Col termine ultracrepidarismo si designa il carattere o il comportamento tipico degli "ultracrepidari", vale a dire persone inclini a esprimere opinioni su questioni che si collocano al di fuori dei limiti delle proprie conoscenze o competenze.
Storia "Ultracrepidario" (aggettivo e sostantivo) è un neologismo, introdotto in italiano come adattamento dell'inglese ultracrepidarian. Onomaturgo (cioè coniatore) del termine inglese è probabilmente il critico William Hazlitt, al quale si deve, a ogni modo, la sua prima attestazione fin qui nota, che rislale al 1819Il dizionario inglese d'Oxford (nella sua seconda edizione) cita quest'esempio, da una lettera dello Hazlitt a William Gifford, direttore della Quarterly Review: "You have been well called an Ultra-Crepidarian critic" ("A ragione Lei è stato chiamato un critico ultracrepidario")..
Etimologia La parola, di intonazione perlopiù polemica, oppure scherzosa, contiene una chiara allusione alla frase proverbiale latina Sutor, ne ultra crepidam!, letteralmente "Ciabattino, non andare più in là del sandalo!", con cui si critica colui che pretende d'immischiarsi in cose di cui non s'intende. La frase (in una forma simile) era in uso già nell'antichità: Plinio il VecchioStoria naturale, XXXV, 85. Cfr. anche Valerio Massimo, Fatti e detti memorabili, VIII, 12, 3. racconta che il sommo pittore greco Apelle di Coo aveva corretto un particolare nel sandalo () di un personaggio ritratto in un suo dipinto, accogliendo così la critica d'un ciabattino (); quando però quest'ultimo si permise di fare un'osservazione anche sul ginocchio dello stesso personaggio, Apelle lo ammonì con una frase che Plinio riporta come ne supra crepidam sutor iudicaret, "che un ciabattino non giudicasse più su del sandalo" (cioè del piede)Sull'inglese ultracrepidarian e la sua storia si veda questa nota di Michael Quinion: https://www.worldwidewords.org/weirdwords/ww-ult1.htm. La lettera dello Hazlitt è rimasta famosa come un modello d'invettiva violenta. Lo stesso Hazlitt ribadì il suo pensiero sulla rivista del Gifford in uno scritto di qualche anno dopo, The spirit of the age (1825): "There we meet the slime of hypocrisy, the varnish of courts, the cant of pedantry, the cobwebs of the law, the iron hand of power" ("Vi troviamo il fango dell'ipocrisia, la simulazione dei cortigiani, le smancerie dei pedanti, gl'inganni dei legulèi, la mano di ferro del potere")..
Il neologismo italiano è formato regolarmente, col comune suffisso -ario, corrispondente al suffisso latino -arius: l'aggettivo crepidarius, "che riguarda i sandali", è infatti attestato in latinoSi veda per esempio il dizionario del Gaffiot: https://www.lexilogos.com/latin/gaffiot.php?q=crepidarius..
Varianti lessicali All'astratto ultracrepidarismo corrisponde in inglese ultracrepidarianism, che contiene in sé i due suffissi -arian (latino -arius, italiano -ario) e -ism (italiano -ismo).
Meno regolare, in italiano, è la variante ultracrepidarianismo, considerato appunto che al suffisso inglese -arian, per esempio in agrarian, gregarian, sectarian, corrisponde in italiano -ario, non *-ariano: agrario, gregario, settario. Si confronti anche, per esempio, l'inglese sectarianism, gregarianism con l'italiano settarismo, gregarismo (non *settarianismo ecc.).
Note
Voci correlate Leone da tastiera Legge di Brandolini Effetto Dunning-Kruger Rasoio di Hanlon
Categoria:Terminologia sociologica