I giornali giapponesi (新聞 "shinbun", o "shimbun"), simili alle loro controparti mondiali, vanno dai giornali di orientamento generale ai giornali di interesse specifico. I giornali circolano a livello nazionale, per regione, per ciascuna prefettura o per ogni città. Alcuni giornali pubblicano due volte al giorno mentre altri pubblicano settimanalmente, mensilmente, trimestralmente o anche annualmente. I cinque principali quotidiani nazionali giapponesi sono Asahi Shimbun, Mainichi Shimbun, Yomiuri Shimbun, Sankei Shimbun e Nikkei Shimbun. I primi due sono generalmente considerati di inclinazione liberale (di sinistra), mentre gli ultimi tre sono considerati inclinazione conservatrice (di destra). Il quotidiano inglese nazionale più popolare in Giappone è The Japan Times.
Nel corso della loro storia, i giornali giapponesi hanno avuto un ruolo centrale nelle questioni della libertà di parola e della libertà di stampa. Con la Restaurazione Meiji nel 1868, si assistette all’emergere di giornali che iniziarono a trattare temi di rilevanza politica e sociale, riflettendo i cambiamenti in atto nella società giapponese. Nel periodo della democrazia di Taishō negli anni 1910-1920, il governo ha lavorato per sopprimere giornali come lo shinbun di Asahi per la loro posizione critica contro la burocrazia governativa che favoriva la protezione dei diritti dei cittadini e della democrazia costituzionale. Nel periodo di crescente militarismo, allo scoppio della seconda guerra mondiale, i giornali affrontarono un'intensa censura e controllo da parte del governo. Dopo la sconfitta del Giappone, la censura della stampa non è cessata, e gli occupanti americani hanno utilizzato il controllo del governo per diffondere i valori democratici e anticomunisti. Nel 1951, gli occupanti americani restituirono la libertà di stampa al Giappone, come tutt'oggi previsto dall'articolo 21 della Costituzione del Giappone.
Storia Le origini dei giornali in Giappone
Le origini dei giornali in Giappone possono essere fatte risalire al XVII secolo, quando piccole piastrelle di argilla dette kawaraban (), su cui erano stampati gli avvenimenti più significativi, venivano distruibuite per tutto il paese probabilmente per volere dello stesso governo Tokugawa. Ieyasu era infatti convinto che così facendo avrebbe potuto accrescere il suo raggio di influenza e assoggetare al suo volere più facilmente anche i daimyō più dissidenti: una delle prime kawaraban mai stampate raffigurava la caduta del castello di Osaka per mano del suo esercito nel maggio del 1615...
Si diffusero poi le cosiddette yomiuri kawaraban (), diventate alla fine del XVII secolo la maggiore fonte di informazione per i giapponesi.. Stampate su uno o due fogli di carta di riso tramite la tecnica della xilografia, le notizie avevano lo scopo di informare i cittadini su eventi naturali e calamità (come incendi, terremoti, alluvioni), ma vi era spazio anche per la cronaca nera (ad esempio doppi suicidi) e per i resoconti delle visite dei dignitari stranieri. La loro distribuzione era solitamente affidata a piccoli gruppi di persone che, aggirandosi per le strade al ritmo del suono di shamisen e tamburi, attiravano l'attenzione dei passanti.. Molto spesso le stampe erano accompagnate da illustrazioni colorate, le quali raccontavano con poche immagini gran parte della storia. Capitava inoltre che alcune di queste avessero dei contenuti offensivi o amorali, e per questo la loro distribuzione fu spesso proibita e ostacolata dalle autorità governative.. Ciononostante dovette passare un altro secolo prima che le pubblicazioni in stile occidentale soppiantassero in modo definito lo stile tradizionale delle yomiuri kawaraban.
I primi giornali in stile occidentale
A causa della politica autarchica voluta dallo shogunato Tokugawa, il Giappone era rimasto relativamente isolato per circa due secoli. Tuttavia, in seguito all'arrivo delle navi nere del commodoro Perry nel 1853, anche i primi stranieri poterono mettere piede sul suolo nipponico. Col tempo le richieste di una fonte di informazione nella loro lingua si fecero così sempre più pressanti. Il primo ad accogliere queste richieste fu l'inglese Albert W. Hansard, il quale aveva lavorato a un giornale locale in Nuova Zelanda prima di trasferirsi in Giappone nel 1859 e aprire una stamperia a Nagasaki. Nell'estate del 1861 pubblicò il primo numero del Nagasaki Shipping List and Advertiser, considerato il primo giornale in lingua inglese a essere distribuito in Giappone. Il giornale, pubblicato a cadenza bisettimanale, si occupava principalmente di commercio, e solo in minima parte di cronaca occidentale; poiché la presenza di residenti anglofoni in quel di Nagasaki era ancora limitata, la sua circolazione non superò mai il centinaio di copie. Così, nell'ottobre dello stesso anno, Hansard trasferì il giornale a Yokohama e lo ribattezzò Japan Herald, iniziando una fruttuosa collaborazione con lo scozzese John Reddie Black...
Nel 1863 un altro straniero, il portoghese Francisco S. da Roza, istituì il Japan Commercial News, anche questo incentrato sui resoconti delle attività commerciali di Yokohama, ma che a differenza dell'Herald riportava anche notizie locali. Le pubblicazioni si interruppero tuttavia dopo appena due mesi dalla prima uscita; nel 1865 l'inglese Charles Rickerby ne riprese le redini e ne cambiò il nome in Japan Times (da non confondere con il moderno quotidiano omonimo)... Nel 1864 Joseph Heco fu il primo a cimentarsi nella pubblicazione di un giornale in lingua giapponese, il , i cui contenuti si limitavano principalmente ad articoli tradotti da giornali stranieri... In realtà il bakufu pubblicava già dal 1862 un proprio giornale, il , ma si trattava di un'edizione tradotta di un quotidiano del governo olandese (il Javasche Courant) e quindi non di un prodotto originale....
Non mancarono le pubblicazioni di carattere religioso, come il , o filoimperialistiche, come il e il . Quest'ultimo, in particolare, non solo si era opposto allo shogunato Tokugawa nei suoi ultimi anni di governo, ma aveva altresì intrapreso una personale crociata nei confronti dei membri dell'alleanza Satchō, i quali avevano momentaneamente succeduto i Tokugawa a capo della nazione.. Così, dopo la restaurazione Meiji del 1868, il nuovo governo emanò una serie le , costituiti dall', dal e dal ; che proibì la pubblicazione di giornali non autorizzati, permettendo la libera circolazione soltanto a quelli in lingua straniera e a quelli di stampo governativo.. Le nuove leggi stabilivano quali argomenti i giornali avrebbero dovuto trattare, vietando inoltre qualsiasi commento politico. I giornali del tempo si divisero quindi in due categorie: ōshinbun () e koshinbun (). I primi, così chiamati poiché utilizzavano un formato più grande, usavano un linguaggio ricco di difficili composti cinesi e si focalizzavano sulle questioni statali; i secondi, che si occupavano di argomenti più frivoli, grazie a un vocabolario più semplice risultavano più facili da leggere e per questo si rivelarono molto più popolari e diffusi..
I primi quotidiani e la lotta per la libertà di stampa Fino all'inizio del periodo Meiji i giornali in Giappone era pubblicati a cadenza irregolare, ma con la nascita del primo quotidiano in lingua giapponese dotato di stampa a caratteri mobili nel 1871, lo , si assitette a un'inversione di tendenza.... Nel giro di un anno altri trenta quotidiani videro la luce,. e sulla scia del successo del Mainichi sul panorama giornalistico nipponico si affacciarono realtà come lo e il . In un primo momento molte di queste pubblicazioni si limitavano a essere meri strumenti di propaganda dello Stato; tuttavia, con il lancio del nel 1872, che proponeva editoriali e un angolo per le lettere al direttore, i giornali divennero un importante medium a supporto del movimento per i diritti del popolo e alle sue richieste di istituire una Dieta..
Di tutta risposta, il governo emanò nel 1875 la e lo contro la stampa reazionaria. L’anno seguente nuovi decreti alla demandavano al Ministero dell'interno, e non più al Ministero dell'istruzione, il controllo sulla stampa, con la possibilità di vietare la distribuzione e la pubblicazione di testate e articoli ritenuti un pericolo per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale... Le restrizioni furono ulteriormente inasprite prima della scoppio della prima guerra sino-giapponese (1894-1895), e per tutta la durata del conflitto fu attuata una campagna sensazionalistica a mezzo stampa contro la Cina. Quando Francia, Germania e Russia, fino ad allora paesi amici del Giappone, intervennero nelle negoziazioni del dopoguerra, la stampa nipponica divenne critica persino nei loro confronti, in un'escalation di eventi che portò alla guerra il Paese del Sol Levante e la Russia all'inizio del XX secolo. Un'ulteriore legge del 1909 diede a esercito e marina l'autorità di impedire la diffusione di notizie relative alla loro aea di competenza.
Lista delle prime pubblicazioni giornalistiche in Giappone Lista delle prime pubblicazioni giornalistiche in stile occidentale in Giappone fino al primo quotidiano, il Yokohama Mainichi Shinbun. Testata Dal Al Editore (Direttore) Sede Lingua altri nomi di testatanote Nagasaki Shipping List and Advertiser 1861 1861 Albert W. Hansard Dejima inglese primo giornale occidentale distribuito in Giappone The Japan Herald 1861 1863- Albert W. Hansard (John R. Black) Yokohama inglese The Daily Japan Herald Kanpan Batavia Shinbun 1862 1863- yōsho shirabesho (Yanagawa Shunsan) Tōkyō giapponese Kanpan Kaigai Shinbun (Besshū) Nihon Boheki Shinbun
Nihon Shinbunprimo giornale in giapponese Japan Express 1862 1862 Raphael Schoyer Yokohama inglese Nihon (Boheki) Shinbun 1863 1866 kaiseijo (Yanagawa Shunsan) Tōkyō giapponese The Japan Commercial News 1863 1865- Francisco S. da Roza Yokohama inglese The Japan Times The Daily Japan Herald 1863 1914 Albert W. Hansard (John R. Black) Yokohama inglese The Japan Times 1865 1870 Charles Rickerby Yokohama inglese primo tabloid Shinbunshi 1864 1864- Joseph Heco Yokohama giapponese Kaigai Shinbunprima iniziativa privata in lingua giapponese Kaigai Shinbun 1864 1865 Joseph Heco Yokohama giapponese tiratura ca. 100 copie Shinbun Kaisō 1865 1867 Yanagawa Shunsan Tōkyō giapponese The Japan Gazette 1867 1923 John R. Black Yokohama inglese Tōzai Shinbun 1867 1867 Tōkyō giapponese 12 giorni, 4 numeri Chūgai Shinbun 1868 1868 Yanagawa Shunsan Tōkyō giapponese 48 numeri, 200 sottoscrittori, uscita ogni 2-3 giorni Kōko Shinbun 1867 1868 Fukuchi Gen'ichirō Tōkyō giapponese Rikken Jiyū Shinbun Minken Shinbunuscita ogni 2-3 giorni Naigai Shinpō 1867 1870 Hashizume Kana'ichi Tōkyō giapponese Ochikochi Shinbun 1867 1870 Tsuji Shinji Tōkyō giapponese Seiyo Zasshi 1867 1869 Yanagawa Shunsan Tōkyō giapponese Ochikochi Shinbun18671870Tsuji ShinjiTōkyōgiapponeseSeiyo Zasshi18671869Yanagawa ShunsanTōkyōgiapponeseDaijō-kan Nisshi18681877daijō-kanKyoto e TōkyōgiapponeseYokohama Shinpō Moshiogusa18681868Eugene M. van Reed Joseph Heco
Kishida GinkōYokohamagiapponeseNaigai Shinbun18681868ŌsakagiapponeseTohi Shinbun1868KyotogiapponeseHiogo News1868ingleseŌsaka Herald1868ŌsakaingleseThe Far East1870John R. BlackYokohamaingleseillustratoThe Japan Mail18701912-Horatio Nelson LayYokohamaingleseThe Japan TimesL'Echo du Japon18701885C. LevyYokohamafranceseYokohama Mainichi Shinbun18711879-Iseki Moriyoshi (Koyasu Takashi)
(Yō Sonoji)YokohamagiapponeseTōkyō-Yokohama Mainichi Shinbun (Tōkyō) Mainichi Shinbunprimo quotidiano, durato fino ai nostri giorni
Riproduzioni di giornali giapponesi Di seguito è elencato un riepilogo delle riproduzioni dei tre principali quotidiani giapponesi, lo shinbun Yomiuri, lo shinbun Asahi e lo shinbun Mainichi.