Biografia Eusebia Palomino Yenes nacque il 15 dicembre 1899 a Cantalpino in provincia di Salamanca, Spagna. Fu la terza di quattro figli di Agustin Palomino, un bracciante agricolo stagionale, e Juana Yenes de Villaflores. Sua sorella maggiore si chiamava Dolores.

Durante l'inverno il padre, in mancanza di lavoro, era solito recarsi nei paesi limitrofi per mendicare cibo: Eusebia lo accompagnò in questi piccoli viaggi fino al 1909. Fu proprio il padre a insegnarle il catechismo. Eusebia ricevette la prima comunione all'età di otto anni; descrisse questo sacramento come la sua "prima chiamata all'incontro con Gesù Cristo". Nel 1906 entrò in una scuola femminile, ma la lasciò per sostentare con il suo lavoro la famiglia.

Lavorò prima come domestica in una famiglia benestante di Salamanca, poi prestò servizio nel 1911 in un orfanotrofio con la sorella maggiore Dolores. Una volta alla settimana si recava nella cappella della Scuola dello Spirito Santo gestita dalle Suore Salesiane di Don Bosco, e così ebbe modo di incontrarle. Le suore le chiesero se avesse voluto lavorare per loro. Eusebia accettò l'invito e iniziò a servire le monache cucinando per loro, pulendo le aule, raccogliendo la legna da ardere e servendole. Conobbe anche gli studenti; alcuni, vedendo in lei doti particolari, la ammiravano e la cercavano per chiederle consigli.

Eusebia iniziò a coltivare il desiderio di diventare suora, ma non osò chiedere nulla alle monache perché temeva di essere rifiutata a causa della sua povertà e della sua scarsa istruzione. Confessò questo suo desiderio a un superiore in visita il quale le disse che, a nome della Madre Generale, sarebbe stata presto accettata all'interno della congregazione. Fu ammessa come postulante il 31 gennaio 1921 e prese l'abito il 5 maggio 1922. Il 5 agosto 1922 iniziò il noviziato a Barcellona ed emise la prima professione religiosa nell'agosto del 1924, quando fu trasferita nella casa di Valverde del Camino.

Al suo arrivo venne schernita dagli studenti per il suo aspetto insignificante. Rimase indifferente a questi comportamenti e si occupò con dedizione alle faccende quotidiane. Gli studenti iniziarono a osservarla per la sua ricchezza spirituale e la sua pietà, e in seguito rimasero affascinati dalle storie di santi che lei raccontava loro e, in particolare, dalla vita di san Giovanni Bosco. Molti sacerdoti e religiosi si recavano spesso da lei a chiederle consiglio. Praticò e diffuse la devozione alle cinque piaghe di Gesù, a Maria e alla via Crucis. Fu animata dall'amore per l'Eucaristia. Nel 1930 emise la professione solenne.

Con l'aumento dei disordini sociali e l'emergere del sentimento antireligioso in Spagna negli anni Trenta, si rese disponibile ad aiutare chiunque avesse bisogno. Si offrì inoltre al Signore come vittima per la salvezza della Spagna e per la libertà della religione. Nell'agosto 1932 contrasse una malattia sconosciuta che i medici non riuscirono a diagnosticare. La sua asma, che era sempre stata "lieve", peggiorò.. Oltre a ciò, fu afflitta da altri dolori e infermità. Il 4 ottobre 1934 chiese alle sue sorelle di supplicare Dio di proteggere la Catalogna.

Suor Eusebia morì in odore di santità il 10 febbraio 1935, dopo aver predetto che il sentimento antireligioso sarebbe degenerato in un grave conflitto, verificatosi poco tempo dopo con la guerra civile spagnola..

La beatificazione Il 15 dicembre 1981, dopo l'emissione del nihil obstat da parte della Congregazione delle cause dei santi, fu introdotto il processo di beatificazione di suor Eusebia, che divenne quindi serva di Dio. La procedura diocesana venne aperta nella diocesi di Huelva, dove l'arcivescovo Rafael González Moralejo sovrintese al processo dal 12 aprile 1982 al 15 settembre 1984.

A Roma la Congregazione delle cause dei santi convalidò gli atti processuali diocesani il 20 dicembre 1985 e ricevette la Positio nel 1990. La commissione dei teologi approvò la causa il 14 maggio 1996, mentre la Congregazione, a sua volta, l'approvò il 5 novembre 1996. Papa Giovanni Paolo II firmò il decreto sulle virtù eroiche proclamando suor Eusebia venerabile il 17 dicembre 1996.

Papa Giovanni Paolo II beatificò suor Eusebia il 25 aprile 2004. Il postulatore della causa di canonizzazione è stato il sacerdote salesiano Pierluigi Cameroni. La memoria della beata Eusebia Palomino Yenes ricorre il 10 febbraio., mentre la Famiglia Salesiana la ricorda il 9 febbraio.

Il miracolo per la beatificazione Ai fini della beatificazione, la Chiesa cattolica ritiene necessario un miracolo: nel caso di suor Eusebia è stata ritenuta scientificamente inspiegabile, e da attribuire alla sua intercessione, la realizzazione di un suo ritratto a olio, basato su una fotografia, eseguito dal pittore Manuel Pareño Rivera, disabile in quanto operante solo con il piede, non potendo usare gli avambracci a causa di una poliomielite infantile.

L'aspetto miracoloso asserito riguarda il tempo di realizzazione del ritratto (quattro ore e mezza), asolutamente al di fuori dei tempi di lavoro dell'artista, reso inoltre possibile dalla rapida e anomala essiccazione dei successivi strati di vernice, di regola superiore alle ventiquattr'ore per ognuno, almeno con i materiali utilizzati a quel tempo e in quel caso. Il pittore, inizialmente restio ad accettare il lavoro, era comunque alieno da ogni idea religiosa in generale e miracolistica in particolare. L'opera commissionata non sarebbe stata terminata in tempo per la traslazione dei resti della Serva di Dio, prevista per il 14 aprile 1983, se non fossero intervenuti i fattori inspiegabili sopra esposti.. Il caso fu riconosciuto come miracoloso dalla Congregazione delle cause dei santi il 16 dicembre 2003.

Note

Bibliografia

Voci correlate Figlie di Maria Ausiliatrice Salesiani Famiglia salesiana Beatificazioni del pontificato di Giovanni Paolo II

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