Per tutta l'età regia di Roma l'esercito romano fu costituito da un'unica legione, tanto da identificarsi con quest'ultima e viceversa. Fu solo in seguito, con l'avvento della Repubblica e del doppio comando consolare, che l'esercito necessariamente si sdoppiò, risultando composto da due legioni. Per la verità sembra che ciò sia avvenuto anche in precedenza, al tempo della riforma serviana, quando alla legione di iuniores ne venne affiancata un'altra di seniores. In quest'ultimo caso, però, si trattava solo di una seconda legione potenzialmente arruolabile, che mai nella realtà si verificò.
Struttura
Romolo: le origini (VIII-VI secolo a.C.)
Secondo la tradizione fu Romolo a creare, durante la Prima epoca regia, la legione romana sull'esempio della falange greca,Livio, Ab Urbe condita libri, VIII, 8, 3.. Questa era formata da fanti (pedites) e 300 cavalieri (equites), scelti tra la popolazione.Plutarco, Vita di Romolo, 13, 1.Zonara, Epitome Historiarum, 7,3.
Fanti e cavalieri erano arruolati tra le tre tribù romane ( fanti e 100 cavalieri ciascuna) che formavano la primitiva popolazione di Roma: i Tities, i Ramnes e i Luceres. In epoca regia era formata da cittadini compresi tra i 17 e i 46 anni, in grado di potersi permettere il costo dell'armamento.Scheidel, W., 1996, "Measuring Sex, Age and Death in the Roman Empire" Journal of Roman Archaeology Supplementary series no. 21, Chapter 3
Si dice anche che Romolo, quando la città di Roma si ingrandì e i Romani si unirono ai Sabini, abbia deciso di raddoppiare il numero dei suoi armati in: fanti e 600 cavalieri.Plutarco, De vite Parallele, Romolo 20, 1-3.
La riforma di Servio Tullio (VI secolo a.C.)
Circa nel 570 a.C. fu eseguita, secondo la tradizione da Servio Tullio, sesto re di Roma, una riforma timocratica che divise tutta la popolazione romana in cinque classi in base al censo (secondo altre fonti 6 classiDionigi d'Alicarnasso, Antiquitates Romanae, 4, 18, 1-3.), ognuna delle quali divisa a sua volta in tre categorieGellio, Noctes Atticae, 10, 28, 1.:seniores (maggiori di 46 anni: anziani), iuniores (tra 17 e 46 anni, ovvero i più adatti a combattere: giovani) e pueri (di età inferiore ai 17 anni: ragazzi); se la prima classe, la più facoltosa, poteva permettersi l'equipaggiamento da legionario (il costo del tributo per gli armamenti veniva stabilito in base al censoDionigi d'Alicarnasso, Antiquitates Romanae, 4, 19, 1-2.), quelle inferiori avevano armamenti via via più leggeri. L'esercito serviano era formato da 193 centurie +Suddivisione degli arruolati in base alle classi di censoReddito (in assi)RuoloCenturieTotaleClasse +Fanteria Pesante Seniores:4080Iuniores:40Classe - FanteriaSeniores:1020Iuniores:10Classe - Fanteria LeggeraSeniores:1020Iuniores:10Classe - Fanteria LeggeraSeniores:1020Iuniores:10Classe - Fanteria LeggeraSeniores:15 30Iuniores:15Totale (fanteria)170 Al di sotto di un reddito di assi si era dispensati dall'assolvere agli obblighi militari. I membri di questa sesta classe erano chiamati proletarii, poiché "destinati a far prole"Cicerone, De re pubblica, 2, 22, 39-40. o capite censiDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IV, 18; Aulo Gellio, Noctes atticae, XVI, 10, 10-11., tranne nel caso in cui non vi fossero particolari pericoli per la città di Roma. In quest'ultimo caso, venivano armati a spese dello Stato, servendo in formazioni speciali estranee all'ordinamento legionario.Emilio Gabba, Esercito e società nella tarda Repubblica romana, p. 3.
Servio Tullio oltre a creare una nuova legione, mise da parte le curie.Cicerone, De re publica, II, 22, 39-40.Dionigi d'Alicarnasso, Antichità romane, IV, 20, 3-5.
Unità complementari
Cavalleria
Fu Romolo a creare un primo contingente militare di 300 cavalieri, dove ciascun squadrone di cavalleria (100 per ciascuna tribù) era alle dipendenze di un tribunus celerum. Quando in seguito la città di Roma si ingrandì e i Romani si unirono ai Sabini, Romolo decise di raddoppiare il numero dei suoi armati, compresi i cavalieri, che furono così portati a 600. E da ultimo, sempre Romolo costituì una guardia personale di trecento cavalieri chiamata Celeres,Tito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 15. in seguito eliminata da Numa Pompilio.Plutarco, Numa, 7, 8.Zonara, Epitome Historiarum, 7, 5
Tarquinio Prisco (VII secolo a.C.- prima metà del VI secolo a.C.), quinto re di Roma, riordinò l'ordine equestre, tornando a raddoppiare il numero dei cavalieri e aggiungendo tre nuove centurie (oltre a quelle costituite dalle tribù dei Ramnes, Tities e Luceres),Livio, Ab Urbe condita libri, I, 36, 2. a cui fu dato l'appellativo di posterioresLivio, Ab Urbe condita libri, I, 36, 6-8 o sex suffragia.Festo, De verborum significatu, sex suffragia(452); Cicerone, De re pubblica, 2, 22, 39-40. Ciò portò nuovamente gli equites al numero di 600.
Con la riforma serviana, anche i cavalieri (oltre alla prima classe) dovevano disporre di un reddito di più di assi.
Per l'acquisto dei cavalli l'erario stabilì, inoltre, lo stanziamento annuo di assi a centuria, mentre sancì che fossero le donne non sposate a pagarne il mantenimento degli stessi con assi annui a centuria. Tale costo fu più tardi trasferito alle classi più ricche..
Inoltre, Servio Tullio aggiunse alle 6 centurie di equites stanziate dal predecessore altre dodici centurie, per un totale di diciotto centurie di equites.
Genio militare
Si sa che in seguito alla riforma militare di Servio Tullio, la prima classe disponeva di due centurie aggiuntive di fabbri, armaioli, falegnami e operai, che avevano il compito di costruire e trasportare le prime e rudimentali macchine da guerra romane (secondo altre fonti erano, invece, schierate insieme alla seconda classe).
Centurie di Accensi Sempre a seguito della riforma serviana, vengono inquadrate nella classe due centurie di suonatori di tromba (tubicines) e suonatori di corno (cornicines). Questo squadrone era formato da accensi, vale a dire coloro che avevano il compito di esortare l'esercito alla battaglia.
Secondo altre fonti le due centurie di suonatori appartenevano alla classe.
Gerarchia interna La massa di cittadini romani arruolabile, era formata da uomini, che avevano un'età compresa tra i 17 e i 46 anni (iuniores), in grado di potersi permettere il costo dell'armamento. A questi, in seguito alla riforma serviana, vennero aggiunti tutti gli uomini di età superiore ai 46 anni (i cosiddetti seniores), anch'essi in grado di potersi permettere l'armamento, i quali vennero però raramente impiegati, costituendo di fatto una riserva strategica. Erano, infatti, utilizzati in caso di estrema necessità, quando la città di Roma era minacciata da forze nemiche.
Il Rex era il comandante supremo dell'esercito romano, a cui spettava il compito di scioglierlo al termine della campagna militare dell'anno. A lui erano subordinati tre tribuni militum, ciascuno dei quali posto a capo di una delle tre tribù o file di fanti; gli squadroni di cavalleria erano invece sottoposti al comando di tribuni celerum.Smith, William A Dictionary of Greek and Roman Antiquities, John Murray, London, 1875 - voce Tribunus
Con la riforma serviana, vi fu un'importante novità: coloro i quali si erano distinti in battaglia diventavano centurioni.Dionigi d'Alicarnasso, Antichità romane, IV, 17, 1-4.
Disposizione tattica
Fanteria
La legione si disponeva su tre file, nella tipica formazione a falange,Livio, Ab Urbe condita libri, IV, 59-60; e VIII, 8, 3. con la cavalleria ai lati, chiamate alae.Questo il significato etimologico che ne dà Aulo Gellio: Vi era la consuetudine di lanciare un potente grido di guerra per intimorire l'avversario, prima dello scontro, come del resto in tutto il mondo antico.Tito Livio, Ab Urbe condita, I, 11; 25; 29; 39. A ciò si aggiunga il fatto che spesso, sempre per scoraggiare il nemico, venivano battute le aste o le spade contro gli scudi, generando un grande fragore.Polibio, Storie, IV, 9; XV, 12.
Il combattimento, in verità, prevedeva, sulla base delle tradizioni omeriche, una serie di duelli tra i "campioni" dei rispettivi schieramenti, in genere tra i guerrieri più nobili, dotati di maggior coraggio e abilità (vedi ad esempio l'episodio tramandatoci degli Orazi e CuriaziTito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 24-26.), equipaggiati con il miglior armamento.
Con la riforma serviana dell'esercito romano, la prima classe risultava la più avanzata schiera rispetto alle altre.Dionigi d'Alicarnasso, Antiquitates Romanae, 4, 17, 1-4 Gli opliti della prima fila formavano un "muro di enormi scudi rotondi" parzialmente sovrapposti, in modo che il loro fianco destro venisse protetto dallo scudo del vicino commilitone. Sostenevano un addestramento costante. Effettuavano il combattimento in modo estremamente compatto, armati di lancia e spada, difesi da scudo, elmo e corazza (o comunque con una protezione pettorale). Dietro la prima classe, in battaglia era posizionata la seconda, poi la terza classe che chiudeva lo schieramento. Quarta e quinta classe costituivano la fanteria leggera che solitamente era disposta al di fuori dallo schieramento.
L'obiettivo rimaneva quello di far cedere lo schieramento opposto, cercando di incunearsi nel punto in cui l'avversario era in maggiori difficoltà, e spezzare così le file nemiche. La spinta avveniva anche grazie alla pressione delle formazioni più arretrate che si accalcavano, premendo con grande impeto e sospingendo la propria prima fila contro il "muro" umano nemico. Sembrava di assistere a una gara di forza, dove dopo alcuni ondeggiamenti iniziali di due "muri umani" ormai a stretto contatto, una delle due parti subiva l'inevitabile sfondamento e successivo travolgimento, fino alla sconfitta finale. Da qui l'importanza che i comandanti delle retroguardie assumevano per dirigere la spinta da tergo.G. Cascarino, L'esercito romano. Armamento e organizzazione, Vol. I: Dalle origini alla fine della Repubblica, p. 66.
Cavalleria
La funzione tattica della cavalleria si basava su: mobilità, compiti di avanguardia ed esplorazione, quale scorta, oltre che per azioni di disturbo o di inseguimento al termine della battaglia, infine per spostarsi più rapidamente sul campo di battaglia e prestare soccorso a quei reparti di fanteria in difficoltà.G. Cascarino, L'esercito romano. Armamento e organizzazione, Vol. I: Dalle origini alla fine della Repubblica, p. 71. I cavalieri usavano briglie e morsi, ma le staffe e la sella erano sconosciuti: non è quindi ipotizzabile una cavalleria "da urto". Quei cavalieri che, nelle stele funerarie appaiono armati di lancia e spada, protetti da un elmo, magari con scudo e piastra pettorale, erano molto probabilmente una sorta di fanteria oplitica mobile. Tito Livio racconta che ancora nel 499 a.C., il dittatore Aulo Postumio Albo Regillense, ordinò ai cavalieri di scendere dai cavalli e aiutare la fanteria contro quella dei Latini in prima linea.Tito Livio, Ab Urbe condita libri, II, 20. Si trattava delle fasi conclusive della battaglia del lago Regillo. I cavalieri romani risalirono, infine, sui loro destrieri e si diedero ad inseguire i nemici in fuga. La fanteria tenne dietro e così venne conquistato il campo latino.
Modello strategico Con la riforma serviana dell'esercito romano, gli armati arruolabili nella legione romana passarono dai fanti + 300 cavalieri dell'epoca di Romolo, ai fanti + cavalieri (oltre a 500 uomini tra fabri e tubicines/cornicines).Tito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 43. Va specificato che, alla legione "da campagna militare" (formata da iunioresDionigi d'Alicarnasso, Antiquitates Romanae, 4, 16, 2-5.) poteva essere ora affiancata una seconda legione, almeno sulla carta, "a difesa dell'Urbe" (formata da quei seniores che costituivano la riserva strategica dell'esercito romano), anticipando, almeno nelle intenzioni, ciò che sarebbe divenuto il doppio comando consolare repubblicano.