Il primo caso della pandemia di COVID-19 in Francia è stato confermato il 24 gennaio 2020 a Bordeaux, si trattava del primo caso in Europa, riguardava un uomo franco-cinese arrivato dalla Cina, e entro la fine della giornata sono stati confermati altri due casi. Il 14 febbraio si è verificato il primo decesso, si trattava di un turista cinese ricoverato in un ospedale di Parigi dal 28 gennaio.
Al 1º gennaio 2023, la Francia risulta la terza nazione del mondo e la prima dell'Unione europea per casi attivi, nonché la nona del mondo, la quarta d'Europa e la seconda dell'Unione Europea per numero di morti, dopo l'Italia.
Il 5 maggio 2023, l'Organizzazione mondiale della sanità dichiara ufficialmente la fine della pandemia.
Antefatti Il 12 gennaio 2020, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha confermato che un nuovo coronavirus era la causa di una nuova infezione polmonare che aveva colpito diversi abitanti della città di Wuhan, nella provincia cinese dell'Hubei, il cui caso era stato portato all'attenzione dell'OMS il 31 dicembre 2019.
Sebbene nel tempo il tasso di mortalità del COVID-19 si sia rivelato decisamente più basso di quello dell'epidemia di SARS che aveva imperversato nel 2003, la trasmissione del virus SARS-CoV-2, alla base del COVID-19, è risultata essere molto più ampia di quella del precedente virus del 2003, ed ha portato a un numero totale di morti molto più elevato.
Andamento dei contagi
Cronistoria
Primi casi confermati Il 24 gennaio 2020, il primo caso di COVID-19 in Europa - e in Francia - è stato confermato a Bordeaux. Un franco-cinese di 48 anni dalla Cina, arrivato in Francia il 22 gennaio, è stato ricoverato al Centre Hospitalier Universitaire de Bordeaux. Il Service d'Aide Médicale Urgente ha preso in carico il paziente e lo ha isolato in ospedale. Le autorità hanno cercato di confermare se persone infette fossero state in contatto con lui.
Altri due casi sono stati confermati a Parigi alla fine della giornata; tutti recentemente tornati dalla Cina. Un uomo di 31 anni e la sua partner di 30 anni, entrambi di Wuhan, sono risultati positivi al SARS-CoV-2 e sono stati ricoverati all'Hôpital Bichat. Sono arrivati in Francia il 18 gennaio.
Il 28 gennaio, un turista cinese di 80 anni della provincia di Hubei, è risultato positivo ed è stato ricoverato all'Hôpital Bichat di Parigi.
Il 29 gennaio, anche sua figlia di 50 anni si è dimostrata positiva ed è stata ricoverata nello stesso ospedale dove era in cura suo padre.
Il 30 gennaio un medico è stato confermato positivo alla COVID-19 a Parigi. Era entrato in contatto con un turista cinese la cui contaminazione è stata confermata quando è tornato in Cina.
Il 14 febbraio, il turista cinese ottantenne è deceduto all'Hôpital Bichat, segnando la prima morte per COVID-19 in Europa e Francia.
Dal 31 gennaio al 9 febbraio, circa 550 persone sono state rimpatriate da Wuhan su una serie di voli di evacuazione in arrivo alla base aerea di Creil a Oise e all'Aeroporto di Istres.
Focolaio a Les Contamines-Montjoie L'8 febbraio 2020, il Ministro della salute, Agnès Buzyn, ha confermato cinque nuovi casi originati da un gruppo di persone che erano in vacanza a Les Contamines-Montjoie, nell'Alta Savoia. Hanno contratto l'infezione da un cittadino britannico che era stato a Singapore pochi giorni prima.
Un altro cittadino britannico è risultato positivo alla COVID-19. Era stato nello stesso chalet dell'altra persona che aveva contratto l'infezione a Les Contamines-Montjoie.
Il 18 febbraio, il nuovo ministro della salute, Olivier Véran, ha annunciato che solo quattro persone sono rimaste infette in Francia e sono state messe in quarantena in ospedale, tutti cittadini britannici, tre del primo gruppo di Les Contamines-Montjoie e un quarto caso scoperto dopo.
Sei giorni dopo, l'ultimo cittadino britannico rimasto e l'ultimo caso noto in Francia sono stati dimessi. Casi successivi e focolaio dell'Oise Il 25 febbraio 2020, un cinese, tornato dalla Cina, era portatore del SARS-CoV-2, ma ha mostrato tracce di recente guarigione. Un uomo di 64 anni di La Balme-de-Sillingy, tornato da un viaggio in Lombardia il 25 febbraio, è risultato positivo al SARS-CoV-2 ed è stato curato nel centro ospedaliero Annecy-Genevois, Épagny-Metz-Tessy. Anche sua moglie è risultata positiva ed è stata ricoverata nello stesso ospedale di suo marito.
Il 26 febbraio, un uomo di 36 anni, che ha effettuato numerosi viaggi in Lombardia, è risultato positivo ed è stato curato nella Nouvel Hôspital Civil di Strasburgo. Un insegnante di francese di 60 anni dell'Oise è stato ricoverato per la prima volta all'ospedale Creil, poi trasferito all'ospedale Salpêtrière di Parigi, dove è deceduto poche ore dopo. Un uomo di 55 anni dell'Oise è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva del CHU Amiens-Picardie, Amiens.
Il 29 febbraio, il direttore della salute, Jérôme Salomon, ha annunciato che la Francia aveva 100 casi del SARS-CoV-2 sul proprio territorio, con 36 casi rilevati nell'Oise Europe 1 Santé en direct , 29 febbraio 2020. Le riunioni di oltre persone sono vietate in tutta la Francia.
Primo confinamento
L’11 marzo il governo francese nominò undici scienziati eminenti per fornire consulenza sulle questioni scientifiche riguardanti l’epidemia in Francia. Il 17 marzo 2020 la Direction générale de la Santé (Direzione generale della sanità) ha chiesto all’agenzia nazionale per la sanità pubblica (Santé publique France) di acquistare subito un milione di mascherine FFP2.
Il 12 marzo il presidente Emmanuel Macron annunciò in un discorso in televisione che tutte le scuole e le università della nazione sarebbero state chiuse. Il 13 marzo il primo ministro Édouard Philippe annunciò la chiusura di tutti i bar, i ristoranti, i cinema e le discoteche.
Il 16 marzo, un giorno dopo il primo turno delle elezioni municipali, Emmanuel Macron annunciò l’inizio di un periodo di confinamento a partire dal giorno successivo.
Dopo l’annuncio del confinamento la Fédération Française du Bâtiment (Federazione Francese degli Edifici) decise di interrompere i lavori non essenziali a causa del pericolo per i lavoratori edili. Il 19 marzo Muriel Pénicaud, la ministra del Lavoro, criticò questa decisione, affermando che questa mancava di spirito civico. Il 20 marzo il presidente della Federazione rispose in una lettera aperta che le affermazioni della ministra erano "scandalose". Dopo diversi giorni venne firmato un accordo che consentiva la riapertura di alcuni cantieri.
All’inizio di aprile il numero dei morti di COVID-19 aumentò vertiginosamente e più di 10,000 persone morirono in quel periodo. Il confinamento originariamente doveva durare 15 giorni, poi venne esteso a 30 giorni, ma il 13 aprile il presidente Macron annunciò che questo sarebbe stato esteso fino all’11 maggio. Il 4 maggio degli scienziati, dopo aver esaminato dei campioni, hanno scoperto che un uomo era stato infettato dal SARS-CoV-2 il 27 dicembre 2019, quasi un mese prima che la Francia segnalasse il suo primo caso.
Deconfinamento
L’11 maggio, quando i casi giornalieri erano scesi a meno di 100 al giorno, le scuole elementari e le scuole medie poterono riaprire, avviando l’inizio di una nuova fase per la ripresa economica.
Il 28 maggio Édouard Philippe annunciò che le restrizioni sugli spostamenti entro un raggio di 100 chilometri sarebbero state revocate il 2 giugno. Inoltre venne annunciato che i caffè, I bar ed i ristoranti sarebbero potuti riaprire lo stesso giorno, ma non a Parigi. Infatti solo il 14 giugno i caffè, i ristoranti ed i bar poterono riaprire a Parigi.
Il 22 giugno i cinema, i villaggi vacanze, i palazzetti per gli sport di gruppo, gli asili, le scuole e le scuole medie poterono riaprire durante la Fase 3 per la ripresa economica. Il primo luglio la Francia riaprì i suoi confini ai paesi non appartenenti all’Unione europea.
Il 3 luglio Philippe si dimise dal ruolo di primo ministro e venne sostituito da Jean Castex. Castex in precedenza era stato nominato coordinatore del processo di deconfinamento attuato in Francia.
Il 10 luglio venne revocato lo stato di emergenza sanitaria ed il confinamento ebbe fine. Tuttavia, alcune restrizioni riguardo al distanziamento fisico vennero mantenute.
Il 15 luglio Olivier Véran annunciò che dal 24 luglio la copertura del volto tramite le mascherine sarebbe diventata obbligatoria negli spazi pubblici al chiuso e in vari spazi pubblici all’aperto, come la torre Eiffel.
Nuovo aumento dei contagi Ad agosto il numero dei positivi al virus rincominciò a salire. Nel fine settimana del 16 agosto più di 10,000 casi erano stati segnalati durante quella settimana. Il 28 agosto il numero dei positivi in un solo giorno raggiunse il numero di 7379 nuovi casi. Nella città di Parigi, considerando questa situazione, l’uso delle mascherine in pubblico divenne obbligatorio.
Il 12 settembre la Francia registrò più di 10,000 nuovi casi in un giorno solo per la prima volta. Il 18 settembre il numero delle morti salì a 154, il numero più alto dal 17 maggio (era inoltre la prima volta dal 16 giugno che il numero delle morti giornaliere superava i 100 decessi).
Il 5 ottobre a Parigi vennero nuovamente chiusi i ristoranti e gli altri luoghi di ristoro a causa dell’aumento del numero dei casi, come in precedenza era stato fatto a Marsiglia. Tuttavia, il governo fece capire che presto sarebbe stato introdotto un nuovo confinamento a livello nazionale.
Il 10 ottobre la Francia registrò nuovamente il numero più alto di nuovi casi con 26.986 nuovi positivi. Il presidente Emmanuel Macron annunciò in un’intervista televisiva in prima serata che il 14 ottobre, a causa della diffusione del virus in alcune grandi città, sarebbe stato introdotto un coprifuoco tra le 21.00 di sera e le 6.00 del mattino nelle zone del paese che erano diventate più pericolose, per un totale di quattro settimane; inoltre sarebbero state reintrodotte le misure di aiuto finanziario.
Il 15 ottobre la Francia divenne il primo paese europeo a registrare oltre 30,000 casi in un giorno, per un totale di 30,621 nuovi casi. Il 22 ottobre il primo ministro Jean Castex estese il coprifuoco ad altri 38 dipartimenti, nei quali si trovava il 67% della popolazione (46 milioni di persone).
Secondo confinamento
Il 23 ottobre il numero dei casi totali dall’inizio della pandemia superò il milione per un totale di 1,048,075 casi, con un aumento di 42,032 in un giorno.
Il 25 ottobre i nuovi casi furono in totale 52,013, superando per la prima volta il numero di 50,000 positivi. Il 28 ottobre Emmanuel Macron annunciò in un discorso televisivo che la Francia sarebbe stata soggetta ad un nuovo confinamento che sarebbe durato dal 30 ottobre al primo dicembre. I bar ed i ristoranti sarebbero rimasti chiusi mentre le scuole e le fabbriche sarebbero rimaste aperte.
Il 5 novembre la sindaca di Parigi Anne Hidalgo annunciò che delle misure più restrittive sarebbero state introdotte nella capitale, dal momento che vari cittadini erano stati beccati ad infrangere le regole precedenti. Queste includevano la chiusura dei negozi di alimentari alle 22.00 per evitare che si creassero degli assembramenti.
Il 12 novembre il primo ministro Jean Castex annunciò in una conferenza stampa che ogni allentamento delle restrizioni all’inizio di dicembre sarebbe stato “strettamente limitato”: attività come i ristoranti, i bar e i palazzetti dello sport sarebbero rimasti chiusi. Castex affermò inoltre che una morte su quattro in Francia in quel momento era dovuta alla COVID-19.
Il 17 dicembre il presidente Emmanuel Macron risultò positivo alla COVID-19. Il 27 dicembre una donna di 78 anni divenne la prima persona in tutta la Francia a ricevere il vaccino contro il SARS-CoV-2. La donna ricevette la prima dose del vaccino Pfizer-BioNTech all’ospedale René-Muret di Sevran, nel dipartimento della Senna-Saint-Denis.
Inizio della campagna di vaccinazione