Lurbanistica a Roma prima del 1870 portò la città, da raggruppamento di fortificazioni su alture del IV secolo a.C., a diventare la organizzata e popolosa capitale dell'Impero romano, urbe per eccellenza. Durante l'età imperiale la popolazione superò, infatti, il milione di abitanti. Nel III secolo, l'imperatore Aureliano costruì le mura che delimiteranno la città fino alla fine del XIX secolo. Dopo la caduta dell'Impero, la popolazione diminuì fino a circa 20.000 abitanti, numero che salirà progressivamente fino ad arrivare a 200.000 all'Unità d'Italia.
Dalla tarda antichità cominciò il flusso di pellegrini diretti alla tomba di Pietro: nei suoi pressi sorsero i primi hospitali in Europa, che diedero l'impulso alla nascita degli ospedali e dell'assistenza ai bisognosi. Nel Rinascimento riprese l'attività urbanistica, che culminò nel Cinquecento con grandiosi progetti come il Tridente e la fabbrica di San Pietro; questo periodo vide l'insediamento di una comunità di artisti presso la corte papale, come Raffaello e Michelangelo, impegnati tanto alla riscoperta dell'arte dell'antichità quanto a nuove creazioni artistiche e urbanistiche. L'avvento del movimento Barocco vede il succedersi di una nuova generazione di artisti e urbanisti, come Bernini e Borromini.
L'aspetto urbano della capitale del papato accostava i ruderi monumentali antichi e nuovi edifici ad orti e pascoli. Il carattere pittoresco di piccola città rurale costellata di memorie dell'antichità affascinerà i viaggiatori europei, in particolare nel secolo XVIII come Goethe, e si manterrà fino alle radicali trasformazioni dopo l'Unità d'Italia.
Origini I primi abitati, anche fortificati, si addensavano sui colli che dominavano il fiume Tevere.
Il primo grande sacco di Roma, del 390 a.C., ad opera dei Galli guidati da Brenno, devastò le costruzioni dell'epoca.
I ponti
A quest'epoca risalgono i primi ponti, oggi scomparsi, di collegamento tra i due versanti: il più antico ponte di cui si ha notizia è il Pons Sublicius oggi scomparso, mentre il più antico ponte ancora esistente, il Ponte Emilio, più volte ricostruito, nacque in Età romana, infine il ponte più antico che conserva ancora oggi la sua composizione originaria è il Ponte Fabricio.
Età antica
Il maggiore sviluppo urbanistico e monumentale si ebbe all'inizio dell'età imperiale. Durante il regno di Augusto la città subì una radicale trasformazione urbanistica: l'imperatore vantava infatti di aver trovato una Roma "di terracotta" e di averla lasciata "di marmo", perché in quest'epoca Roma assunse l'aspetto di una città ellenistica, decorata con statue greche e templi. Roma aveva ormai una popolazione di circa un milione di abitanti; venne pertanto divisa in 14 regioni (a loro volta suddivise in vici, ovvero quartieri)Svetonio, Augustus, 30., i nomi delle quali si perpetuano tuttora in quelle degli attuali "rioni".
Informazioni frammentarie ci pervengono dalla Forma Urbis Severiana, del III secolo, da cui emerge la complessità e ricchezza del tessuto urbano.
Mura
La struttura iniziale della città era decentrata, ovvero dislocata su più fortificazioni (struttura chiamata Roma quadrata dagli autori classici), fino al sacco di Roma da parte dei Galli nel 390 a.C. che mette in crisi questa organizzazione. Come conseguenza alla sconfitta, nel 378. a.C. si costruirono le prime mura, le Mura serviane, sotto Tarquinio Prisco.
Tra il 270 e il 275 d.C. l'imperatore Aureliano, spronato dal pericolo di attacchi esterni, realizzò una seconda cerchia di mura difensive esterna alle vecchie mura serviane: le Mura aureliane. Le mura aureliane furono rinforzate negli anni 401 - 402 dagli imperatori Onorio e Arcadio, che ne aumentarono l'altezza e le strutture di sostegno.
La rete viaria
Nell'Impero romano le strade erano costruite con tecniche e caratteristiche originali.
L'accesso a Roma dalle province era garantito da una rete composta da diverse strade consolari (Via Flaminia, Via Salaria, ecc.), mentre alcune vie percorrevano l'interno dell'area urbana: la più importante di queste era la Via Sacra. La Via Appia, risalente al IV-III secolo a.C. è una delle più antiche ed estese, per questo era soprannominata la regina viarum.
I Fori
Dal I secolo a.C. la vita pubblica si svolgeva negli spazi dei Fori e delle aree limitrofe, ad esempio quella del Campidoglio. Foro di Cesare, inaugurato nel 46 a.C. sotto la pendice orientale del Campidoglio; Foro di Augusto, inaugurato nel 2 a.C. Tempio della Pace inaugurato nel 75 d.C. Foro di Nerva inaugurato nel 97 d.C. Foro di Traiano, inaugurato nel 112 d.C..
Oltre alle zone mercatali e amministrative (il complesso dei cosiddetti Mercati di Traiano, sorto contestualmente al foro di Traiano), qui erano presenti diverse aree pubbliche, come le basiliche e le terme. L'unica Basilica dell'età repubblicana pervenutaci è la Basilica Emilia (anche se rimaneggiata in epoca imperiale) sita all'interno del Foro, mentre sono completamente scomparse la basilica Porcia (la più antica), la basilica Sempronia (al suo posto sorge la Basilica Giulia) e la basilica Opimia. La più grande, nonché più recente, è la cosiddetta Basilica di Massenzio, in realtà di Costantino, posta fuori dall'area dei Fori.
Separata da un alto muro dai fori per limitare il propagarsi dei frequenti incendi, vi era la zona della Suburra, abitata dal proletariato urbano.
Acquedotti
Nell'età antica in tutti i domini romani grande importanza era data agli acquedotti, che venivano progettati con grande scrupolo. A Roma ne furono realizzati undici dal 312 a.C. al 216 d.C.
Nel 538, durante la Guerra Gotica, furono però gravemente danneggiati quasi tutti gli acquedotti dagli invasori, tranne l'Acqua Virgo.
Porti La prima area portuale urbana era sita presso il Foro Boario. In seguito, dal II secolo a.C., si utilizzò la vicina area dell'Emporium.
Anfiteatri Tra il 70 e l'80 d.C. venne costruito al limite del Foro l'Anfiteatro Flavio, il maggiore anfiteatro del mondo romano. Il secondo anfiteatro per dimensione in Roma, l'Anfiteatro castrense, fu costruito nel III secolo e in seguito integrato nelle Mura aureliane.
Templi A Roma sorsero templi dedicati a divinità di vari culti, sia delle religione romana tradizionale (templi di Giove, Apollo, Minerva, eccetera) che di culti di popolazioni via via assimilate nell'Impero. A volte templi erano dedicati a uomini e donne di potere divinizzati (ad esempio, il Tempio di Matidia). I templi erano meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli dei vari culti. I templi di Esculapio erano sede di trattamenti curativi associati al culto.
Archi di trionfo
Un elemento caratteristico dell'Impero romano è l'arco di trionfo, a memoria delle vittorie militari: i maggiori sono l'arco di Costantino, arco di Tito (81–90 circa) e l'arco di Settimio Severo (202–203). Questo elemento si differenzia inoltre da tutti gli altri dello stato romano in quanto di uso esclusivamente celebrativo. Nel periodo precedente a quello imperiale, gli archi di trionfo venivano edificati in materiali deperibili e venivano dedicati di volta in volta alle autorità militari vincitrici; mentre con l'avvento dell'impero si cominciò ad utilizzare il marmo e la dedica esclusivamente ai massimi rappresentanti dello stato, ovvero agli imperatori.
Colonne coclidi
La colonna coclide è un altro elemento inventato dai Romani in Età imperiale per celebrare le vittorie militari, spesso situate nei Fori o nelle loro vicinanze. Esempi notevoli ne sono la prima, ovvero Colonna Traiana e la Colonna Antonina. La colonna di Foca, nel Foro romano, fu il più tardo monumento celebrativo del Foro. Alcune erano esistenti in passato e oggi scomparsi, come quella Colonna di Antonino Pio (di cui è rimasto il basamento).
Statuaria pubblica Dopo il I secolo, Roma si arricchì anche di statue celebrative di autorità pubbliche, alcune delle quali di dimensioni colossali. Esempi notevoli ne sono il Colosso di Nerone e la Statua colossale di Costantino I. Erano inoltre diffuse statue equestri: della ventina esistenti anticamente è sopravvissuta la Statua equestre di Marco Aurelio in bronzo, anticamente creduta essere dedicata a Costantino.
Domus
Dopo l'Età imperiale, si ebbe la costruzione di residenze private degli imperatori di grandi dimensioni, al punto da occupare aree ragguardevoli e comprendenti diversi edifici. Le maggiori sono la Domus Aurea, i Palazzi imperiali del Palatino e il Palazzo di Domiziano.
Tarda antichità Nella Tarda antichità, il consolidarsi della componente cristiana portò alla costruzione di chiese, monasteri e xenodochi sia con trasformazioni di edifici antichi, che con costruzioni ex-novo, anche in aree extra-urbane poste sulle antiche reti viarie.
Nel IV secolo il Papato trovò la sua sede nel Palazzo del Laterano, costruito sui resti del Patriarchio Costantiniano.
Nel V secolo la città subì gravi danni, inclusi i maggiori edifici di Roma come il Palazzo imperiale e il Tempio di Giove, a causa del Sacco del 455 dalle armate di Genserico e, pochi anni più tardi, del Sacco del 472 ad opera del generale Ricimero.
L'Urbe nel Medioevo
Nel Medioevo si verificò un progressivo abbandono dei Fori. Inoltre, avvenne una graduale trasformazione del Campidoglio, alla cui sommità nel VI secolo sorse il Convento di Aracoeli al posto del tempio di Giove.
L'urbanistica cittadina del VIII secolo ci è nota dall'Itinerario di Einsiedeln. Il piano stradale dell'età tardoantica e altomedievale era curiosamente lo stesso, così come le nuove torri sorgevano sulle stesse reti viarie antiche.: questa situazione mutò con papa Pasquale II all'inizio del XI secolo: nacquero infatti diverse torri e fortificazioni urbane delle diverse famiglie rivali.
Roma continuò ad essere meta di pellegrini cristiani diretti alla tomba di Pietro. Nel VII secolo, a Borgo, nell'area occupata da strutture di ospedalità per i pellegrini, venne fondato il primitivo Hospitale che diverrà il nucleo dell'Ospedale di Santo Spirito.
Le mura leonine Papa Leone IV ordinò la costruzione di mura di difesa intorno all'area vaticana tra l'848 e l'852, come risposta al saccheggio dell'846: l'area racchiusa dalle mura venne chiamata Città Leonina (Civitas Leonina).
Le torri
Nel frattempo, continuò l'edificazione di torri e fortificazioni urbane delle diverse famiglie baronali, in perenne rivalità tra loro. Tuttavia, nel 1257 il Senatore di Roma, Brancaleone degli Andalò, decretò la demolizione di oltre un centinaio di torri baronali romane, modificando così l'aspetto della Roma medievale.Paciocco, Roberto, and Bernhard Schimmelpfennig. "Il Papato: antichità, medioevo, rinascimento." Il Papato (2010): pag.192. Altri danni alle torri avvennero dopo il terremoto del 1349, in particolare alla più alta fino a quel momento, la Torre dei Conti.Cusanno, Anna Maria. Le fortificazioni medievali a Roma., La torre dei Conti e la torre delle Milizie (1991): pag.58.
Il primo Giubileo Nel 1300 Bonifacio VIII emana la bolla “Antiquorum habet fida relatio” istituendo il primo Anno Santo (Giubileo), concedendo l'indulgenza plenaria ai visitatori delle Basiliche di San Pietro e San Paolo fuori le Mura. Il successo di questo primo Giubileo influirà notevolmente sulle scelte urbanistiche nei secoli successivi.
Le inondazioni
Il Tevere ha periodicamente causato disastrose inondazioni della città. Risale al 1180 la prima inondazione documentata così come l'uso di apporre a Roma epigrafi commemorative di questi eventi, mentre risale al 1277 la più antica epigrafe ancora esistente.Giorgia Maria Annoscia, "Fonti e strutture per la conoscenza del sistema idrico di Roma nel Medioevo." Aracne, 2007.
Urbanistica nel Rinascimento Urbanistica nel Quattrocento
L'urbanistica rinascimentale a Roma elaborò i suoi progetti a metà Quattrocento, ma ebbe la sua maggiore attività nel Cinquecento a partire dal progetto della via Alessandrina.
Pio II