Papamobile è la denominazione corrente con la quale vengono indicati gli speciali autoveicoli appositamente realizzati per la mobilità del papa. Dal pontificato di Benedetto XVI è previsto che tutte le vetture utilizzate dal papa portino la targa SCV 1 (Stato della Città del Vaticano - veicolo numero 1).

Spesso la denominazione "papamobile" viene utilizzata in riferimento a tutte le vetture papali, sebbene tipicamente essa si riferisca solo alle vetture bianche utilizzate dal papa durante occasioni ufficiali; risultano pertanto escluse da questa dicitura le automobili donate ai pontefici, ma di cui non si servono concretamente, e le berline di rappresentanza. In questa voce sono trattate tutte queste tipologie di veicolo, ma vengono utilizzate diciture distinte.

Storia

Il contesto storico

Negli anni in cui l'automobile iniziava a diffondersi, era nel suo vivo la questione romana, che vedeva i papi a partire da Pio IX in conflitto con lo Stato Italiano a seguito della presa di Roma, avvenuta nel 1870. Fino ai Patti lateranensi, che sancirono il reciproco riconoscimento tra il Regno d'Italia e la Santa Sede, con la nascita dello Stato della Città del Vaticano, i papi restarono prigionieri volontari all'interno delle mura vaticane. Pertanto, non sussisteva alcuna necessità di utilizzo del nuovo mezzo di locomozione da parte dei pontefici, che si spostavano nei giardini a bordo di tradizionali carrozze.

Il papa adotta l'auto mobile

La prima vettura del papa risale al 1909 ed era una Itala 20/30, regalata a papa Pio X dall'arcivescovo di New York. Il pontefice, tuttavia, non se ne servì mai per i propri spostamenti, avverso com'era all'utilizzo degli autoveicoli a motore. Neppure papa Benedetto XV si servì mai di automobili.

Perché un papa utilizzasse il nuovo mezzo di locomozione fu necessario attendere l'ascesa al soglio pontificio di papa Pio XI, più sensibile alle nuove tecnologie. La sua prima vettura fu una Bianchi Tipo 15 che gli fu donata dall'Associazione delle Donne Cattoliche dell'Arcidiocesi di Milano nel 1925. A questa seguì una Tipo 20 regalata nel 1926 al pontefice direttamente dalla Bianchi. A queste due vetture ne succedettero diverse altre, in una vera e propria gara fra le case automobilistiche per aggiudicarsi il ruolo di fornitore pontificio di autoveicoli, cui il primo fu la Mercedes-Benz: la prima vettura papale della casa tedesca fu una 460 Nürburg limousine a passo lungo, prima di una lunga serie di Mercedes papali, che perdura ancora oggi (vedi Le papamobili attualmente in servizio). La vettura, a differenza di tutte le altre, che furono dei doni al pontefice, venne acquistata, sintomo del prestigio riconosciuto alla casa della stella a tre punte. La preferita di Pio XI, tuttavia, non era una Mercedes, ma una Graham-Paige 837: il papa, infatti, scelse proprio quest'auto per recarsi a celebrare la messa nella basilica di San Giovanni in Laterano, un atto simbolico che rompeva la prigionia volontaria dei pontefici all'interno del Vaticano.

Dal 31 gennaio 1930, quando venne promulgato il Regolamento per la circolazione degli autoveicoli che istituiva il Registro veicoli vaticano, le auto dei pontefici vennero dotate di targhe: fino a quel momento, infatti, quasi tutte non ne erano provviste; si sa con certezza, però, che la Bianchi Tipo 15 era immatricolata con la targa diplomatica italiana CD 404. Le targhe riservate alle vetture dei pontefici (il cosiddetto Garage pontificio dell'Autoparco Vaticano) andavano dalla SCV 2 alla SCV 9, mentre la SCV 1 veniva applicata loro solo nel momento in cui il papa doveva servirsene. Questa pratica, col tempo, è andata perduta e le berline pontificie hanno iniziato a portare stabilmente la targa SCV 1. Diversamente sarebbe andata con la nascita della papamobile.

La papamobile sostituisce la sedia gestatoria

Papa Paolo VI iniziò, specie nel corso dei suoi viaggi internazionali, a non servirsi esclusivamente della tradizionale berlina di rappresentanza: spesso, infatti, si spostava a bordo di fuoristrada scoperti e autocarri, che permettevano una maggiore visibilità della sua persona da parte dei fedeli. Inoltre, a partire dal 1975, in alcune occasioni si mostrò in piazza San Pietro a bordo di una Toyota Land Cruiser, utilizzata per la prima volta in occasione delle celebrazioni per il Giubileo. Per le grandi liturgie, invece, rimaneva in uso l'antica sedia gestatoria, sebbene privata del suo tradizionale seguito. Papa Giovanni Paolo I era intenzionato ad abolire del tutto l'utilizzo della lettiga papale: avendo però riscontrato (al pari del predecessore) il problema della propria visibilità da parte dei fedeli, fu costretto a reintrodurla. Il suo successore Giovanni Paolo II scelse invece di andare fino in fondo nella dismissione della sedia gestatoria in favore dell'automobile, presto ribattezzata papamobile (termine tuttavia non gradito a papa Wojtyła, che lo considerava poco decoroso): la prima auto a svolgere questo ruolo fu proprio la Land Cruiser di papa Montini, che era stata targata SCV 2, riprendendo l'uso di assegnare alle vetture papali le targhe con numeri dal 2 al 9, quasi a sottolineare una diversa dignità della papamobile rispetto alla berlina di rappresentanza, che invece ormai portava stabilmente la targa numero 1.Alla Toyota si affiancò, a partire dal 1980, una FIAT 1107 Nuova Campagnola, targata SCV 3 (vedi sezione dedicata).Nei viaggi internazionali del papa, invece, si instaurò l'usanza che fosse il paese ospitante a fornire un veicolo al pontefice. In queste occasioni il ruolo di papamobile è stato spesso ricoperto da autobus e autocarri modificati per l'occasione.

La papamobile dopo l'attentato a Giovanni Paolo II

La storia della papamobile era però destinata a cambiare in seguito all'attentato a Giovanni Paolo II del 13 maggio 1981; in quell'occasione il papa si trovava a bordo della Campagnola. Questo evento tragico mise in evidenza l'inadeguatezza delle misure di sicurezza adottate per proteggere il papa, imponendo una revisione del concetto di papamobile: per le uscite fuori dal Vaticano, ove non fosse possibile regolare l'afflusso dei pellegrini e perquisirli con i metal detector, il papa ha iniziato a servirsi stabilmente di una vettura blindata, con una cabina posteriore realizzata in vetro antiproiettile. Su questo modello sono state allestite diverse vetture nel corso degli anni. In particolare, in questo periodo le papamobili "ufficiali" per le uscite fuori dal Vaticano sono state una Mercedes-Benz 230 G e una Land Rover 110. Nel corso dei viaggi internazionali queste vetture sono state spesso rimpiazzate da veicoli allestiti appositamente dai paesi ospitanti (vedi sezione dedicata).Per gli eventi in piazza San Pietro, essendo stato introdotto il prefiltraggio del pubblico e l'uso dei metal detector, non era necessaria la blindatura, per cui il papa ha continuato a servirsi della Fiat Campagnola.Nel 2002 la Mercedes 230 G e la Land Rover 110 sono state sostituite da una Mercedes-Benz ML 430 realizzata per Mercedes-Benz dalla carrozzeria torinese Stola.

Alla fine del 2012 era entrata in servizio una nuova vettura blindata destinata agli spostamenti pubblici fuori dal Vaticano, una tipologia Mercedes-Benz M 500 4matic; essa è stata però sinora utilizzata una sola volta, da papa Benedetto XVI, per l'atto di venerazione alla statua dell'Immacolata Concezione in piazza di Spagna l'8 dicembre 2012.

Le berline pontificie nel pontificato di papa Francesco

Con l'avvento di papa Benedetto XVI non ci sono stati significativi cambiamenti nei garage vaticani. Non così è stato con il successore, papa Francesco. Sin dai primissimi giorni il nuovo papa ha manifestato la volontà di non servirsi delle tradizionali berline di rappresentanza, sostituite, in un primo momento, da una Volkswagen Phaeton di serie (ovvero senza emblemi né trono papale). Anche la berlina Volkswagen, tuttavia, è stata presto sostituita da una ben più modesta Ford Focus seconda serie. Il 7 settembre 2013 un presbitero veronese, don Renzo Zocca, ha regalato al papa una Renault 4 del 1984 targata VR779684. Successivamente, per i suoi spostamenti in Italia e all'estero in cui non era previsto il contatto con i fedeli, papa Francesco ha utilizzato una Fiat 500L bianca.

Inoltre papa Francesco decise fin da subito di non utilizzare la vettura blindata per i suoi viaggi internazionali, sostituendola con semplici vetture scoperte simili a quella utilizzata in piazza San Pietro. La papamobile utilizzata da papa Francesco durante la sua visita a Betlemme nel 2014 è stata trasformata - in base alle ultime volontà del Sommo PonteficeIl regalo di Francesco a Gaza. L’auto della speranza, Caritas news, 5 maggio 2025. - in una lettiga d'emergenza per i bambini vittime di guerra a GazaPopemobile becomes a mobile health clinic for Gaza children, BBC news, 25 novembre 2025..

Le papamobili attualmente in servizio Oggi il papa si serve principalmente di due papamobili: Mercedes-Benz G 580 EQ torpedo, entrata in servizio a dicembre 2024, la prima papamobile elettrica, utilizzata soprattutto per gli eventi in piazza San Pietro (dotata di copertura in vetro per il papa, applicabile all'occorrenza). Mercedes-Benz ML 430 blindata, entrata in servizio a giugno 2002, donata alla Santa Sede dalla Mercedes-Benz in sostituzione della datata 230 G; utilizzata fino al 2012 e poi nuovamente a partire dal 2025; prima papamobile ad adottare la targa SCV 1, fino ad allora riservata alle berline di rappresentanza;

A partire dal 2002, con l'entrata in servizio della Mercedes-Benz ML 430, la pratica di assegnare alle papamobili le targhe dalla SCV 2 alla SCV 9 è cessata, secondo il principio che qualsiasi auto utilizzata dal papa debba avere come numero di targa la sigla SCV 1. Nel caso in cui il papa debba servirsi di una vettura che non fa parte del parco veicoli vaticano, a questa viene applicata una coppia di targhe SCV 1 che sono depositate presso gli uffici di motorizzazione del Vaticano per essere utilizzate qualora si presentasse questa evenienza. Normalmente per le grandi occasioni pubbliche il protocollo prevede l'utilizzo della papamobile blindata ufficiale. Questa viene imbarcata su aerei cargo o su appositi camion per essere trasportata prima dell'arrivo del papa sul luogo della visita. Esistono tuttavia delle altre papamobili utilizzate durante le visite oltremare che rimangono nel paese ospitante per essere riutilizzate in vista di future visite. Ogni veicolo prima di essere utilizzato dal papa viene sempre regolarmente ispezionato da un reparto speciale delle Guardie Svizzere.

Le altre vetture del Vaticano Alle vetture già citate si aggiungono altri veicoli donati al pontefice, dei quali può servirsi in contesti non ufficiali: Renault Kangoo Z.E. Maxi, in servizio a Castel Gandolfo; Piaggio Ape Calessino; Dr 5. Opel Ampera ricevuta il 2 giugno 2017.

Vetture del passato

Di seguito un elenco di alcune vetture utilizzate dai pontefici nel passato (in corsivo le berline di rappresentanza, in grassetto le papamobili e berline "ufficiali", di proprietà della Santa Sede): Itala 20/30 (1909), mai utilizzata; Fiat Tipo 2, mai utilizzata; Bianchi Tipo 15, donata a papa Pio XI dall'Associazione delle Donne Cattoliche dell'Arcidiocesi di Milano; Bianchi Tipo 20 (1929), donata al papa dalla Bianchi, prima fornitrice pontificia di autoveicoli; Fiat 525M landaulet (21 marzo 1929), donata al papa da Giovanni Agnelli; alla consegna la vettura fu pilotata fin dentro al cortile del palazzo Apostolico da Felice Nazzaro; Isotta Fraschini Tipo 8A carrozzata Sala, dono dell'Automobile Club di Milano per festeggiare la firma del Concordato, venne portata a Roma in una sorta di "pellegrinaggio automobilistico" cui parteciparono 150 autovetture con a bordo 600 devoti milanesi e consegnata a Pio XI il 1º maggio 1929;