Il monte Cònero è un rilievo dell'Appennino umbro-marchigiano alto situato sulla costa del mare Adriatico, nelle Marche. Il sinonimo monte d'Ancona, abbreviato comunemente in Monte, è storicamente il più usatoMario Panzini, Dizionario del vernacolo anconitano, volume II, voce Monte d'Ancona, Sagraf editrice, 2001.
Anche in cartografia i due sinonimi sono indicati; si veda ad esempio il foglio n° 118 (scala 1:25.000) dell'Istituto Geografico Militare, scaricabile al seguente indirizzo: [protezionecivileagugliano.jimdo.com/cartografia-i-g-m-1-25-000/ Cartograria I.G.M.]. Solo dall'ultimo dopoguerra il termine Conero, fino a quel momento usato solo a livello colto, si è diffuso anche popolarmente. Fa parte della provincia di Ancona e in particolare del comune del capoluogo e di quello di Sirolo.
min|upright=0.5|sinistra|Nello stemma della Provincia di Ancona è presente un ramo di corbezzolo, dal cui nome greco, secondo l'ipotesi più diffusa, deriva il termine "Conero" miniatura|268x268px|Tratto di costa tra la Spiaggia dei Gabbiani e quella delle Due Sorelle Costituisce il più importante promontorio italiano dell'Adriatico dopo quello del Gargano ed ha le rupi marittime più alte di tutta la costa occidentale adriatica: circa cinquecento metri a picco sul mare. Merita appieno il nome di monte per l'aspetto maestoso che mostra a chi lo osserva dal mare, per i suoi sentieri alpestri, per gli strapiombi altissimi, per i vasti panorami e per le attività che vi si svolgono tipiche della montagna, come l'arrampicata liberaPer la convenzione che indica il limite di 400-500 metri come distinzione tra collina e montagna, si veda: Roberto Alamgia - Piero Benedetti, Enciclopedia Treccani, voce montagna. La costa di questo monte è chiamata Riviera del Conero e su tutto il promontorio che esso delinea si estende il Parco regionale del Conero.
Descrizione Origine e significato del nome Il nome del monte (oronimo), secondo un'ipotesi, è riconducibile a una base cun-, a cui fa capo anche il latino cuneus.
Secondo l'ipotesi più seguita, il nome "Conero" deriva invece dal , albero della macchia mediterranea molto diffuso nell'area del Conero dove produce abbondantemente frutti rossi chiamati localmente "cocomeri". Quest'etimologia è anche alla base dello stemma della Provincia di Ancona.
I latini chiamavano il monte Cunerum nel I secolo d.C.Plinio, Naturalis historia, libro 3 capitolo 13: Cunerum promontorium, Ancon apposita promontorio Cunero. Poi, alla fine del XIII secolo, i documenti riportano il termine Cònaro e infine nel '700 i Camaldolesi cominciano ad usare il nome attuale Cònero, sebbene venisse ancora accettata la precedente dizione..
Conformazione
Il monte Conero, unico tratto di costa rocciosa calcarea da Trieste al Gargano, spezza la lineare e sabbiosa costa adriatica in due tratti con orientamento diverso, meritando per questa ragione l'appellativo di "gomito d'Italia", condiviso anche dalla città di Ancona.
La parte costiera è quella che presenta i pendii più ripidi, mentre scende assai più dolcemente verso l'entroterra. Su questo lato, il monte presenta dei canaloni, alcuni dei quali percorribili negli itinerari del Parco.
Il paesaggio spettacolare della costa alta è stato originato dalla millenaria azione erosiva delle onde; come tutte le coste alte, anche la riviera del Conero è infatti soggetta alle frane. La più nota è quella preistorica alla quale è dovuta la formazione di Portonovo.
Da tutta la montagna marchigiana il Monte spicca nel panorama come una cupola color verde scuro che si spinge nel mare.
Territorio
Il Conero propriamente detto è la parte centrale di un promontorio che da esso prende nome e che ha questi punti estremiLa carta dalla quale è stata tratta la descrizione è quella riportata nel foglio n° 118 (scala 1:25.000) dell'Istituto Geografico Militare, scaricabile al seguente indirizzo: Gruppo Comunale Protezione Civile Agugliano - Ancona-Camerano IGM118_IV.pdf:
a nord la città di Ancona, e in particolare il suo golfo e il Colle Guasco sul quale sorge il Duomo della città; a sud la città di Numana, e in particolare il colle del Pincio, sul quale sorgono i resti dell'antica torre rappresentata nello stemma civico; a ovest la linea che parte dal Golfo di Ancona e, passando per la Palombella, Posatora, il Pinocchio, Montedago, Passo Varano, Ponterosso, segue la via Cameranense toccando gli Angeli di Varano, Camerano, il Coppo e infine Numana; a est le rupi che, con l'unica interruzione di Portonovo, bordano tutto il promontorio da Ancona a Numana. Esse sono calcaree nella parte centrale e marnoso-arenacee a nord e a sud.
Il promontorio si estende su territori dei seguenti comuni: Ancona, Sirolo, Camerano, Numana.
Orografia La parte centrale del promontorio, ossia il Conero propriamente detto, è la più elevata ed è ricoperta di boschi, per la maggior parte costituiti da macchia mediterranea. Questo nucleo centrale è circondato da varie colline; da nord a sud esse sono: Monte Zoia e il monte del Poggio alto, sui quali sorge il paese del Poggio, Monte Leone, sul quale si trova Massignano, e due rilievi boscosi caratterizzati dalle cime ricoperte da gariga: Monte Larciano e Monte Colombo. Allontanandosi ancor più dal Monte, il promontorio è caratterizzato da altre colline, tra le quali si ricordano quelle dei paesi di Montacuto e di Varano.
Anche lungo la costa la piega del Conero è accompagnata da vari rilievi, con il lato orientale formato da alte rupi a picco sul mare. A nord del massiccio centrale essi sono: il Colle Guasco, il Monte Cappuccini, Monte Cardeto, Monte Santa Margherita, Monte Altavilla, Monte Carlin, Monte della Nave, Monte dei Corvi. A sud del nucleo centrale del promontorio, invece, si trovano i due rilievi sui quali sorgono i paesi di Sirolo e di Numana.
Litorale
Il roccioso promontorio del Conero rompe l'omogeneità della linea costiera adriatica e assume perciò un alto valore naturalistico. Le spiagge del promontorio del Conero sono quelle tipiche della costa alta: raggiungibili da ripidi e panoramici sentieri (detti "stradelli"), sono separate le une dalle altre da tratti di costa in cui le rocce si immergono direttamente nel mare; inoltre è caratteristica la presenza di file di scogli bianchi in corrispondenza di ogni sporgenza rocciosa. La costa del promontorio prende il nome di Riviera del Conero.
Idrografia Essendo lo spartiacque del promontorio vicinissimo al litorale, tutti i corsi d'acqua importanti si dirigono verso l'interno e verso ovest, contrariamente a quanto accade negli altri luoghi delle Marche. I più importanti corsi d'acqua del promontorio del Conero sono dunque il Boranico e il Betelico, due torrenti entrambi affluenti dell'Aspio; il primo nasce dal Monte dei Corvi, mentre il secondo nasce nel Conero propriamente detto, dalla zona dei Falciari. Si ricorda in particolare il Betelico, che solca profondamente il nucleo centrale del Monte che risulta così diviso in due cime: la minore, detta "di Pian Grande" e la maggiore, che è la cima vera e propria del Conero. Spostandosi verso sud, l'altro corso d'acqua che con la sua valle solca il nucleo del Monte è il fosso di San Lorenzo, che, dopo aver ricevuto l'apporto della fonte di Capo d'Acqua, assume il nome di Fosso dei Mulini e poi sfocia nei pressi della spiaggia di Numana bassa.
Il monte, nella sua parte più alta, è privo di sorgenti, che si trovano invece tutte intorno ad esso. Indagini geologiche hanno infatti rivelato che all'interno del Monte c'è un vasto serbatoio d'acqua, trattenuto da uno strato d'argilla. Da tale riserva attingono la sorgente del torrente Betelico (presso il Poggio), del Rio della Pecorara (presso Massignano) e la fonte di Capo d'Acqua (presso San Lorenzo di Sirolo), mentre il fosso di San Lorenzo fa da scolmatore per questa grande riserva.. Tra le sorgenti, si deve ricordare anche l'antica fonte di Portonovo, che sgorgava alla base del Monte e che gettava le sue acque nel Lago Grande.
Due sono i laghi del Conero, entrambi situati nei pressi della costa di Portonovo: essi sono il Lago Grande e il Lago Profondo; nonostante la loro non ampia superficie, sono importanti dal punto di vista naturalistico, costituendo esempi di laghi costieri ormai rari in Adriatico. Il Lago Profondo ha un immissario: il fosso Ciriesia, che nasce nei pressi di Pian Grande.
Storia e antropizzazione Il versante occidentale del Conero è un tutt'altro che impervio e ostile. In quest'area, il rapporto dell'uomo e le sue risorse è stato infatti sin dall'inizio molto stretto. In particolare, in tutta l'area del promontorio risultano essere stati sempre abitati i centri di Ancona e Numana, in quanto unici porti naturali e affacci sull'Adriatico..
Preistoria e Protostoria
Le prime testimonianze archeologiche della vita dell'uomo al Cònero risalgono a circa 300.000 anni fa (Paleolitico inferiore) e costituiscono le più antiche delle Marche. Si tratta di manufatti in selce: chopper, chopping tool, bifacciali (amigdale) e altri artefatti su scheggia di cultura acheuleana ritrovati nella zona sommitale del Monte. La segnalazione di questo giacimento paleolitico è stata segnalata nel 1963 da un soldato di leva della vicina base militareGilberto Stacchiotti, www.parcodelconero.org, Conero segreto, durante i lavori di costruzione di un'antenna della RAIwww.rai.it, Dieci anni di televisione in Italia (p. 351)..
A breve distanza dal giacimento paleolitico, delle incisioni rupestri testimoniano che l'uomo ha frequentato il Conero anche nell'Età del bronzo. Si tratta di coppelle e canali incisi su una lastra di pietra affiorante nel bosco, sempre nell'area della vetta, e raggiungibile tramite una variante della Traversata del Conero. Parte di questi disegni, scoperti nel 1971, sono tuttora coperti dalla terra e dal bosco. Alcune parti, ai limiti dell'area scoperta, sembrano di epoche più recenti.
La funzione di queste incisioni non è chiara. Fra le ipotesi, è possibile che siano ricollegabili a culti in cui il sangue di animali sacrificali dovesse scorrere in quelle canalette a scopi di vaticinio, o che rappresentino i corsi d'acqua del Monte. Si rilevano tratti similari con alcune incisioni rinvenute in Valcamonica e Valtellina.
In epoca protostorica alle pendici del Conero hanno vissuto le popolazioni che hanno costruito le gradine. Si tratta di aree pianeggianti create in cima a delle colline di cui una parte è, in genere, più alta del resto. Si ipotizza che il livello superiore potesse essere sacro, oppure quello inferiore usato come recinto per gli animali. In questi insediamenti, diffusi anche verso Ancona, si sono rinvenuti reperti neolitici ma anche di altri periodi, ad esempio inumazioni, urne cinerarie, e ceramiche con decorazioni simili a quelle di parti più meridionali della costa (come la Puglia). È interessante notare che il nome di queste strutture deriva dallo slavo grad (luogo fortificato) e, anche se non è noto il periodo d'introduzione del termine, si evidenzia un possibile legame con le popolazioni dell'altra costa adriatica.
Nel IX secolo a.C. la zona è gradualmente passata dall'Età del bronzo all'Età del ferro e alla civiltà picena, che aveva in Numana e in Ancona importanti centri, in particolare fra il VI e il IV secolo a.C..
Cave romane e moderne