Specialista fotografo del bianco e nero, conosciuto soprattutto come giornalista scientifico di riviste fotografiche come Fotografare e Fotografia Reflex, con cui ha collaborato scrivendo in più di vent'anni centinaia di articoli tecnici sulla fotografia come quelli riguardanti il sistema zonale e la misurazione degli alogenuri d'argento sulle pellicole, test ripresi da riviste fotografiche come anche dallo storico mensile britannico British Journal of Photography. Ha scritto anche otto pubblicazioni sulla fotografia, testi consigliati in alcune Accademie di Belle Arti italiane.
Biografia Si avvicinò alla fotografia in bianco e nero all'età di 13 anni, successivamente, come chimico, biologo e naturalista, laureato, cominciò a studiare l'elaborazione fotografica scientifica nelle tradizionali camere oscure. Con l'avvento della fotografia digitale si applicò per adattare la sua esperienza scientifica agli strumenti informatici, continuando ad approfondire i suoi studi in particolare nella fotografia IR (Infrarosso) e UV (Ultravioletto) utilizzate in campo biologico e artistico.
Ha avuto una ventennale esperienza di collaborazione con le riviste Fotografare, Fotografia Reflex tra gli anni 1980 e 2008 con cui ha pubblicato oltre 300 articoli di tecnica fotografica. Con la Casa Editrice "LaFeltrinelli - Apogeo" ha realizzato 7 libri inerenti l'arte fotografica.
La collaborazione con le riviste: Fotografare e Fotografia Reflex La collaborazione complessiva ventennale di Marco Fodde con le due principali riviste del tempo Fotografare(1980-1985) e Fotografia Reflex(1989 -2008), ha contribuito alla divulgazione di particolari argomenti sia verso un pubblico professionale che amatoriale. Gli argomenti, alcuni inediti per l'epoca, hanno riguardato "la fotografia" in tutti i suoi essenziali aspetti: ripresa, tecnica fotografica, pellicole, chimica della fotografia e trattamento del materiale sensibile. Inoltre argomenti speciali per la camera oscura con tecniche particolari di sviluppo e stampa.
"Fotografare" La collaborazione di Fodde con la rivista "Fotografare" iniziata nel 1980 su richiesta dell'editore Cesco Ciapanna e proseguita per cinque anni, fu basata sulla rubrica mensile della rivista "Camera Oscura". In questo periodo Fodde scrive articoli inerenti a tecniche speciali di sviluppo e di stampa ed esegue test pratici e scientifici sul materiale sensibile: pellicole e carte fotografiche. In questo periodo esegue anche test e analisi chimiche sul contenuto degli alogenuri d'argento delle pellicole bianconero e colori che nel 1984 gli valsero una recensione sul British Journal of Photography.
Articoli su Fotografare (selezione) Fotografare di febbraio 1980, pagg. 70-74 : Elaborazione in Camera Oscura - Extracontrasto Fotografare di gennaio 1981, pagg. 56-60 : Gomma Bicromata, Disegno e Fotografia Fotografare di maggio 1981, pagg. 86-89 : Come si ottiene la Grana Ultrafine Fotografare di aprile 1982, pagg. 56-61 : Test Agfa Cibachrome e Kodak: La stampa diretta Fotografare di maggio 1982, pagg. 32-34 : Rubrica Camera Oscura - Test: Sviluppi liquidi o in polvere? Fotografare di gennaio 1983, pagg. 40-41 : Rubrica Camera Oscura - Pellicole infrarosso Fotografare di agosto 1983, pagg. 14-17 : Rubrica Camera Oscura - Esposizione e Compensazione Fotografare di marzo 1984, pagg. 24-26 e 64-65 : Contenuto Argento pellicole a colori Fotografare di agosto 1984, pagg. 38-41 : Rubrica Camera Oscura - Sviluppo ad alta temperatura Fotografare di febbraio 1985, pagg. 25-31 : Rubrica Camera Oscura - la Camera Oscura Fotografare di marzo 1985, pagg. 20-23 : Rubrica Camera Oscura - Test Rivelatori Fotografare di Agosto 1985, pagg. 17-22 : Rubrica Camera Oscura - Gigantografia
"Fotografia Reflex" La collaborazione con la rivista Fotografia Reflex inizia nel 1989 su richiesta dell'editore Giulio Forti e riguarda una serie di articoli inediti (quattordici) denominati Dalla realtà al Bianconero, il primo in luglio 1989. Questi articoli si caratterizzavano per due importanti focus: Ripresa dello stesso soggetto sia a colori (realtà) sia in bianconero e indicazioni, passo dopo passo, della previsualizzazione del soggetto, la sua "esposizione manuale ponderata" e fino al trattamento del materiale sensibile in camera oscura. Il metodo di esposizione manuale ponderata" fu messo a punto proprio dallo stesso Fodde. Questi articoli costituirono poi l'ultimo capitolo del libro commissionato dall'editore Giulio Forti a Fodde dal titolo: La fotografia in bianconero (edizioni: Reflex 2000). In questo libro Fodde descrive la fotografia bianconero analogica, dalla ripresa allo sviluppo e alla stampa del materiale sensibile esponendo anche tecniche speciali di stampa analogica strumentale. Nel 1991, inoltre, sempre per la rivista Fotografia Reflex, Fodde curerà anche la rubrica "Camera Oscura" per la quale concepisce articoli tecnici inerenti alla fotografia bianconero ma anche a colori, sia in chiave analogica che in chiave digitale. Vengono inoltre pubblicati in esclusiva, tre metodi inediti ideati proprio da Fodde sui seguenti temi: Stampante e ingranditore: come stampare un'immagine digitale su carta all'alogenuro d'argento (su "Fotografia Reflex" di giugno 2001, pagg. 54-57) Tutto a fuoco : HFR metodo per ottenere tutto a fuoco (su "Fotografia Reflex" di luglio 2007, pagg. 60-64) Zone digitali - Trasposizione del Sistema Zonale di A. Adams in digitale (su "Fotografia Reflex" di dicembre 2008, pagg. 84-88)
Articoli su Fotografia Reflex (selezione) Fotografia Reflex di gennaio 1989, pagg. 69-71 : Test carte Ilfod Multigrade II Fotografia Reflex di luglio 1989, pagg. 60-63 : Dalla realtà al Bianconero Fotografia Reflex di maggio 1990, pagg. 78-79 : Copertina di Marco Fodde e articolo Kodak T-Max Fotografia Reflex di giugno 1991, pagg. 96-97 : Rubrica Camera Oscura: Scelta della sviluppatrice Fotografia Reflex di novembre 1991, pagg. 88-91 : Rodinal Agfa Fotografia Reflex di marzo 1992, pagg. 96-99 : Fine art nella scelta delle pellicole Fotografia Reflex di agosto 1998, pagg. 48-51 : Bianconero filtrazioni di contrasto: Cosa sapete sui filtri? Fotografia Reflex di ottobre 1998, pagg. 40-45 : Fine art: Diventare padroni della scala tonale Fotografia Reflex di marzo 1999, pagg. 40-43 : Test pellicole Ilford-Kodak Fotografia Reflex di marzo 2000, pagg. 60-65 : La stampa in Bianconero Fotografia Reflex di marzo 2002, pagg. 70-73 : Inquadrature armoniche Fotografia Reflex di agosto 2002, pagg. 48-51 : Pellicole per l'impossibile Fotografia Reflex di agosto 2003, pagg. 54-57 : La Pre-Esposizione Fotografia Reflex di settembre 2003, pagg. 86-89 : Bianconero capire le Zone Fotografia Reflex di ottobre 2003, pagg. 58-61 : Chiavi di contrasto Fotografia Reflex di settembre 2005, pagg. 82-85 : Scienza e Fotografia Fotografia Reflex di settembre 2006, pagg. 80-85 : Restauro immagini Bianconero Fotografia Reflex di ottobre 2007, pagg. 62-67 : Luminosità e contrasto bianconero digitale Fotografia Reflex di maggio 2008, pagg. 92-94 : Proiezione digitale
Sistemi e test: dal sistema zonale al test sulla misurazione degli alogenuri d'argento sulle pellicole analogiche Sistema zonale In un articolo di Fotografia Reflex di dicembre 2008Fotografia Reflex di dicembre 2008, pag. 84 - 88, nella sezione Bianconero, titolo "Zone...digitali - Il famoso Sistema Zonale di Ansel Adams su può applicare con successo in post produzione anche alla fotografia in scala di grigi"Il metodo è descritto dettagliatamente anche nel libro di Fodde: L'arte del Fotografia digitale in Bianconero - Apogeo 2009 con una riedizione nel 2015 di Feltrinelli-Apogeo, a firma di Marco Fodde, viene spiegato ed illustrato in dettaglio il sistema zonale di Ansel Adams. L'articolo descrive il metodo da lui ideato per applicare il sistema zonale in post-produzione, descrivendo le differenze fra i due metodi: zonale analogico e zonale digitale: Sistema zonale analogico Per comprendere il sistema zonale di Ansel Adams è fondamentale conoscere l'interazione fra esposizione, gamma dei grigi e tempo di sviluppo. Nonostante il metodo scientifico applicato da Adams, egli non tenne conto dei soggetti in movimento e della fotografia dinamica in genere. Tutti gli autori prescelti dal noto fotografo statunitense erano infatti statici: soltanto questi infatti permettono «una ponderata analisi tonale» imposta dal quel metodo. Il sistema zonale analogico inoltre richiede uno sviluppo separato per ogni fotogramma, tanto che non è adatto per formati minori come il 35mm, limitazione dovuta al fatto che il fotografo dovrebbe avere a disposizione un corpo macchina da dedicare ad ogni tipologia di "Zona" (N+1, N-1, N). Infine la difficoltà di operare sia nei diversi passaggi di ripresa che in quelli di camera oscura lo rende poco versatile con pochissime possibilità di correzioni qualora si verificasse qualche errore di processo.
Sistema zonale digitale Il sistema zonale digitale avviene in post produzione dell'immagine digitale ripresa direttamente in bianconero o sull'immagine a colori convertita in bianconero. Con la fotografia digitale in post produzione il sistema zonale "classico" si evolve e assume una valenza molto più speculativa. La principale differenza con il metodo tradizionale analogico sta nel fatto che la modifica delle zone avviene in post produzione sul file digitale. Tale file può essere sia su un originale in scala di grigi, sia su un originale a colori poi convertito con un software in bianconero. Il sistema zonale digitale ha una valenza unica ed insostituibile: Decidere a posteriori, con ponderazione e senza paura di sbagliare il risultato avendo la possibilità di visualizzare a monitor ogni piccola variazione tonale. Un'estensione di questo sistema può anche essere applicato in maniera differenziata agendo solo su porzioni dell'immagine. Questo metodo in sinergia con altri strumenti disponibili da formato RAW e Livelli che coinvolgono anche la calibrazione della luminosità e del contrasto e la filtrazione di contrasto digitale, assumono conseguenze che permettono scelte tonali analogicamente impossibili con il sistema zonale analogico, per cui la tecnologia digitale del sistema zonale permette efficacia nella calibrazione dei grigi nelle immagini bianconero non solo nella semplice immagine, ma anche in porzioni di essa. Inoltre mentre quella analogica risente della tipologia del soggetto che deve essere assolutamente statico, quella digitale può operare su soggetti sia statici che dinamici visto che viene "lavorata" in post produzione.
Test sulla misurazione degli alogenuri d'argento sulle pellicole In due articoli su Fotografare di febbraio 1982 e di marzo 1984Fotografare di febbraio 1982 per gli alogenuri di argento per le pellicole bianconero; marzo 1984 per gli alogenuri d'argento per le pellicole a colori, Fodde spiega per la prima volta un test per la misurazione del contenuto di argento metallico da alogenuro d'argento nelle pellicole bianconero e a colori. Per il test sulle pellicole a colori il suo articolo viene ripreso due mesi dopo la pubblicazione sull'italiano Fotografare dallo storico mensile britannico The British Journal of Photography dell'8 maggio 1984.
Contenuto di argento metallico da alogenuro d'argento nelle pellicole a colori Fodde dopo aver effettuato l'analisi chimica del quantitativo d'argento da alogenuro d'argento su 10 pellicole di marchi importanti (Kodak, Agfa, Ilford, Peruchrome, Sakurachrome, 3M, Fujichrome e Revue Superchrome) ha tratto le seguenti conclusioni: