L'uomo verde è un'entità ricorrente in varie credenze pagane anche raffigurata in molti edifici sacri e profani a scopi simbolici e non. Esso consiste nel volto di un uomo i cui baffi e capelli sono composti da foglie che fuoriescono anche dalla sua bocca. Il termine "uomo verde" fu coniato da Lady Raglan, che descrisse i Green Men (letteralmente, appunto, uomini verdi) nell'opera Church Architecture (1939).

Storia L'uomo verde viene generalmente correlato a diverse antichissime entità pagane della natura e della fertilità, come, ad esempio, il dio egizio Osiride, l'uomo selvatico, il discendente di Tammuz/Dumuzi e Atti della mitologia babilonese, e altri soggetti soprannaturali di cui appaiono documentazioni in Italia, Inghilterra, Giappone, Tibet, Nepal, Borneo, Malaysia e Bali.

La più antica raffigurazione in contesto cristiano di un uomo dalla cui bocca fuoriesce della vegetazione si trova sulla tomba di santa Abra, presunta figlia di sant'Ilario. Il sarcofago è conservato a Saint-Hilaire-le-Grand e risale presumibilmente al quarto o quinto secolo dopo Cristo.

L'uomo verde riscontrò particolare importanza fra i celti e i loro parenti italici (umbri) in quanto consiste nella commistione di due simboli ricorrenti nella simbologia celtica, ovvero la testa, simbolo di forza e vigore, e il vischio, che, secondo quanto riporta anche Plinio il Vecchio, veniva tagliato dai druidi celtici con una falce d'oro durante il sesto giorno della luna nuova e veniva successivamente raccolto con dei panni bianchi. Dal momento che il vischio assumeva particolare importanza fra i celti, che lo utilizzavano per curare le malattie, esso divenne un simbolo di forza vitale.

Più tardi, gli uomini verdi divennero molto ricorrenti in diversi edifici sacri e profani risalenti soprattutto fra il Medioevo e la prima età moderna, come confermano diversi scorci, architravi e piedistalli di cattedrali gotiche e alto-gotiche tedesche, inglesi e francesi che raffigurano tali soggetti. Durante il Rinascimento, si decise di usare, a fini decorativi e non più simbolici, immagini simili a quelle dell'uomo verde ove, a volte, il volto umano veniva rimpiazzato da quello di un animale. Tali figure si possono ritrovare in vari manoscritti, oggetti metallici, ex libris e vetrate. Nel Regno Unito, durante il diciannovesimo secolo, la figura del green man tornò in auge come conferma la sua presenza in diversi edifici di stampo neogotico e in diversi progetti del movimento Arts and Crafts. La massoneria ha assurto l'uomo verde a simbolo delle forze elementari della vita e del ciclo di essa. In Italia gli esempi più importanti sono riscontrabili in Sicilia dal periodo normanno, in particolare quello dei capitelli della Chiesa di Santa Maria Alemanna a Messina.

Galleria d'immagini

Note

Bibliografia

Voci correlate Blodeuwedd Driadi Ent Silvano Silvesterkläuse Uomo selvatico

Altri progetti

Categoria:Elementi architettonici dell'architettura religiosa cristiana Categoria:Celti Categoria:Cultura dell'Asia Categoria:Elementi architettonici decorativi Categoria:Ibridi mitologici Categoria:Paganesimo