Magazzino 18 è un musical scritto da Simone Cristicchi in collaborazione con Jan Bernas.
Lo spettacolo, tratto dal libro Ci chiamavano fascisti, eravamo italiani di Bernas, tratta dell'esodo giuliano-dalmata e dei massacri delle foibe.
Dallo spettacolo è stato ricavato un libro, edito dalla Arnoldo Mondadori Editore.
Tematiche Lo spettacolo è un'opera che racconta il dramma dell'esodo istriano, giuliano e dalmata nel secondo dopoguerra: la storia di molti italiani costretti ad abbandonare la propria terra a seguito della sconfitta dell'Italia, la quale nel 1941 aveva invaso la Jugoslavia, nella seconda guerra mondiale. Queste terre, con il trattato di Parigi, vennero assegnate dagli Alleati alla Jugoslavia. Il magazzino 18 era l'edificio del Porto Vecchio di Trieste in cui fino al 2021 erano conservate le masserizie di una parte di esuli, oggi trasferite presso il magazzino 26.
Produzione Scritto da Simone Cristicchi e Jan Bernas, lo spettacolo trae ispirazione dal libro di quest'ultimo, del 2010, Ci chiamavano fascisti, eravamo italiani e da una ricerca dell'autore negli archivi storici di Trieste. La regia è stata affidata a Antonio Calenda.
Le musiche originali dello spettacolo sono di Simone Cristicchi e Valter Sivilotti, il quale ne ha curato anche gli arrangiamenti orchestrali, ed eseguite dalla FVG Mitteleuropa Orchestra.http://agenda.comune.bologna.it/cultura/magazzino-18 Magazzino 18
Lo spettacolo è stato portato in tournée in Italia a partire dal 2013.
Accoglienza A seguito della messa in scena dello spettacolo teatrale, il cantautore è stato criticato dai partiti politici italiani di centro-destra ed estrema destra, oltre che di estrema sinistra, accusando Cristicchi di falsa narrazione e inesattezze storiche, oltre che di revisionismo storiografico e di manipolazione ideologica sugli eventi, ma è stato appoggiato da esponenti politici e giornalisti di sinistra, tra cui il giornalista Michele Serra.
L'ONLUS Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia, associazione che ha come punti di riferimento ideali e politico-culturali la Jugoslavia socialista e il suo fondatore Tito, ha fatto un esposto all'Associazione Nazionale Partigiani Italiani per il ritiro della tessera onoraria del cantautore. Il cantautore ha risposto alle accuse restituendo lui stesso la tessera, dichiarandosi antifascista.
Un'accoglienza favorevole giunse invece da Achille Occhetto, ultimo segretario del Partito Comunista Italiano, che con la svolta della Bolognina ne aveva guidato la trasformazione in Partito Democratico della Sinistra. In un'intervista, Occhetto dichiarò di essersi commosso per lo spettacolo e di averne apprezzato la lettura storica complessiva, affermando che anche se «nel grande capitolo del '900, tra fascismo e antifascismo le colpe stanno dalla parte del primo, occorre dire, e nello spettacolo di Cristicchi ne ho trovato traccia, che lo stalinismo ha "macchiato" le idealità dello stesso antifascismo». Occhetto biasimò inoltre la richiesta di revocare a Cristicchi la tessera onoraria dell'ANPI, definendola «un'iniziativa totalmente sbagliata», in quanto l'opera «inquadra tutta la vicenda nel torto storico fondamentale del fascismo». Occhetto si soffermò inoltre sulla rimozione del dramma degli italiani del confine orientale da parte della sinistra, dichiarando: «Non fummo messi nelle condizioni di vedere che cosa realmente accadeva, di capire il reale dramma che si nascondeva oltre i pretesti ideologici». In proposito, affermò che egli stesso aveva «appreso del dramma delle foibe solo dopo la "svolta della Bolognina"».
Note
Bibliografia
Voci correlate Treno della vergogna
Categoria:Spettacoli teatrali Categoria:Musical Categoria:Massacri delle foibe Categoria:Esodo giuliano-dalmata Categoria:Simone Cristicchi