Gli Psicoatleti è un romanzo del 2011 dell'autore italiano Enrico Brizzi. Si tratta del terzo romanzo incentrato su un viaggio a piedi, nel quale compaiono i personaggi già introdotti in Nessuno lo saprà e nel Pellegrino dalle braccia d'inchiostro. Struttura del testo Il romanzo è diviso in tre parti, divise rispettivamente in sette, nove ed otto capitoli, ciascuno con un suo titolo. La storia nasce da un viaggio a piedi denominato "Italica 150", compiuto dall'autore per celebrare il 150º anniversario dell'Unità d'Italia. Trama Lungo la costa della Calabria Ulteriore, luglio 2010 Il protagonista e il suo amico e compagno di viaggio Max Montefiori, detto "il Converso", camminano lungo la spiaggia e parlano di come sfuggire alla vendetta di alcuni abitanti della zona mal disposti verso di loro a causa dell'atteggiamento strafottente di Max. Libro primo - Campodimaggio Capitolo 1: Evitare le scarpe ortopediche Si rievoca il passato del protagonista e di come, da bambino con problemi podologici divenne uno scout e poi un appassionato di viaggi a piedi. Un giorno del 2009 egli è contattato dal suo amico friulano Tommy Carnera, che gli parla dell'interesse dell'imprenditore Scipio Taumann, che ha letto gli articoli su un viaggio a piedi a Gerusalemme che la sua combriccola ha fatto e che vorrebbe parlare con loro di un progetto comune per rivitalizzare la Società Nazionale di Psicoatletica, di cui suo nonno Federico Taumann era stato tra i fondatori. Taumann consegna anche un libro sulla storia della Società che il protagonista leggerà progressivamente lungo il percorso. Capitolo 2: Storia della Società Nazionale di Psicoatletica. Il rivoluzionario, il ginnasiarca e l'occultista A Torino nel 1860 si fonda la Società Nazionale di Psicoatletica ad opera del reduce dell'impresa dei Mille Mario Valsecchi, del giovane nobile Federico Taumann e dell'esoterista napoletano Samuele Ferdinando Maria Pintor. Capitolo 3: Entro l'alba si fa la rivoluzione Durante un viaggio sugli Appennini lungo i resti della Linea Gotica il protagonista e gli altri viandanti (Cesare, Max, Tommy, Leo, Elvio e il Viet) ricevono la visita a sorpresa di Taumann e di Franco Urbani (presidente della Società Nazionale di Psicoatletica) che si fanno riprendere dai giornalisti per mettere il cappello sulla loro ultima impresa. Capitolo 4: Storia della Società Nazionale di Psicoatletica. Il Grande Viaggio del 1861: dalle Alpi ai Monti della Sibilla Nel 1861, per celebrare la nascita del nuovo Regno d'Italia, i fondatori della Società Nazionale di Psicoatletica decisero d'intraprendere un viaggio a piedi dalle Alpi alla Sicilia. Il 7 aprile partirono così da Bormio, con una scorta militare che il principe Umberto, patrono della società, impose a causa della situazione non ancora pacificata in molte province meridionali. Durante il percorso furono accolti cerimoniosamente dalle varie autorità, tra cui il sedicente gonfaloniere di Cospaia.
Capitolo 5: Il sorriso dell'agnello imprudente Il protagonista, leggendo la storia dei primi psicoatleti, propone di fare un viaggio analogo che sarà chiamato "Italia 150", partendo dalla Vetta d'Italia in quanto punto più settentrionale della Repubblica e arrivando fino a Capo Passero, in Sicilia. La cosa suscita l'entusiasmo di Taumann e Urbani, che assicurano il rimborso-spese. Per suggellare il patto, si svolge una cena al Palazzo Dufresne di Torino; Elvio però rimane con una brutta impressione a causa dell'aria settaria della società. Capitolo 6: Storia della Società Nazionale di Psicoatletica. Il Grande Viaggio del 1861: dai Monti della Sibilla alla Piana del Sele A Castelluccio di Norcia, i tre psicoatleti consultarono un mago che fece loro delle predizioni, quindi ripresero il viaggio. All'Aquila, Taumann e la sua amante Valeria Mercuri accettarono inizialmente l'ospitalità del marchese Persichetti, salvo rifiutarla dopo che questi si sarebbe svelato come uranista.
Nei pressi di Bojano iniziarono a percepire l'ostilità delle popolazioni locali. Prima di entrare a Benevento Valsecchi fece una deviazione verso Napoli per andare a incontrare una donna; in città, gli altri due furono invece raggiunti da Arrigo Boito ed Emilio Praga, che iniziarono a tenere discorsi di tipo satanico turbando Pintor, che per un po' si assentò per andare a farsi esorcizzare. Al momento della ripartenza, solo Taumann si presentò ai militari di scorta; Valsecchi e Pintor, rincontratisi a Napoli, raggiunsero il gruppo per mezzo di una diligenza. Intanto il nobile veneziano Zorzi, austriacante e spia, si rivolse a don Celso Delfino, caporione degli antiunitari di Eboli, per fermare la comitiva psicoatletica, venendo a sapere che in Calabria era sbarcato un esercito filoborbonico, comandato da un generale spagnolo. Libro secondo - Ranghi serrati Capitolo 7: Lungo la costa della Calabria Ulteriore, luglio 2010 Mentre camminano lungo la costa della Calabria, Max e il protagonista sono avvicinati da un ragazzino in bicicletta. Con i suoi discorsi sarcastici Max lo spaventa, suscitando le proteste del protagonista, che sostiene che stia peggiorando inutilmente la loro situazione. Capitolo 8: Italica 150: dalla Vetta d'Italia a Bolzano Cesare, Elvio, Max e il protagonista partono dalla Vetta d'Italia e ragionano sull'italianizzazione imposta al Sud Tirolo, sulla base delle scritte propagandistiche notate per strada e dalle conversazioni cogli abitanti della zona. Mentre affrontano la salita verso il Passo Gardena sono sorpresi da una bufera di neve; l'hotel-ristorante al passo è chiuso così devono scendere fino a Selva per trovare un riparo. Elvio è il più provato, ma recupera velocemente. Il gruppo prosegue attraverso l'Alto Adige fino a Bolzano, dove Max ha un appuntamento con la sua conoscente Irma Ragonesi. Capitolo 9: Storia della Società Nazionale di Psicoatletica. Il Grande Viaggio del 1861: dalla Piana del Sele a Capo Passero Il viaggio dei primi psicoatleti proseguì verso sud, commemorando Carlo Pisacane a Sapri. Il generale spagnolo Borjes chiese al brigante Carmine Crocco di portargli le teste dei camminatori piemontesi, che il 10 luglio 1861 furono assaliti dalla banditaglia. Per difendere Valeria, Taumann perse la vita. Dopo le sue esequie civili sulla spiaggia di Scalea, Valsecchi e Pintor proseguirono in incognito per via di mare. A Messina incontrarono Ippolito Nievo e il 15 luglio terminarono il viaggio a Capo Passero. Mentre Valsecchi tornò a Torino, Pintor si stabilì a Marzamemi dove acquistò una villa, che ribattezzò Villa Hiram, per farne un cenacolo esoterico.
Capitolo 10: Italica 150: da Bolzano a Asiago A Bolzano il gruppo cena in compagnia di Furio; percorre poi la Valle d'Ega verso il Passo di Costalunga, uscendo dall'Alto Adige. Al Passo di Lavazè incontra un giovane bresciano di nome Fausto, venuto a salutarlo dopo aver appreso del viaggio dalla rivista del CAI, col quale fa la strada fino a Varena. A Cavalese la Magnifica Comunità di Fiemme suscita una discussione politica, con Max che esprime simpatie leghiste, Elvio che proclama la sua speranza in Beppe Grillo e Cesare che si esprime in favore di Fini e Di Pietro. Le piramidi di terra di Segonzano ispirano parole sugli extraterrestri e le gallerie sulla strada per il Passo Vezzena pensieri sui combattimenti della Grande Guerra di cui quelle zone erano state teatro. Al locandiere al passo raccontano che hanno deciso di passare per l'altopiano di Asiago in onore di Mario Rigoni Stern. Capitolo 11: Storia della Società Nazionale di Psicoatletica. I gentiluomini erranti vanno alla guerra A partire dal 1862, gli psicoatleti si ritrovarono annualmente per il Campodimaggio a Palazzo Dufresne di Torino, cui fece seguito un viaggio a piedi. Valeria visse con Michele, figlio di Umberto, a Villa Hiram.
Nel 1866 Valsecchi prese parte alla Terza guerra d'indipendenza e cadde in battaglia a Bezzecca. Pintor poi partì per l'Oriente e la presidenza della società fu assunta dal conte Pietro Tallero di Santhià. Tornato in Italia nel 1874, Pintor decise di puntare su Michele perché prendesse in mano le redini della Società, tanto più che il cugino Filiberto Taumann l'aveva adottato perché potesse portare il cognome di suo padre. Gli altri soci però non furono disposti ad affidare la guida al giovanissimo Michele, che prima tornò in Sicilia, poi intraprese un lungo viaggio col marinaio inglese Sutherland, dal quale fece ritorno con una donna yemenita di nome Mariam, dalla quale ebbe due gemelli, Yakin e Boaz. Nel 1892 fu vittima di un naufragio e poco dopo Mariam si suicidò. Pinto mandò Boaz dai parenti a Torino, dove fu battezzato col nome di Umberto Maria, mentre tenne Yakin con sé per farne il proprio erede.
Allo scoppio della prima guerra mondiale la società, di cui Umberto Maria Taumann era divenuto segretario, si divise tra interventisti e neutralisti. Samuele Pintor e Yakin provarono a conciliare le due parti, ma furono trattati in malo modo. Caddero in guerra molti psicoatleti, tra i quali il segretario, divenuto un asso dell'aviazione italiana.
Capitolo 12: Italica 150: da Asiago a Ferrara La pattuglia discende dall'altopiano dirigendosi verso la pianura. In un bar di Schio viene raggiunta da due camminatori del gruppo "Carbonari della Bassa", soprannominati il Rustego e Marco Honolulu, che proseguono con loro fino ad Arzignano. A Vicenza sono ricevuti dall'articolista-alpinista-editore Alberto Peruffo, che parla delle proteste contro il raddoppio della base militare statunitense. Dietro suo consiglio proseguono lungo la riva del torrente Guà per giungere a Cologna Veneta, dove Cesare mostra seri problemi al ginocchio; Max, dal canto suo, se l'è presa e non parla da diversi giorni.
L'indomani, superato l'Adige, s'inoltrano nelle Valli Grandi Veronesi. Elvio parla della sua insoddisfacente vita sentimentale. A San Pietro Polesine, inaspettatamente si palesano due membri triestini della Società: Giusto Zontar detto Zeta e sua moglie Esterina Milone. Sul ponte tra Castelnovo Bariano e Sermide incontrano Paolo Rubik, che ha percorso delle tappe a marce forzate per incontrarli. La sera cena a Sermide tutta la compagnia, alla quale si sono aggiunti anche cinque camminatori partiti da Torino e che torneranno alla base in automobile con mogli e fidanzate. La mattina successiva il gruppo parte per Ferrara percorrendo l'argine del Po, che attraversa due volte, a Ficarolo e a Pontelagoscuro.
Libro terzo - Al passo degli antichi Capitolo 13: Lungo la costa della Calabria Ulteriore, luglio 2010 Max e il protagonista arrivano in paese dopo la scenata col ragazzino. Si fermano in un bar che sta per chiudere e percepiscono il disagio del gestore, quando sentono che una persona importante desidera vederli. Capitolo 14: Italica 150: da Ferrara alle sorgenti del Tevere A Ferrara il gruppo si congeda dalla coppia triestina e si accresce del fratello del protagonista, di Eddie La Nutria e di Saverio Tullis. All'annuncio del prossimo matrimonio di quest'ultimo, Max riacquisisce la favella. La sera si fermano a Molinella, dove Max, arrabbiato con la moglie che se n'è andata di casa portando con sé il gatto, va con una prostituta thailandese. In terra emiliana si parla dell'antica lotta tra socialismo e fascismo, mai veramente sopita dopo la Liberazione, come dimostrano i libri di Giampaolo Pansa. Giungono a Imola passando tra i campi irrorati di anticrittogamici e dalla città romagnola riprendono la via della collina. In un ristorante di Brisighella fanno un lauto pranzo; la cena invece è al Casale Serendipity, una locanda rustica tra i monti, dove i tortelli all'assenzio cucinati dalla moglie del titolare provocano attacchi di dissenteria a tutti.