La pagina illustra la cronologia della storia di Teramo.

Origini e periodo italico

Secondo gli storici antichi Anton Ludovico Antinori e Niccola Palma, l'area teramana fu conquistata nel I millennio a.C. dai Liburni o dagli Aborigeni; per la presenza del toponimo Pretut, che poi fu usato dagli italici Pretuzi e per il territorio, l'agro Pretuziano, e per altri come la Valle Siciliana vicino Castelli e Isola del Gran Sasso, questi storici hanno pensato che prima dei Pretuzi, l'area fosse stata colonizzata anche dai Sicelioti.

VIII secolo a.C.: discesa dei Pretuzi, che si stabiliscono tra i fiumi Vomano, Tordino, Tronto e Vobrata, confinando con i Vestini presso l'Aterno.

304 a.C.: pace tra Roma e Italici dopo le guerre sannitiche, colonizzazione romana dell'Aprutium e creazione di colonie, come Castrum Novum (Giulianova), passaggio a Interamnia (così si chiamava Teramo) della via Caecilia, resti presso Ponte Messato-Madonna della Cona.

295 a.C. Nella Battaglia di Sentino i Romani sconfissero la Confederazione italica (Sanniti, Etruschi, Umbri e Galli). Con questa battaglia ebbe termine la Terza guerra sannitica.

290 a.C. Il territorio Sabino e il territorio Pretuzio furono occupati militarmente dalle legioni comandate dal Console Manio Curio Dentato.

Alla città venne dato il nome latino di Interamnia Praetuttiorum, secondo alcuni "semplice traduzione" del toponimo "Petrut".

Nel contesto della dominazione romana, in un primo tempo il Pretuzio è acquisito alla Tribù Velina.

88 a.C.: guerra sociale

I secolo d.C.: divisione da parte di Augusto delle province: Interamnia fa parte della Regio V Picenum, divisa dalla IV Samnium dal fiume Pescara.

Dalla caduta di Roma ai Normanni V secolo: invasione gotica VI secolo: presenza della diocesi Aprutina, citata nelle lettere di San Gregorio Magno VII secolo: inizio della dinastia dei Conti Aprutini, tra Longobardi e Franchi

VII-VIII secolo: costruzione delle varie abbazie nel contado, San Nicolò a Tordino, San Giovani a Scorzone, a Teramo presenza della cattedrale di Santa Maria Aprutiense (Largo Torre Bruciata) Dal 1059 i Normanni si stabilirono in Puglia.

1076 Invasione dei Normanni guidati da Roberto di Basunvilla, conte di Loretello che penetrano nella marca teatina (Chieti), e anche a Teramo.

1077 Dai Longobardi del ducato di Spoleto, Teramo, riconquistata da Guarnieri, signore di Ancona, Fermo e Spoleto, passa ai Normanni del Ducato di Puglia e Calabria.

1129 Teramo era sottoposta ai Normanni del Ducato di Puglia e Calabria. 1140 A questa data Teramo entrò a far parte dei domini di Ruggero, primo re delle Due Sicilie, che rimase sul trono dal 1112 al 1154.

Eventi del 1153 1153 (circa) al tempo del Vescovo Guido II e del conte Roberto di Aprutio, Teramo fu distrutta dalle armate normanne di Roberto di Loritello; della città rimasero in piedi solo: in piazza Sant'Anna la Torre Bruciata, appellativo che le è stato attribuito in memoria del fuoco; parte dell'Antica cattedrale di Santa Maria Aprutiensis costruita nel VI secolo; in via Stazio, Casa Francese e qualche muro della chiesa di Santa Maria a Bitetto; in via Anfiteatro casa Di Raimondo-Narcisi; secondo Savini, anche la chiesa di San Benedetto (oggi dei Cappuccini); Il vescovo Guido II è frattanto a Castel San Flaviano, l'odierna Giulianova, che poi volle ricompensare per l'ospitalità ricostruendo la chiesa di Santa Maria a MareIgnazio Carlo Gavini, Storia dell'Architettura in Abruzzo, Bestetti e Tumminelli, Milano 1927-28, rist. anast. Costantini Editore, Pescara 1980, vol. I, p.20 1153 (post). (forse 1155 o 1156) Il Vescovo Guido II, ottenne dal nuovo Re Guglielmo I la supremazia sulla città di Teramo e il permesso di ricostruirla; 1153 un non meglio identificato Teodino, (secondo quanto rivela una lapide scoperta dal Savini) fece edificare chiesa e monastero di Sant'Angelo delle Donne, poi denominato della Madonna delle Grazie, protettrice oggi della città di Teramo; 18 agosto 1165: Il vescovo aprutino Guido II concede ai teramani la libertà reale e personale (http://www.abruzzoinmostra.it/progetto-ocr/comune-teramano/PAGE0531.HTM);

Secolo XIII (1201-1300) detto Periodo di libertà

1207 Il vescovo Sasso volle compensare i teramani per aver ricostruito le mura concedendo loro il diritto di essere amministrati da un Podestà. Questi doveva però giurare nelle mani del vescovo ed era scelto da una persona di fiducia del vescovo stesso; 1207‑1292: al tempo del governo podestarile la città attraversò un periodo abbastanza prospero di vita municipale e cominciò ad avanzare nello sviluppo edilizio; 1227 si costruisce la Chiesa di S. Francesco, detta oggi di S. Antonio; 1233-1234 per volontà di Federico II di Svevia (Costituzioni di Melfi), il territorio del regno fu diviso in NOVE GIUSTIZIERATI e Teramo fu compreso nel Giustizierato d'Abruzzo, che faceva capo a Sulmona; Dopo la morte di Federico II (1250) gli Ascolani assediarono Teramo, ne distrussero le mura e abbatterono le porte, molti furono i prigionieri. L'azione fu istigata dal cardinale Pietro Capoccio, legato di papa Innocenzo IV; 1268 fine del dominio degli Svevi e inizio di quello Angioino; 1270 il castello di Morricone, che apparteneva al seguace di Corradino, Berardo di Morricone, passa a Teramo; Il 5 ottobre 1273 Carlo I d'Angiò sancì col diploma di Alife la suddivisione dell'Abruzzo, considerato un distretto troppo esteso per essere ben amministrato e difeso, trovandosi all'estremo limite settentrionale del regno. Si preferì seguire un confine naturale, il corso del fiume Pescara, determinando a nord il Giustizierato d'Abruzzo Ulteriore (Ultra flumine Piscaria) e a sud il Giustizierato d'Abruzzo Citeriore (Citra flumine Piscaria); 1276 Il numero degli abitanti di Teramo è valutato in circa 7500 anime, (1500 fuochi), come riportato in una sentenza del 6 febbraio del giustiziere d'Abruzzo Guglielmo di Haubenviller; Tra il 1294 e il 1300 si fortificano il municipio e le case dei Melatini e degli Antonelli;

Secolo XIV (1301-1400)

Durante il dominio angioino Teramo conobbe un periodo di splendore; i signori della diocesi aprutina, i vescovi Rainaldo Acquaviva, Niccolò degli Arcioni (1317), Stefano da Teramo (1335) e Pietro di Valle (1366), ricostruirono la città, che acquisì castelli, villaggi e, soprattutto, grandi privilegi concessi dai sovrani, con i quali si costruirono chiese, conventi e palazzi; è in quest'epoca che il risveglio edilizio teramano si accentuò in maggiore misura. Più che alle abitazioni private, le mire dei magistrati e dei cittadini furono rivolte agli edifici pubblici di carattere civico e religioso, tanto nell'ambito della terra vecchia che in quello della terra nuova; del 1309 è la costruzione della torre campanaria di S. Antonio a Teramo; sin dal 1323 un benemerito cittadino, Bartolomeo di Zalfone, ricostruiva e ampliava l'Ospedale che si disse di Sant'Antonio abate. nel 1327 la Loggia Comunale risulta già costruita; nello stesso anno veniva edificata la chiesa di San Domenico; nel 1332 il vescovo Niccolò degli Arcioni ingrandiva la Cattedrale dal lato occidentale, con l'aggiunta di tre navate in stile gotico, sistemava a oriente la facciata del vecchio Duomo col magnifico portale di Adeodato romano; probabilmente dallo stesso artefice faceva ornare di graziose logge il palazzo vescovile; Si dava infine sicurezza alla città vecchia, munendola di un castello, che fu detto la Cittadella e di cui si trova la prima menzione appunto nel secolo decimoquarto; 1348 al termine della pestilenza viene eretta la chiesa della Madonna della Misericordia; 1362 da un documento notarile si ricava la rima notizia relativa alla chiesa di San Benedetto, detta poi dei Cappuccini, secondo Savini edificata rima del 1153; in quello stesso anno risulta gi eidificata la chiesa di Sant'Agostino; Nel 1372 fu costruita la casa della famiglia di Melatino; Tutte queste chiese, meno quella della Misericordia, ebbero annesso un convento con vasti orti all'intorno; 1363 guerra tra Teramo e Campli per il dominio sulla montagna di Melatino; 1380 si verifica in città un disastroso terremoto; 1383 Antonello De Valle è il primo signore di Teramo; 1384 Veniva fondato il monastero delle Benedettine di San Giovanni. nello stesso anno si manifestò un terremoto. Ecco cosa scrive lo storico Niccola Palma:Il terremoto del 22 ottobre 1384 a Teramo è descritto da Niccola Palma nel vol. 2, alla fine del cap. XLIII della sua Storia di Teramo, citando le "Schede" di L. A. Antinori il quale a sua volta aveva attinto dal "Necrologio" della cattedrale Aprutina, registro andato perduto Nella mattina de' 22 ottobre 1384 per violenta scossa di tremuoto ruinarono in Teramo molte case, e rimasero schiacciati più di venticinque persone. con l'annessione al Regno Normanno, - scrive Savorini - che fu poi, attraverso varie vicende, il Regno delle Due Sicilie, Teramo divenne città di confine, vera Porta Regni; scrive il Muzii

Triste privilegio, però, che determinò per la nostra città un continuo travaglio il quale ebbe termine soltanto dopo il 1860, con la unificazione d'Italia.

Il Quattrocento

Francesco Savini identifica gli anni tra il 1388 e il 1507 come "Epoca delle fazioni e delle Signorie". 1400-1401 Inizio delle lotte tra i De Melatino (Roberto) e i De Valle Nei primi anni del Quattrocento viene ucciso il tiranno Antonello De Valle. Il suo castello, ubicato nei pressi dell'attuale piazza Garibaldi, fu demolito a furor di popolo. Del castello del tiranno, della vita sfarzosa che questi conduceva, delle grandiose naumachie riferisce ampiamente il Muzii nella sua storia. I resti del castello sono ben visibili nel sottopassaggio di piazza Garibaldi; 1407 congiura dei Melatino che portò all'uccisione del signore di Teramo Andrea Matteo Acquaviva, a seguito della quale vennero ritenuti colpevoli ed esiliati i figli di Errico Melatino e i fratelli Tommaso e Berardo Paladini, figli di Giovanni di Cola. 1410 circa. Su committenza degli agostiniani, il pittore veneziano Jacobello del Fiore dipinge il Polittico, alla cui base raffigura una veduta di Teramo che, per quanto si conosce, è la più antica esistente; 1420-24 per conto della regina Giovanna II, Braccio da Montone è signore di Teramo, riporta un poco di ordine nella città. (Giacinto Pannella nella sua Guida illustrata di Teramo afferma 1421-1424) 1440 in un momento di calma il Parlamento teramano lavorò agli Statuti cittadini, che il canonico della Cattedrale Giacomo di Bartolomeo di Leonardo da Teramo trascrisse con cura amorevole. Teramo dal 1436 al 1442 fu governata da Francesco Sforza, la città si caratterizza come Città comunale (precisare circostanze) (Pannella nella sua Guida afferma che Francesco Sforza soggiornò a Teramo dal 1438 al 1443) Dal 1433 al 1448 Nicola da Guardiagrele realizza il Paliotto per il Duomo di Teramo Nel giugno del 1442 il regno di Napoli cade nelle mani degli spagnoli Aragonesi, nell'agosto dello stesso anno 1442 entra all'Aquila Alfonso V d'Aragona che, nel novembre 1443, abbandonato l'assedio di Ascoli se ne venne in Teramo a scacciarvi i presidii Sforzeschi Rapporto tra Teramo e Giosia Acquaviva 1456: forti scosse di terremoto si verificarono negli Apruzzi, specialmente il Citeriore, con rovine di edifici e con la morte di alcuni abitanti. La prima scossa avvenne nella notte tra il 4 e 5 il dicembre e altre ne seguirono nei giorni successivi. In Teramo (scrive lo storico Muzio MuzjMuzio de Mutji, Della Storia di Teramo dialoghi sette, con note di Giacinto Pannella, Teramo, 1893, p. 149), ... gettò a terra molte case, con morte di ducento, e più persone. Rovinarono la chiesa di San Francesco, San Domenico e San Berardino. 1458: morte di Alfonso V d'Aragona: confermati i privilegi delle città demaniali: Lanciano, Teramo, Chieti