Con operazione N l'Impero giapponese designò l'occupazione della Nuova Guinea occidentale, ultima fase della vittoriosa conquista delle Indie orientali olandesi iniziata nel gennaio 1942. Fu organizzata durante il mese di marzo, subito dopo la caduta di Giava, e coinvolse un variegato gruppo navale, per lo più unità leggere, guidato dalla nave portaidrovolanti Chitose e comandato dal contrammiraglio Ruitarō Fujita. Gli sbarchi, compiuti esclusivamente dalla fanteria delle forze speciali da presidio, avvennero tra la fine di marzo e la seconda metà di aprile a cominciare dall'isola di Ceram in senso orario, incontrando molto limitate resistenze da parte degli sparuti e sparpagliati reparti del Koninklijk Nederlandsch-Indisch Leger (KNIL). Soltanto nella zona di Manokwari i giapponesi dovettero gestire la guerriglia condotta dal capitano J.B.H. Willemsz Geeroms.

L'operazione si concluse con il pieno successo nipponico il 21 aprile 1942 e completò la catena di punti d'appoggio e basi per il perimetro difensivo meridionale della Sfera di co-prosperità della Grande Asia orientale, saldando le forze imperiali nel Sud-est asiatico con la piazzaforte di Rabaul, fulcro delle operazioni nipponiche nel teatro di guerra del Pacifico sud-occidentale.

Contesto strategico In contemporanea all'attacco di Pearl Harbor l'Impero giapponese dette avvio all'offensiva generale nel Pacifico occidentale e nel Sud-est asiatico che puntava a conquistare le Indie orientali olandesi, ricche di petrolio e altre materie prime vitali per la macchina da guerra nipponica, e ad annientare la presenza coloniale occidentale per creare così una solida "Sfera di co-prosperità della Grande Asia orientale", capace di garantire il necessario afflusso di risorse al Giappone.. Tra il dicembre 1941 e il febbraio 1942 la 25ª Armata occupò la Malesia britannica e subito dopo prese Singapore;. la 14ª Armata si impadronì delle Filippine e di Manila, relegando nella penisola di Bataan le forze filippino-statunitensi;. la 15ª Armata, infine, penetrò in Birmania marciando alla volta della capitale Rangoon.. La conquista delle Indie olandesi fu affidata alla 16ª Armata del tenente generale Hitoshi Imamura e a un possente schieramento aeronavale, che abbatté le successive resistenze opposte dall'American-British-Dutch-Australian Command: le operazioni giapponesi culminarono nell'avvolgimento dell'isola di Giava, centro economico-amministrativo delle colonie olandesi, nella distruzione della flotta avversaria e nel doppio sbarco sulle coste occidentali e orientali nella notte tra il 28 febbraio e il 1º marzo. L'isola si arrese il 9 marzo e gli Alleati furono completamente estromessi da quest'area.. Tuttavia una porzione delle Indie olandesi non era ancora stata interessata dai combattimenti, vale a dire la Nuova Guinea olandese, parte occidentale dell'omonima isola.. Tra l'8 e il 10 marzo, infatti, il Distaccamento dei Mari del sud aveva stabilito una testa di ponte nella propaggine sud-orientale della Nuova Guinea. e i comandi giapponesi si rivolsero, dunque, a pianificare il completamento dell'occupazione dei territori olandesi e a saldare il lato meridionale del previsto perimetro difensivo.

Forze e piani contrapposti

Già il 5 marzo 1942 la sezione della Marina nel Gran Quartier generale imperiale aveva inviato all'ammiraglio Isoroku Yamamoto, comandante in capo della Flotta Combinata, la direttiva numero 62 che imponeva la distruzione della residua presenza olandese in Nuova Guinea una volta che Giava fosse stata posta sotto controllo. Il documento precisava che compito ulteriore della forza di spedizione sarebbe stato individuare luoghi adeguati per costruire basi aeree, localizzare ancoraggi ed eventuali campi petroliferi e allacciare i collegamenti con le unità nipponiche già presenti nella metà britannica della Nuova Guinea. Le azioni anfibie sarebbero iniziate a Fakfak (costa occidentale) per proseguire in senso orario sino a Hollandia al centro della costa settentrionale; guarnigioni dovevano essere stabilite a Fakfak e Manokwari; infine fu previsto che la forza di spedizione dovesse controllare anche lo stato delle preziose installazioni petrolifere sull'isola di Ceram. La nuova avanzata fu indicata come operazione "N" e fu affidata all'appena istituita 2ª Flotta di spedizione del sud, una delle tre componenti incaricate di proteggere le conquiste appena effettuate: il comandante, viceammiraglio Ibō Takahashi, affidò il 15 marzo lo svolgimento dell'operazione al contrammiraglio Ruitarō Fujita, a capo dell'11ª Divisione portaidrovolanti. Egli emanò subito ordini per radunare la sua squadra presso l'isola di Ambon e salpò il 22 marzo da Makassar a bordo della sua nave ammiraglia, la portaidrovolanti Chitose. Il 29 marzo, giorno d'inizio dell'operazione N, l'ordine di battaglia giapponese era così articolato:.

Forza principale (contrammiraglio Fujita) portaidrovolanti Chitose (20 idrocaccia) incrociatore leggero Kinu (3ª sezione della 16ª Divisione incrociatori) Forza di scorta/supporto Yukikaze, Tokitsukaze (1ª sezione o 2ª sezione della 16ª Divisione cacciatorpediniere) cannoniere Tomozuru, Hatsukari pattugliatori 1-Gō, 2-Gō, 38-Gō, 39-Gō 54ª Divisione cacciasommergibili (Shonan Maru 7-Gō, Shonan Maru 17-Gō, Fukuei Maru 15-Gō) Gruppo trasporti 2ª Divisione cannoniere (Manyo Maru, Taiko Maru, Okuyo Maru) trasporto Hokuriku Maru e petroliera Seian Maru Forza da sbarco (capitano di vascello S. Shibuya) 4ª Unità di guardia, della grandezza di un battaglione coevo (circa effettivi) 500 uomini forniti dalla 24ª Forza speciale di presidio, stanziata ad Ambon

Le forze olandesi in Nuova Guinea dipendevano dal recentemente disfatto Koninklijk Nederlandsch-Indisch Leger o KNIL. Erano sparpagliate, suddivise in modesti o minuscoli gruppi e con nessuna possibilità di appoggio reciproco. A Fakfak, che sorge sulla punta occidentale della penisola di Bomberai, era presente un piccolo presidio; l'aeroporto in costruzione a Babo, situato nella profonda insenatura sulla costa centro-occidentale della penisola di Vogelkop, era difeso da 200 uomini e accolse nel dicembre 1941 tre bombardieri Lockheed Hudson; Sorong e Ternate (poco più di un villaggio sull'isola omonima giacente subito a ovest della più grande Halmahera) ospitavano rispettivamente i gruppi aeronavali GVT-2 del sottotenente W.J. Reynierse e GVT-5, ciascuno della forza di tre idrovolanti a scafo Dornier Do 24K: inoltre a Ternate era stanziata una guarnigione di circa 150 uomini. Altrettanti si trovavano a Manokwari sotto il comando del capitano J.B.H. Willemsz Geeroms. Infine drappelli di soldati difendevano Nabire sulla costa meridionale della baia di Cenderawasih, Sarmi e Hollandia. Tutte queste modeste forze non disponevano di veicoli blindati né di artiglierie e, soprattutto, non esisteva un comandante unico. Era presente una sola unità marittima, la piccola portaidrovolanti/pattugliatore Arend a Sorong; essa, comunque, si spostò a Giava in un momento imprecisato dopo la metà del dicembre 1941, fu affondata dall'equipaggio nel marzo 1942 ma, recuperata dai giapponesi, fu incorporata nella Marina imperiale come pattugliatore.

Svolgimento delle operazioni Da Fakfak a Hollandia Il contrammiraglio Fujita salpò nella notte tra il 29 e il 30 marzo da Ambon con tutte le sue forze. La mattina del 31 marzo la forza d'invasione giapponese sbarcò a Boela sulla costa nord-orientale di Ceram, solo per scoprire che le installazioni petrolifere erano state completamente distrutte e che la guarnigione olandese era stata evacuata. Fujita reimbarcò le truppe e decise di dividere in due distaccamenti la flotta, per velocizzare l'operazione N: il 1º Distaccamento conquistò già il giorno dopo (1º aprile) la località di Fakfak senza combattere, poiché i pochi soldati olandesi si arresero subito. Il giorno successivo il 2º Distaccamento sbarcò a Babo, cogliendo di sorpresa i circa 200 difensori che, sin dalla prima incursione aerea nipponica del 30 dicembre 1941, erano impegnati a costruire difese e a rendere operativo l'aeroporto, ancora non disponibile. Gli olandesi preferirono ritirarsi senza combattere e quasi tutti, nei mesi successivi, riuscirono a fuggire in Australia.

L'obiettivo seguente era Sorong. Da questa remota località gli olandesi avevano procurato alcuni fastidi alle operazioni nipponiche nelle isole Salomone, effettuando due attacchi aerei nel dicembre 1941 a naviglio leggero ed espletando missioni di ricognizione con i tre Do 24 del sottotenente Reynierse; nello stesso mese un solitario idrovolante quadrimotore Kawanishi H6K5 aveva cercato di mettere fuori uso i velivoli olandesi, ma senza successo. Il 4 aprile il 1º Distaccamento cominciò a far prendere terra alle truppe, senza alcuna reazione avversaria: Sorong fu occupata in breve e si sviluppò una breve battaglia, più tardi, contro i pochi difensori che, alla fine, si arresero e caddero prigionieri. La squadra giapponese lasciò alcuni uomini a Sorong e proseguì per Ternate, allo scopo di riunirsi all'altro gruppo. Il 2º Distaccamento, infatti, aveva provveduto a occupare questo sito il 7 aprile; Ternate era stata già bombardata nei primi giorni di guerra nel Pacifico ed era scarsamente difesa: la forza da sbarco nipponica non incontrò che flebili resistenze e poté contare sul tiro navale che convinse gli olandesi a cedere quasi subito le armi (circa 150 furono i prigionieri). Da Ternate alcune delle unità del contrammiraglio Fujita coprirono quindi lo sbarco a Djailolo, ubicato su Halmahera, trovato deserto e punto d'avvio per la presa di possesso nipponica anche di quest'isola. La squadra giapponese si riorganizzò e salpò con rotta per Manokwari, dove ci si attendeva una più netta presenza militare olandese. Al momento dello sbarco (12 aprile) i reparti imperiali non si imbatterono in nessun nemico: il capitano Willemsz Geeroms aveva preferito ripiegare tra le montagne, nella giungla, e Fujita ritenne sufficiente lasciarsi dietro un reparto di 192 uomini, prelevato dalla 4ª Unità di guardia. Geeroms, nel frattempo, aveva allestito basi di fortuna e iniziò una defatigante guerriglia contro i giapponesi con appena sessanta uomini della milizia olandese e diciassette indigeni. Il 18 aprile 1944 fu però catturato, febbricitante, e fucilato il mese successivo; quel che rimaneva della sua unità passò al comando del sergente Mauretz Christiaan Kokkelink che, nell'ottobre 1944, riuscì ad arrivare a Sansapor sulla costa settentrionale della penisola. Egli e gli altri quindici uomini sopravvissuti furono soccorsi dagli statunitensi (che avevano occupato la zona da alcune settimane) e inviati in Australia.