalla vittoria 58-54 contro il Fiat Torino, Campione d’Italia in carica. Il Palazzo Esposizioni era gremito da circa 2.000 spettatori, che rappresentavano il record assoluto per un incontro di campionato femminile in Italia. Mentre le pavesi fecero seguire a quella vittoria un successivo percorso netto, nel ritorno il Fiat confermò la sua superiorità sulle milanesi, quindi torinesi ed ondine si ritrovarono a pari punti e divenne decisivo lo scontro diretto a Torino, perso 37-35 (per un arbitraggio assolutamente casalingo) tra mille polemiche e baruffe tra tifoserie. Al termine del campionato il Fiat conquistò lo scudetto con 35 punti e una sola sconfitta, contro i 34 (e due sole sconfitte) delle "ondine" al posto d’onore.

Ma una beffa ancora più grande stava arrivando. In seguito alla rinuncia per ragioni tecnico-politiche da parte della squadra campione d’Italia del GS Fiat, l’Onda (in quanto seconda classificata) fu invitata dalla F.I.B.A. a partecipare alla Coppa Europea dei Campioni. La notizia giungeva in un momento critico per la Società pavese, i cui dirigenti si stavano battendo per scongiurare l’esclusione dal massimo campionato nazionale, causa il sopraggiunto fallimento dello sponsor FIRTE che fece mancare anche il contributo promesso per la stagione appena conclusa. È stato il punto più alto raggiunto da una compagine della città di Pavia nella storia della pallacanestro.

Come accadde già ai maschi (terzi assoluti nel 1955/56), scalata la montagna, le società pavesi di pallacanestro non sono state in grado di voler/poter mettere la piccozza in vetta, more solito, causa il totale disinteresse delle forze economiche cittadine, pur se si era in pieno miracolo economico.

Annabella Basket (anni 1970-1982) dal minibasket alla massima serie Dopo 5 anni di assenza di attività cestistica femminile di vertice, per merito di Lele Rosolen (che nel frattempo aveva rilevato la gestione anche dell’Onda maschile) e del presidente Casinghini, nel 1970 si formò un primo gruppo giovanile femminile che partecipò ai Giochi della Gioventù. Nel 1972/73, col supporto della sponsorizzazione dalla Pellicceria Annabella, la squadra esordì nel campionato di Promozione: erano solo atlete pavesi che nel 1974/75 ottennero la promozione alla Serie B nazionale. Raggiunta la Serie B il roster necessitava di rinforzi e Rosolen riuscì a portare a Pavia Luisa Zambon (ex-nazionale ed una delle migliori giocatrici italiane del tempo) che a 34 anni volle concludere la sua carriera, aiutando la giovane Annabella a salire nella massima serie. Cosa che avvenne nella stagione 1976/77, anche grazie all’inserimento dell'esperienza della veterana ex-Onda Laura Bolis, di Ferrante (da Roma) e Rebosio (dalla Standa). Dopo l'ultima apparizione dell'Onda nel 1964, la nuova società riportava Pavia al massimo livello femminile. L'allenatore era Lele Rosolen, supportato da Giuliano Ravizza. Le pavesi cresciute nel vivaio erano Bocchieri, Gandolfi, le sorelle Gastaldi, Ficara, Gnocchi, Contardini, Trabatti, Rosolen, Montemartini.