La Collegiata di San Vittore il Moro o Collegiata di San Vittore Martire è un edificio religioso situato a Brezzo di Bedero, in provincia di Varese ed arcidiocesi di Milano; fa parte del decanato di Luino.

Storia L'antichità dell'edificio di culto è testimoniata dall'eccezionale ritrovamento al suo interno di un'epigrafe funeraria risalente al V secolo, di cui restano quattro frammenti oggi esposti nella navata destra della chiesa. L’epitaffio lacunoso ricorda un certo Mon(tana)rius appartenente al ceto nobiliare locale definito v(ir) (spectabilis), la cui carriera si svolse presso la curia di Como, che divenne comes e infine senatore. La lastra si conclude con la raffigurazione del kantharos cristiano da cui sorge l’albero della vita, affiancato da due pavoni. Il ritrovamento della una lapide tombale lascia intendere che il luogo fosse utilizzato per scopi religiosi già dal V-VI secolo.

Chiamato anche Canonica, l'attuale edificio religioso risale alla prima metà del XII secolo, più precisamente al 1165 ad opera di San Galdino., edificata sui resti di un edificio paleocristiano.. Nel 1137, anno in cui Robaldo di Milano ne ordinò la riedificazione, la chiesa venne citata come sede della pieve della Travaglia, a seguito del trasferimento dalla vicina Santa Maria Assunta di Domo.La visita pastorale del cardinale Carlo Borromeo nel 1574 incoraggiò l'esecuzione di opere di rinnovamento. Lea copertura a volte delle navate laterali in sostituzione dei precedenti soffitti lignei che rimangono a vista nella navata centrale; le due absidiole laterali furono ridotte a locali di servizio costruendo tramezzi di separazione sui quali furono costruiti due altari laterali cinquecenteschi.

La torre campanaria, inserita in facciata nella navata meridionale, è successiva e venne completata nel 1619.

Nel 1707 Andrea Albiolo e Carlo Antonio Fobelli costruirono l'attuale altare maggiore in forma di "tempio" in marmi policromi.

La facciata, originariamente semplice, fu ornata di fregi neoromanici realizzati in cemento, elaborati e messi in opera nel 1898 da un sacerdote, Ambrogio Mojoli, sollevando la riprovazione degli studiosi tra cui quella autorevole di Arthur Porter.

Caratteristiche L'edificio a tre navate venne edificato in stile romanico, ma la facciata subì un rimaneggiamento nel 1876 ed è suddivisa da lesene e colonnine in cemento. In occasione dello stesso intervento vennero costruite la parte superiore dell'edificio e la cappella battesimale nella navata sinistra.

Le ampie finestre rettangolari cinquecentesche sui fianchi sostituiscono le originarie monofore con la strombatura esterna, due delle quali sono conservate sul fondo del lato meridionale. Le tre absidi, che alla base dispongono di un profilo attico in tufo, conservano invece lo stile originario, decorato con archetti pensili e lesene semicircolari terminanti in capitelli scolpiti. Interno L'interno è a tre navate con muratura grezza e spogli pilastri, il soffitto nella navata centrale è a capriate lignee, ripristinato dal restauro ottocentesco abbattendo le volte cinquecentesche, ancora presenti nelle due navatelle laterali. Nei secoli il pavimento è stato rialzato e la cripta sotto il presbiterio, testimoniata durante la visita di Carlo Borromeo nel '500, è stata murata.

Resti del pulpito romanico appesi alle pareti raffigurano il tetramorfo (i simboli dei quattro evangelisti).

I catini absidali sono rivestiti da resti di affreschi di epoca rinascimentale. Tra questi si riconoscono un Cristo Pantocratore e una Teoria degli Apostoli. Altri affreschi si trovano nell'arco trionfale (una Crocifissione) e in sacrestia (una Cattura di San Vittore e un'Annunciazione).

Nell'abside centrale trova posto un coro con stalli in legno del XV secolo. Più recente è l'organo, rifatto nel 1871 da Giovanni Mentasti.

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Brezzo di Bedero Vittore Brezzo di Bedero Vittore Categoria:Architetture romaniche della provincia di Varese