Il Codex Fuldensis, noto anche come Codex Victor (Biblioteca di Stato dell'Assia, Codex Bonifatianus I), designato con la lettera F, è un manoscritto del Nuovo Testamento basato sulla vulgata latina realizzato tra il 541 ed il 546. Il codice è considerato il secondo testo in vulgata più importante dell'epoca; è inoltre il più antico manoscritto completo che si basa sul Diatessaron. Esso è risultato importante per la discussione sull'autenticità della 1 Cor 14,34-35Philip B. Payne, Fuldensis, Sigla for Variants in Vaticanus and 1 Cor 14.34-5, NTS 41 (1995) 251-262. e del Comma Johanneum. È uno dei primi manoscritti datati del Nuovo Testamento. Venne corretto sino al 2 maggio 546.F. H. Blackburne Daniell, Victor, Bishop of Capua, in W. Smith and H. Wace, eds., A Dictionary of Christian Biography (4 vols., London, 1877-1887), Vol. 1, p. 1126.
Descrizione Il testo contiene il Diatessaron e i restanti 23 libri teologici del Nuovo Testamento; inoltre include la Lettera ai Laodicesi e una copia del Prologo ai Vangeli Canonici di San Girolamo.
I quattro vangeli sono armonizzati in un'unica narrazione continua, secondo le forme del Diatessaron di Taziano il Siro.K. Aland & B. Aland, Der Text des Neuen Testaments, Deutsche Bibelgesellschaft, Stuttgart 1989, p. 197. Il testo è simile a quello del Codex Amiatinus.Bruce M. Metzger, Bart D. Ehrman, The Text of the New Testament: Its Transmission, Corruption and Restoration, Oxford University Press, New York — Oxford 2005, p. 108. Il testo evangelico armonizzato è preceduto da un indice con un breve sommario dei contenuti, che venne copiato invariato dall'esemplare in latino antico. Da questo si può dedurre che anche la fonte latina mancasse della genealogia di Gesù.
I libri presentati nell'opera sono i seguenti, in sequenza:
Diatessaron Lettere di San Paolo Romani 1-2 Corinti Galati Efesini Filippini 1-2 Tessalonicesi Colossesi Laodicesi 1-2 Timoteo Tito Filemone Ebrei Atti degli Apostoli Lettere cattoliche (ordine tradizionale) Libro dell'Apocalisse
La sezione 1 Cor 14,34-35 è posta nello scritto originale nel margine con un ordine inusuale, coi versetti 36-40 prima dei versetti 34-35, mentre il testo sulla pagina è in ordine normale. Questa si rifà probabilmente alUmlatus vaticano.G. S. Dykes, Using the „Umlauts” of Codex Vaticanus to Dig Deeper, 2006. See: Codex Vaticanus Graece. The Umlauts . Diversi manoscritti occidentali pongono la sezione 1 Cor 14,34-35 dopo 1 Cor 14,40 (manoscritti: Claromontanus, Augiensis, Boernerianus, itd, g). Anche il codex 88, che non è un testo occidentale, pone questa sezione dopo 1 Cor 14,40. Un manoscritto della vulgata fa la medesima cosa (Codex Reginensis). Secondo Metzger l'evidenza del codex è ambigua.Bruce M. Metzger, A Textual Commentary on the Greek New Testament, (Deutsche Bibelgesellschaft, United Bible Societies: 1994), pp. 499-500.
Il testo di San Giovanni omette il Comma Johanneum. Ad ogni modo il prologo della vulgata delle lettere canoniche include un riferimento diretto ad esso.
Storia Vittore di Capua (m. 554) riporta di aver trovato un'armonizzazione evangelica in latino antico, che egli stesso riconosceva essere derivata dal Diatessaron di Taziano. Egli sostituì il testo della vulgata dal latino, prendendo il resto dei testi dalla vulgata standard. Bonifacio acquisì il codice e nel 745 lo diede al biblioteca monastica (Abb. 61) di Fulda, dove ancora oggi si trova (da cui il nome del codice).Bruce M. Metzger, The Early Versions of the New Testament (Oxford 1977), p. 335. Esso è stata la fonte principale per le armonizzazioni vernacolari dei vangeli in alto-tedesco antico, in franco orientale ed in sassone antico. Secondo Malcolm Parkes, le glosse all'Epistola di Giacomo sarebbero state manoscritte da San Bonifacio in persona.
Il Codex Sangallensis 56 venne copiato, nel IX secolo, dal Diatessaron del Codex Fuldensis. Anch'esso contiene alcuni estretti degli Atti degli Apostoli.Codex Sangallensis 56 alla Stiftsbibliothek St. Gallen (copia del codex Fuldensis del Diatessaron)
Ernst Ranke pubblicò il testo del codex per la prima volta nel 1868.Ernestus Ranke, Codex Fuldensis. Novum Testamentum Latine Interprete Hieronymo (Lipsiae 1868).
Note
Bibliografia Ernestus Ranke, Codex Fuldensis. Novum Testamentum Latine Interprete Hieronymo (Lipsiae 1868). John Chapman, Notes on the Early History of the Vulgate Gospels (Oxford, 1908), pp. 78–161. Heinrich Joseph Vogels, Beiträge zur Geschichte des Diatessaron im Abendland, Münster 1919, pp. 1–34.
Altri progetti
Collegamenti esterni "Manuscripts of the Bible" (1913) Catholic Encyclopedia Codex Sangallensis 56 at the Stiftsbibliothek St. Gallen (copy of Fuldensis in Diatessaron)
Fuldensis Categoria:Manoscritti della Vulgata