L'Impero mongolo lanciò varie invasioni nel subcontinente indiano tra il 1221 e il 1327, oltre a innumerevoli incursioni condotte dai Qara'una, popolazione di origine mongola stanziatasi in Afghanistan.
I Mongoli occuparono parti del subcontinente per decenni. Allorché essi avanzarono nell'hinterland indiano e raggiunsero le periferie dell'Antica Delhi, il Sultanato di Delhi condusse una campagna militare contro di loro, in cui i Mongoli soffrirono serie sconfitte.
Antefatti Dopo aver inseguito Jalāl al-Dīn Mankubirnī fin dentro l'India e averlo sconfitto nella battaglia dell'Indo nel 1221, Genghis Khan inviò due tumen (20.000 soldati) al comando di Dorbei il Fiero e di Bala a tallonarlo. Il generale mongolo Bala tallonò Jalāl al-Dīn attraverso la regione di Lahore e en passant aggredì la provincia del Multān, saccheggiando pure le periferie di Lahore.
Jalāl al-Dīn riuscì a radunare un piccolo esercito di scampati della battaglia perduta e invocò un'alleanza, o anche solo l'asilo per sé, ai signori turchi del Sultanato di Delhi, ma senza successo.Combatté poi contro i locali governanti del Punjab, e dopo essere stato sconfitto da molti di loro, si ritirò nelle aree esterne del Punjab, cercando poi rifugio in Multān.
Mentre combatteva contro il governatore locale del Sindh, Jalāl al-Dīn, venuto a conoscenza di una insurrezione nella provincia del Kirmān (S dell'Iran), abbandonò immediatamente il luogo, transitando attraverso il Belucistan meridionale e fu raggiunto da forze provenienti da Ghor e Peshāwar, incluso un certo numero di Khaljī, Turkmeni e tribù ghuridi. Coi suoi nuovi alleati marciò su Ghazni e sconfisse una divisione mongola al comando di Turtai, cui era stato affidato il compito d'intercettarlo. Gli alleati vittoriosi però litigarono sulla ripartizione del bottino preso; di conseguenza le tribù Khalji, turcomanne e ghuridi abbandonarono Jalāl al-Dīn e tornarono a Peshāwar. In quel momento, Ögedei Khān, terzo figlio di Genghis Khan, divenne Gran Khān dell'Impero mongolo. Un generale mongolo, Chormaqan, spedito dal Gran Khān, attaccò e sbaragliò Jalāl al-Dīn, mettendo così fine alla dinastia del Khwārizmshāh.Chormaqan Noyan: The First Mongol Military Governor in the Middle East, di Timothy May
Conquista mongola del Kashmir e conflitti col Sultanato di Delhi Dopo il 1235, un'altra forza mongola invase il Kashmir, insediandovi per vari anni un darughachi (governatore amministrativo), e il Kashmir divenne una dipendenza mongola.Thomas T. Allsen, Culture and Conquest in Mongol Eurasia, p. 84 Pressappoco in quel medesimo periodo, un Maestro buddista kashmiri, Otochi, e suo fratello Namo giunsero alla corte di Ögedei. Un altro generale mongolo, di nome Pakchak, attaccò Peshāwar e sconfisse l'esercito formato dalle tribù che tempo prima avevano abbandonato Jalāl al-Dīn Mankubirnī. Tali guerrieri erano per lo più Khalji, fuggiti a Multān dove furono reclutati nell'esercito del Sultanato di Delhi. Nell'invero del 1241 una forza mongola invase la valle dell'Indo e assediò Lahore. Tuttavia, il 30 decdembre 1241, i Mongoli sotto Munggetu misero a ferro e fuoco la città prima di abbandonare il Sultanato di Delhi. Allo stesso tempo, il Gran Khān Ögedei morì (1241).
Gli abitanti del Kashmir si rivoltarono nel 1254–1255 e Möngke Khan, divenuto Gran Khān nel 1251, nominò suoi generali Sali e Takudar, e nominò il Maestro buddista Otochi darugachi del Kashmir. Tuttavia il sovrano del Kashmir uccise Otochi a Srinagar. Sali invase il Kashmir, uccidendone il re, e domò la ribellione. Dopo di che il Paese rimase assoggettato ai Mongoli per numerosi anni.André Wink, Al-Hind, the Making of the Indo-Islamic World, p. 208
Il principe di Delhi, Jalāl al-Dīn Masʿūd, si recò nella capitale mongola di Karakorum per invocare l'aiuto di Möngke Khān al fine di recuperare il trono del fratello maggiore nel 1248. Quando Möngke fu incoronato Gran Khān, Jalāl al-Dīn Masʿūd prese parte alla cerimonia e chiese l'aiuto di Möngke. Questi ordinò a Sali di aiutarlo a recuperare il trono avito. Sali effettuò attacchi su Multān e Lahore. Shām al-Dīn Muḥammad Kārt (lingua urdu شام الدین محمد کارت), malik (principe al governo) di Herat, accompagnò i Mongoli. Jalāl al-Dīn fu insediato come vassallo di Lahore, Kujah e Sodra.
Nel 1257, il governatore del Sindh offrì la sua intera provincia a Hulagu Khan, fratello di Mongke, e chiese la protezione mongola dal suo signore di Delhi. Hulagu portò una potente forza militare comandata da Sali Bahādur in Sindh. Nell'inverno del 1257 - agli inizi del 1258, Sali Noyan mise sotto forte pressione il Sindh e smantellò le fortificazioni di Multān, investendo forse anche le fortezze isolate di Bakhkar sull'Indo.
Comunque Hulagu non volle autorizzare una grande invasione del Sultanato di Delhi e, pochi anni dopo, la corrispondenza diplomatica tra i due contendenti dimostra il loro crescente desiderio di pace.
Ghiyāth al-Dīn Balban (r. 1266–1287) era comunque impensierito dal pericolo di un'invasione mongola. Per questo motivo organizzò il suo esercito facendogli conseguire un elevato punto di efficienza e si preoccupò di tenere le sue forze nei pressi della sua capitale.
Le invasioni mongole su vasta scala cessarono e i Sultani di Delhi ne approfittarono per rafforzare le città di frontiera come Multān, Uchch e Lahore, e per punire i locali Rana e Rais che avevano a suo tempo appoggiato gli invasori corasmi e mongoli.
Un gran numero di tribù che si erano accampate nel Sultanato di Delhi in seguito alle invasioni mongole mutarono gli equilibri nell'India settentrionale. I Khaljī usurparono il potere degli antichi Sultani di Delhi e cominciarono rapidamente a prendere il potere in altre parti dell'India. A quel tempo all'incirca, le incursioni mongole in India ripresero (1300).
Il Khanato Chagatai vs. i Khaljī Le fonti medievali sostengono che l'invasione fu condotta da centinaia di migliaia di Mongoli (i numeri sono scarsamente credibili e quasi impossibili da calcolare, visto che l'ammontare di tutti i guerrieri a cavallo dell'Asia Centrale e del Medio Oriente assommava all'incirca a uomini). Un conto dei comandanti mongoli citati nelle fonti come partecipanti alle diverse invasioni può fornire cifre più credibili, visto che i comandanti comandavano tumen, unità nominalmente di combattenti.John Masson Smith, Jr. Mongol Armies and Indian Campaigns. Tali invasioni erano comandate dai vari discendenti di Genghis Khan, o da comandanti mongoli. Il numero di ogni compagine armata assommava all'incirca a - cavalleggeri, sebbene le cronache di Delhi vistosamente esagerino, innalzando i numeri a - guerrieri a cavallo.John Masson Smith, Jr. Mongol Armies and Indian Campaigns e J.A. Boyle, The Mongol Commanders in Afghanistan and India.
Dopo che negli anni Sessanta la guerra civile era esplosa nell'Impero mongolo, il Khanato Chagatai controllava l'Asia centrale, e il suo esponente principale fino agli anni Ottanta del XIII secolo fu Duwa Khān, secondo in comando solo a Kaidu Khān. Duwa fu attivo nell'attuale Afghanistan e provò a estendere il controllo mongolo all'India. Il governatore musulmano Negudari, ʿAbd Allāh, figlio di un bisnipote di Chagatai Khān,Rashid ad-Din, The history of World. invase nel 1292 con un esercito il Punjab, ma la sua avanguardia, al comando di Ulghu, fu sbaragliata e catturata dal Sultano Khalji Jalāl al-Dīn. I prigionieri mongoli dell'avanguardia abbracciarono l'Islam e andarono a vivere a Delhi, come "nuovi musulmani". Il suburbio in cui andarono a risiedere fu quanto mai appropriatamente chiamato Mughālpūra (città dei Mongoli).J.A. Boyle, "The Mongol Commanders in Afghanistan and India According to the Tabaqat-i Nasiri of Juzjani", Islamic Studies, II (1963); ristampato in: The Mongol World Empire, Londra, Variorum, 1977, si veda il cap. IX, p. 239. I tumen Chagatai furono sconfitti dal Sultanato di Delhi numerose volte nel 1296–1297.Sebbene i cronisti musulmani affermino che le forze mongole fossero predominanti numericamente, e che i loro effettivi ammontassero a - unità, i numeri non erano invece tanto consistenti, rendendo quasi impossibile superare infatti da parte loro le difese mamelucche di Delhi. Si veda John Masson Smith, Jr. Mongol Armies and Indian Campaigns.
I Mongoli ripetutamente invasero il Nord dell'India durante il regno del successore di Jalāl al-Dīn, ʿAlāʾ al-Dīn; in almeno due occasioni essi giunsero in forze. Nell'inverno del 1297, il Chagatai noyan Kadar guidò un esercito che saccheggiò la regione del Punjab e penetrò fino a Kasur.Banarsi Prasad Saksena, p. 332. Le forze di ʿAlāʾ al-Dīn Khaljī, comandate da Ulugh Khān (e probabilmente dal generale Ẓafar Khān), sconfissero gli invasori il 6 febbraio 1298.Ibidem.
In seguito, nel 1298–99, una compagine mongola, forse comandata da Neguderi (Nikudar o Neguder),Non sappiamo il nome proprio ma solo l'etnonimo, equivalente a Qara'una. invase il Sindh e occupò il forte di Sivistan.Peter Jackson, pp. 219-220. Un certo numero di Mongoli sconfitti da Ẓafar Khān fu catturato e condotto a Delhi.Banarsi Prasad Saksena, p. 336. A quel tempo, la componente principale dell'esercito del Sultano ʿAlāʾ al-Dīn - guidata da Ulugh Khān (o Almas Beg, un fratello di ʿAlāʾ al-Dīn) e da Nuṣrat Khān - era occupata a compiere incursioni in Gujarat. Queste forze tornarono dal Gujarat a Delhi, proprio quando alcuni dei soldati mongoli che ne facevano parte si ammutinarono, reclamando il pagamento del khums (un quinto del bottino).Kishori Saran Lal, p. 87. L'ammutinamento fu represso e le famiglie degli insorti a Delhi furono severamente punite.Kishori Saran Lal, p. 88.
A fine 1299, Duwa dispose che suo figlio Qutlugh Khwāja conquistasse Delhi.Banarsi Prasad Saksena, p. 338. ʿAlāʾ al-Dīn condusse il suo esercito sul campo di battaglia di Kili, presso Delhi, e provò a temporeggiare, sperando che i Mongoli si ritirassero, a causa dell'esiguità dei rifornimenti per le sue forze, che dovevano giungere dalle sue province. Tuttavia, il suo generale Ẓafar Khān attaccò i Mongoli senza il suo permesso.Banarsi Prasad Saksena, p. 340. I Mongoli finsero una ritirata, ingannando le forze di Ẓafar Khān perché li tallonassero. Ẓafar Khān e i suoi uomini furono uccisi dopo aver però inflitto pesanti perdite agli invasori.Banarsi Prasad Saksena, p. 341. I Mongoli si ritirarono dopo due giorni: il loro comandante Qutlugh Khwāja fu seriamente ferito, e morì nel corso del rientro delle truppe alle loro basi di partenza.Peter Jackson, pp. 221-222.
Nell'inverno del 1302–1303, ʿAlāʾ al-Dīn inviò un esercito a saccheggiare la capitale dei Kakatiya, Warangal, e lui stesso nel 1303 marciò su Chittor. Avvedutisi che Delhi non era protetta, i Mongoli lanciarono una nuova invasione in India verso l'agosto del 1303.Banarsi Prasad Saksena, p. 368. ʿAlāʾ al-Dīn cercò di anticipare i Mongoli ma non ebbe sufficiente tempo per preparare una solida difesa. Si acquartierò in un accampamento in costruzione poderosamente fortificato e difeso (Forte Siri). I Mongoli depredarono Delhi e i suoi dintorni, ma infine si ritirarono dopo aver vanamente tentato di espugnare Siri.Banarsi Prasad Saksena, pp. 369-370. Questo incontro ravvicinato coi Mongoli indusse ʿAlāʾ al-Dīn a rafforzare i forti e la presenza militare lungo le rotte tra Delhi e il resto dell'India.Banarsi Prasad Saksena, p. 372. Egli varò inoltre una serie di riforme economiche per assicurare sufficienti entrate, in grado di mantenere una forte struttura militare.Banarsi Prasad Saksena, p. 373.
Poco tempo dopo, Duwa Khān cercò di por fine al conflitto in corso con il Khagan Yuan Temür Khan, Imperatore Chengzong di Yuan, detto anche Temür Öljeytü, e verso il 1304 fu proclamata una pace generale tra i Khanati mongoli, che mise termine al conflitto tra la dinastia Yuan e i Khanati occidentali che erano usciti sconfitti per buona parte dell'ultimo mezzo secolo. Poco avanti, egli propose un attacco congiunto in India, ma la campagna militare non si concretizzò.