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Biografia Nacque nel 1722 a Venezia dalla famiglia dell'aristocrazia veneziana degli Erizzo, da Caterina Grimani e Nicolò Erizzo detto Andrea, a sua volta politico e ambasciatore, che come da tradizione familiare era solito farsi accompagnare dai suoi figli nelle missioni diplomatiche presso le corti europee.

Completò la propria istruzione a Venezia, dove si sposò nel 1743 con Fontana Zorzi.

La carriera politica di Nicolò ebbe inizio - come tipico dei giovani veneziani di nobile famiglia - come Savio degli Ordini nel 1748. Nel 1752 divenne capitano di Bergamo e in seguito anche vice podestà. Rimase nei possedimenti veneti della Lombardia per due anni, con varie incombenze. Allo scopo di migliorare il traffico commerciale propose il riadattamento della via Priula a spese della Repubblica veneta.

Nel 1756 fu inviato come ambasciatore a Parigi, all'epoca dello scoppio della guerra dei sette anni, succedendo a Giovanni Alvise Mocenigo morto improvvisamente senza avere lasciato consegne; vi rimase fino al 1760, inviando continui rapporti sul conflitto come semplice osservatore.

Dal 1761 al 1765 fu inviato a Vienna presso la corte imperiale; con la fine della guerra nel 1763 riprese la normale attività diplomatica, improntata soprattutto a favorire le trattative commerciali. Nel 1766 fu inviato a Roma per circa un anno, all'apice della sua carriera diplomatica, dove approfittò della debolezza dello Stato della Chiesa per ampliare le ricchezze della propria famiglia e della Repubblica veneta, acquisendo i beni degli ordini religiosi espulsi da Venezia.

Nel 1767 rientrò in patria, venendo eletto Procuratore di San Marco (carica vitalizia prestigiosa inferiore solo a quella di doge). Nel trentennio successivo, rifiutati ulteriori incarichi diplomatici internazionali, ricoprì vari incarichi sfruttando al massimo il proprio prestigio e accumulando notevoli ricchezze con investimenti fondiari. Amante del lusso, si fece edificare una villa a Mestre, dove ospitò papa Pio VI nel 1782.

Dal 1784 fu membro dell'Accademia di scienze, lettere ed arti di Padova, cui fece da protettore, e nel 1785 risulta fosse iscritto alla loggia massonica di Rio Marin.

Nel 1789 tentò - senza successo - di farsi eleggere doge, avendo come avversario Ludovico Manin.

Si ritirò dalla vita politica alla caduta della Repubblica di Venezia (1797). Morì nel 1806 nel suo palazzo a San Martino a Venezia.

Opere

Note

Bibliografia

Voci correlate Borgo Erizzo Erizzo Procuratori di San Marco

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