È considerato parte integrante del movimento trova rosarina, originatosi nella città di Rosario agli inizi degli anni '80. È uno dei più importanti esponenti del rock argentino. Oltre alla carriera come musicista è attivo anche come regista, sceneggiatore e romanziere. Con più di 30 anni di carriera da solista, la sua opera musicale è formata da 23 album in studio, 1 maxi singolo, 4 album dal vivo, 3 DVD, 12 compilation e numerose collaborazioni con artisti internazionali.
Páez ha raggiunto il successo internazionale all'inizio degli anni novanta quando ha pubblicato gli album El amor después del amor (1992) e Circo beat (1994), che hanno avuto un grande esito commerciale.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e cinque premi Latin Grammy Awards (i primi due nell'anno 2000 come «migliore cantante rock maschile» per il suo album Abre, del 1999). Tra il 2007 e il 2009 ha ricevuto tre Grammy consecutivamente e in categorie differenti: «migliore album di rock vocale», per El mundo cabe en una canción, «migliore album di un cantautore dell'anno» per Rodolfo e «migliore album vocale maschile di pop» per il disco No sé si es Baires o Madrid.
Anche la Fondazione Konex gli ha conferito nel 1995 il Premio Konex di platino come «migliore compositore rock del decennio in Argentina».
Nel 2005 ha ottenuto il Premio Konex - Diploma al Merito come uno dei «cinque migliori compositori rock del decennio» e nuovamente nel 2015 nella categoria «migliore solista maschile di pop».
Nel 2018 ha ricevuto un altro Latin Grammy Award nella categoria «migliore canzone rock» con il pezzo Tu vida, mi vida tratto dal suo ultimo album La ciudad liberada.
Biografia
Infanzia (1963-1975) Figlio di Margarita Zulema Ávalos (pianista concertista, professoressa di aritmetica e algebra) e di Rodolfo Páez (impiegato amministrativo municipale). La madre Margarita è deceduta per un cancro al fegato quando Páez aveva otto mesi, perciò è stato cresciuto dal padre e della nonna paterna.
A 14 anni ha cominciato a portare gli occhiali per la miopia. Il suo apprendimento musicale del pianoforte inizia con classi private della signora Bustos; in seguito, si iscrive al Liceo Scarafía, dove familiarizza con i metodi e le tecniche di apprendimento di Yoko Ono, Charles-Louis Hanon e Carl Czerny (usati tradizionalmente nell'apprendimento del pianoforte classico), sotto la guida di un professore ucraino che era stato, a sua volta, professore della madre.
Data la miopia faticava a leggere le partiture, cominciando ben presto a usare l'udito per imparare le melodie suonate dal suo insegnante. Quando le opere classiche che doveva eseguire si fecero più complesse, il professore si rese conto che non poteva leggere le partiture e lo cacciò.Fito Páez comentó personalmente en una entrevista que le hizo el periodista Lalo Mir que el profesor, al darse cuenta de que no leía las partituras, lo echó.
Páez ha abbandonato l'apprendimento formale ed è entrato a far parte della scena underground della sua città natale, dove il suo talento naturale ha cominciato a notarsi molto presto.
Inizi musicali (1975-1980) La sua prima formazione nasce alla scuola primaria: ha formato un trio folcloristico, in cui suonava un bombo regalatogli dal padre. La sua prima esperienza in un gruppo rock è stata al pianoforte, accompagnato da Ricardo Vilaseca e Patricio Pietro alle chitarre acustiche: suonavano brani dei Sui Géneris nel cortile della scuola.
Nel 1979 ha formato il gruppo Neolalia ("nuovo idioma") insieme a compagni del collegio Dante Alighieri e ad altri amici del quartiere. Hanno suonato dal vivo solo due volte, prima di cambiare band varie volte e formare gruppi come i Sueñosía, accanto a Fabián Gallardo, Gno el Bizarro, Graf e Arcana; tutte esperienze molto brevi che non sono culminate con la registrazione di alcun disco.
Nel 1980 ha formato gli Staff, il cui maggiore traguardo è stato vincere il primo premio del concorso di musica progressive, che vedeva in giuria il musicista Juan Carlo Baglietto.
In seguito gli proposero di unirsi a El Banquete, considerata allora la migliore rock band di Rosario, in cui suonavano Rubén Goldín, Silvina Garré, Daniel Tuerto Wirzt, Sergio Sainz e José Zappo Aguilera.
Parallelamente a questo progetto, ha partecipato al gruppo Acalanto, di genere folcloristico, con il chitarrista Hector de Benedictis.
La trova rosarina e il suo lavoro con Charly García (1981-1985) All'inizio degli anni '80, Fito si unì al movimento musicale argentino conosciuto come trova rosarina, iniziando così la carriera assieme a musicisti come Juan Carlo Baglietto, Silvina Garré, Adrián Abonizio e Jorge Fandermole.
Nel 1981 Juan Carlo Baglietto, che realizzava spettacoli con il gruppo Acalanto, lo incluse come tastierista e come tecnico (assieme a Rubén Goldín) nella banda, con la quale furono invitati a un enorme recital organizzato dalla rivista Humor all'interno del Estadio Obras Sanitarias, in repudio all'arrivo di Frank Sinatra in Argentina. Per la prima volta nella storia, bande musicali dell'interno del paese si riunivano a suonare in quello stadio di Buenos Aires.
Nel 1982 Baglietto firma con la società discográfica EMI e assieme registrano il disco Tiempos difíciles, in cui metà delle canzoni sono stato composte da Páez e hanno avuto un successo notevole, ottenendo alla fine di quello stesso anno la placca d'oro
Il disco è stato presentato durante la guerra delle Malvinas nello stadio il 14 maggio 1982, con un recital storico che si considera come il momento fondatore del movimento trova rosarina.
Quello stesso anno Baglietto ha pubblicato l'album Actuar para vivir, in cui Fito Páez ha partecipato suonando le tastiere e componendo quattro delle dieci canzoni, tra cui quella che ha dato il titolo al disco. Questo lavoro è stato presentato dal vivo nel Teatro Astral.
Nel 1983 partecipa al terzo disco di Baglietto apportando due temi: Tratando de crecer e Un loco en la calesita. La sua ultima partecipazione con la band di Baglietto è avvenuta nel 1985 con il disco Modelo para armar, scrivendo il tema che chiude l'album: Las cosas tienen movimiento.
Parallelamente, a causa dell'allontanamento di Andrés Calamaro, Fito Páez si è unito al gruppo di Charly García, raccomandato da Jorge Lonch, per il tour del disco Clic modernos nel 1983. In seguito ha partecipato alla registrazione del disco Piano bar (1984). Lì ha conosciuto Fabiana Cantillo, corista della banda, che è divenuta sua partner fino al 1990.
Carriera come solista (1983-presente)
Contratto con EMI e primi album (1983-1986) Nel 1984, firma un contratto di cinque anni con la casa discografica EMI e pubblica il suo primo LP intitolato Del 63 dopo due mesi di lavoro negli studi Panda del quartiere Floresta a Buenos Aires. Di questo lavoro sono particolarmenti rilevanti i temi Del 63, Tres agujas e La rumba del piano. Un anno dopo si allontana definitivamente dalla band di García e compone l'album Giros (1985), di grande successo in Argentina. Fra le canzoni di maggior successo vi sono Yo vengo a ofrecer mi corazón, 11 y 6 e Cable a tierra. Il disco segna il consolidamento dell'artista nel panorama musicale ed è acclamato da pubblico e stampa.
Il disco è stato presentato nel Luna Park, a La Falda e a Rosario, a beneficio dei colpiti per le inondazioni di quell'anno.
Nel 1986 compone il maxi singolo Corazón clandestino, un disco che contiene tre canzoni che vede la collaborazione di Caetano Veloso nella canzone La rumba del piano, cantata in portoghese.
In seguito assieme a Luis Alberto Spinetta ha pubblicato l'album La la la (1986). In questo album è molto conosciuta la canzone Parte del aire, composta per la morte del padre, in cui immagina il rincontro di lui con la madre. Gli spettacoli dal vivo si realizzano nel Estadio Obras Sanitarias e a Santiago del Cile.
Nello stesso anno si presenta con la sua band a Lima, in occasione della Settimana di Integrazione Culturale Latinoamericana e al Festival di Varadero (Cuba).
Ciudad de pobres corazones (1986-1991) Il 7 novembre 1986, mentre Fito si trovava in tour a Río de Janeiro, la nonna Delma Zulema Ramírez, la prozia Josefa Páez e la loro impiegata incinta Fermina Godoy vengono brutalmente assassinate. L'anno precedente era morto il padre. Le indagini per il crimine hanno visto indagare diverse persone, perfino Fito stesso. L'artista rilasciò una dichiarazione tempo dopo:In seguito è stato provato che il fatto è stato commesso da un bassista frustrato, di nome Walter De Giusti (1962-1998), che risiedeva a Rosario e conosceva le vittime.
Il fatto ha provocato forte impatto nel musicista: Fabiana Cantilo, vedendo il deterioramento emotivo dell'artista, lo costrinse un giorno ad alzarsi dal letto per andare allo studio di registrazione. È in quel momento che ha composto la canzone Ciudad de pobres corazones.
Ciudad de pobres corazones è stato pubblicato nel 1987 ed è considerato il più viscerale della sua carriera. È un album rabbioso e violento, che spaventa per la sua crudezza: tra le canzoni che si notano maggiormente vi sono Gente sin swing, Ámbar violeta e Dando vueltas en el aire. In tre canzoni partecipa anche Fabiana Cantilo alla voce: Nada más preciado para mí, Bailando hasta que se vaya la noche e Track Track. Nelle altre canzoni è facile notare un marcato gusto oscuro per il dramma.
Il suo ultimo album con la EMI Music è stato Ey! nel 1988. Il disco è stato composto, arrangiato e prodotto da Fito Páez, che lo ha registrato fra Buenos Aires, New York e L'Avana.
Lo stile di questo album è completamente inclassificabile: c'è ancora molta rabbia contenuta ma si sviluppa con un miscuglio di canzoni rock e altre dalle cadenze latine molto imparentate con lo stile caribeño, come nel caso di Por siete vidas (Cacería) in cui partecipa ai fiati il gruppo Afrocuba.
Ey! è stato presentato dal vivo con la stessa banda che ha registrato il disco, accompagnato ai cori da Fabiana Cantilo, a cui ha dedicato l'album.
Il 1988 si conclude con la formazione di un duetto accanto a Guillermo Vadalá dal nome Chapa y Pintura, con cui interpretano le canzoni escluse dal progetto solista di Páez, includendo brani di tango e folclore ignorati fino a quel momento dagli artisti argentini e alcune cover dei Beatles.
Nel 1990 Fito Páez ha incontrato problemi per la pubblicazione del suo successivo disco: la società discografica EMI, al tempo, negava il permesso perché riteneva il lavoro poco commerciale per gli standard dell'impresa.
Senza l'accordo discografico e senza soldi per pagare i debiti, in un'epoca in cui l'Argentina era succube di un'alta inflazione, Páez ha ricevuto la notizia che Fabián Gallardo, ex chitarrista della sua band e amico d'infanzia, era stato nominato produttore artistico della WEA (Warner Music Group). Gallardo gli offrì un contratto e questo ha dato origine all'album Tercer mundo nel 1990. Con sorpresa di Páez, che aveva raggiunto l'Europa con l'intenzione di vivere lì, l'album è stato tutto un successo, arrivando ad essere disco d'oro nel paese.
Quello stesso anno Páez produce il disco Algo mejor di Fabiana Cantilo, che ha segnato l'apice di successo della cantante.
Successo internazionale (1992-1998) El amor después del amor, uscito nel 1992, segna la consacrazione definitiva del cantante rosarino. Il titolo dell'album è una chiara allusione alla rottura della sua antica relazione sentimentale e al nuovo inizio con Cecilia Roth.
Il testo e la musica dei 14 temi sono di Fito Páez. Per questo lavoro ha convocato artisti del calibro di Mercedes Sosa, Andrés Calamaro, Charly García, Luis Alberto Spinetta, Fabiana Cantilo, Celeste Carballo, Claudia Puyó e Ariel Rot, segnando uno dei picchi più alti nella carriera dell'artista.
Oltretutto, conta un'équipe di produttori come Carlo Narea, Fernando Moya e Alejandro Avalis; si avvale di Nigel Walker all'apparato di registrazione e mixer.