Il Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei (Già "Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei", noto anche come "Centro Manoscritti"), fondato da Maria Corti nel 1980, è deputato alla conservazione e allo studio del patrimonio archivistico e bibliografico moderno e contemporaneo. Il centro, fra i più importanti in Italia nel suo genere, conserva raccolte di materiale documentario (manoscritti, dattiloscritti, epistolari, prime edizioni, fotografie, disegni, arredi, dipinti e altri oggetti) relativo a scrittori, intellettuali, editori, artisti e scienziati degli ultimi due secoli. Inoltre il Centro dispone di 409 periodici.
Storia Il Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei è un "Centro di Servizio" dell'Università di Pavia. Fondato nel 1980 con Decreto Rettorale del 24 gennaio 1980, fa capo al "Fondo Manoscritti di autori moderni e contemporanei", costituito presso l’ateneo pavese con atto notarile del 18 dicembre 1973 da Maria Corti insieme a un gruppo di studiosi e filologi della scuola pavese.
Il Centro gestisce un archivio di scritti, manoscritti e appunti vari, donati da scrittori e poeti del Novecento a partire dal nucleo originario con manoscritti di Eugenio Montale, Carlo Emilio Gadda e Romano Bilenchi. Tra i più di duecento fondi d'autore conservati si ricordano quelli di Mario Luzi, Guido Morselli, Alfonso Gatto, Alberto Arbasino, Italo Calvino, Anna Banti, Indro Montanelli, Carlo Levi, Umberto Saba, Amelia Rosselli, Giorgio Manganelli, Luigi Meneghello, Antonio Pizzuto, Paolo Volponi, Goffredo Parise, Luigi Malerba.
Il Centro conduce anche una intensa attività editoriale. Dal 1984 cura la pubblicazione (con la casa editrice Interlinea) della rivista "Autografo" e della collana Biblioteca di "Autografo". Con le Edizioni di Storia e Letteratura, Einaudi e altre case editrici, cataloghi, inventari, bibliografie, atti di convegni, edizioni di testi.
La sede
Il centro è ospitato all’interno del complesso dell’ex ospedale San Matteo, sorto a partire dal 1449 e caratterizzato, come molti altri ospedali rinascimentale, dall’impianto a croce. Nel 1932, quando furono terminati i lavori del nuovo policlinico San Matteo, il complesso venne ceduto all’università, il cui palazzo Centrale confinava con l’ex ospedale. Il centro si trova in uno dei cortili porticati, quello di sud-ovest, detto Sforzesco, così denominato delle decorazioni in terracotta raffiguranti la mela cotogna, emblema araldico di Francesco Sforza, realizzate dal cremonese Cristoforo de Stauris. Internamente, quasi tutti gli ambienti presentano ancora l’originaria copertura lignea quattrocentesca.
I fondi archivistici Il centro conserva numerosi fondi archivistici, tra i quali ricordiamo: Fondo Agosti, donato nel 2018 da Stefano Agosti (Caprino Veronese, 1930- Negrar, 2019), docente di Lingua e Letteratura Francese presso l’Università di Venezia, conserva manoscritti e dattiloscritti principalmente di critica letteraria e la corrispondenza di Agosti. Fondo Angelini, raccoglie autografi, manoscritti e parte della corrispondenza di Cesare Angelini (Albuzzano, 1886- Pavia, 1976), presbitero, scrittore e critico letterario, insegnò Lettere presso il seminario di Cesena e poi fu rettore del Collegio Borromeo dal 1939 al 1961. Fondo Antonicelli, che conserva diari, agende, saggi, discorsi, poesie (molte di esse inedite) e molto materiale sia di argomento letterario, sia politico prodotto da Franco Antonicelli (Voghera, 1902- Torino, 1974), poeta, saggista e partigiano.
Fondo Arbasino, donato a più riprese, tra il 1977 e il 1987 da Alberto Arbasino (Voghera, 1930- Milano, 2020), giornalista, scrittore, poeta e critico teatrale, conserva opere manoscritte e dattiloscritte dell’autore, oltre che gran parte della sua corrispondenza. Fondo Bacchelli, conserva materiali riferiti ad alcuni romanzi storici di Riccardo Bacchelli (Bologna, 1891- Monza, 1985), scrittore, drammaturgo, giornalista, traduttore e critico teatrale italiano, fra i principali autori di romanzi storici del Novecento. Fondo Bartolini, donato tra il 2006 e il 2007 dagli eredi di Elio Bartolini (Conegliano, 1922- Varmo, 2006), scrittore, saggista, poeta e partigiano, raccoglie manoscritti e dattiloscritti dell’autore e la sua corrispondenza. Fondo Bellitani, raccoglie l’epistolario e materiali autografi del poeta Umberto Bellitani (Gorgo di San Benedetto Po, 1914– San Benedetto Po, 1999). Fondo Bilenchi, contiene bozze, opere narrative e il ricco epistolario di Romano Bilenchi (Colle Val d'Elsa, 1909– Firenze, 1989), che fu scrittore e giornalista. Nel fondo si conserva anche un quaderno di Elio Vittorini. Fondo Bona, donato a più riprese tra il 1986 e il 2016 da Gian Piero Bona (Carignano, 1926- Moncalieri, 2020), conserva epistole, manoscritti e autografi (alcuni dei quali inediti) del poeta scrittore piemontese. Fondo Buffoni, donato da Franco Buffoni (Gallarate, 1948), poeta, traduttore e accademico, conserva non solo manoscritti, diari, dattiloscritti, registrazioni su nastro e materiali digitali dell’autore, ma anche libri, fotografie, il suo archivio personale e quello della sua famiglia e diverse opere d’arte. Fondo Camerino, donato alla fine degli anni ’70 del XX secolo dalla moglie di Aldo Camerino (Venezia, 1901-1966), che fu un critico letterario, traduttore e scrittore, conserva la corrispondenza e materiali autografi dell’autore. Fondo Casella, conserva numerosi manoscritti, per lo più sulla letteratura italiana delle origini e su quella provenzale e spagnola, la raccolta epistolare e molto materiale bibliografico di Mario Casella (Fiorenzuola d’Arda, 1886- Firenze, 1956), filologo, docente di Filologia Romanza presso l’Università di Firenze e accademico dei Lincei e della Crusca. Fondo Compagnone, donato tra il 2006 e il 2016 dalla moglie di Luigi Compagnone (Napoli, 1915- 1998), giornalista, scrittore, poeta e commediografo, conserva dattiloscritti, una raccolta epistolare, opere a stampa e album fotografici dell’autore. Fondo Cordelli, raccoglie dattiloscritti, manoscritti, materiali riguardo a un romanzo inedito e raccolte di saggi anch’essi non pubblicati di Franco Cordelli (Roma, 1943), donati dall’autore nel 2018. Fondo Corti, formati da manoscritti, autografi, lettere, materiali fotografici e personali della fondatrice del centro: Maria Corti (Milano, 1915- 2002). Fondo De Giorgi, il fondo contiene scritti, corrispondenza, fotografie, locandine e materiale a stampa di Elsa De Giorgi (Pesaro, 1914- Roma, 1997), che fu attrice, regista e scrittrice. Molto ricca è la raccolta di lettere inviate alla De Giorgi da parte di personalità della cultura e politica italiana del secondo Novecento, come Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, Salvatore Quasimodo, Carlo Cassola, Cesare Zavattini, Emilio Cecchi, Goffredo Parise, Anna Banti, Gianna Manzini, Anna Maria Ortese, Raphael Alberti, Miguel Angel Asturias, Alessandro Blasetti, Mario Camerini, Federico Fellini, Luchino Visconti, Vittorio Gassman, Memo Benassi, Alberto Sordi, Silvio D'Amico, Renato Simoni, Giorgio Strehler, Giulio Carlo Argan, Carlo Ludovico Ragghianti, Pietro Nenni, Enrico Berlinguer, Nilde Iotti. Fondo De Marchi, conserva autografi, corrispondenza, documenti e quaderni (alcuni dei quali riportano opere inedite) di Emilio De Marchi (Milano, 1851- 1901), poeta, scrittore e traduttore. Nel fondo si custodiscono anche fotografie e disegni dell’autore e della moglie e del figlio. Fondo Erba, donato nel 2007 da Luciano Erba (Milano, 1922- 2010), poeta, critico letterario, traduttore, scrittore e docente di letteratura Francese presso l’Università Cattolica di Milano, il fondo contiene manoscritti, dattiloscritti, corrispondenza e alcune opere a stampe dell’autore. Fondo Fallacara, giunto al centro nel 1990 per lascito, conserva manoscritti, dattiloscritti e missive del poeta e scrittore Luigi Fallacara (Bari, 1890- Firenze, 1963).
Fondo Flaiano, conserva quaderni, taccuini, fascicoli manoscritti e dattiloscritti, fogli sparsi, appunti di opere non realizzate, corrispondenza, 16 disegni e volumi di Ennio Flaiano (Pescara, 1910- Roma, 1972), sceneggiatore, scrittore, giornalista, umorista, critico cinematografico e drammaturgo italiano. Specializzato in elzeviri, Flaiano scrisse per Oggi, Il Mondo, il Corriere della Sera e altre testate. Lavorò a lungo con Federico Fellini, con cui collaborò ampiamente ai soggetti e alle sceneggiature dei suoi più celebri film. Fondo Gallian, donato nel 2002 dagli eredi di Marcello Gallian (Roma, 1902- 1968), scrittore, giornalista, drammaturgo e pittore, conserva un’ingente mole di manoscritti, dattiloscritti, taccuini, documenti personali e fotografie dell’autore. Fondo Gatto, conserva documentazione, manoscritta e dattiloscritta, epistolario, articoli, volumi, disegni, acquerelli, tele e fotografie di Alfonso Gatto (Salerno, 1909- Orbetello, 1976), poeta, scrittore, pittore, critico d'arte, critico letterario. Fondo Giuliani, raccoglie l’archivio di Alfredo Giuliani (Mombaroccio, 1924- Roma, 2007), poeta, critico letterario, scrittore e docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso il DAMS dell'Università di Bologna, e dal 1980 al 1995 presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Chieti come professore ordinario. Fondo Guarnieri, donato tra il 1996 e il 2010 dagli eredi di Silvio Guarnieri (Feltre 1910- Treviso, 1992), critico letterario e scrittore, conserva la corrispondenza, documenti e fotografie dell’autore.
Fondo Guerra, custodisce manoscritti, dattiloscritti, opere grafiche, edizioni postillate di Tonino Guerra (Sant’Arcangelo di Romagna, 1920- 2012), poeta, scrittore e sceneggiatore. Fondo Lombardi, giunto al centro tra il 1996 e il 2005 per lascito degli eredi di Germano Lombardi (Oneglia, 1925- Parigi, 1992), scrittore, tra i fondatori del Gruppo 63, conserva manoscritti e dattiloscritti, ma anche materiale a stampa, fotografie e diapositive, disegni, musicassette dell’autore. Fondo Longhi, raccoglie l’epistolario, documenti, taccuini e fotografie di Roberto Longhi (Alba, 1890- Firenze, 1970), storico dell'arte, critico d'arte e docente di storia dell'arte prima presso l'Università di Bologna (dove insegnò, tra gli altri, ad Attilio Bertolucci e a Pier Paolo Pasolini, influenzandone la formazione estetica) poi in quella di Firenze, dove fu il professore anche di Carla Lonzi.
Fondo Luraghi, donato nel 2002 dagli eredi di Giuseppe Eugenio Luraghi (Milano, 1905- 1991), dirigente d'azienda italiano, nonché editore e scrittore italiano, noto principalmente per essere stato presidente dell'Alfa Romeo. Il centro conserva la parte “culturale” dell’archivio di Luraghi, mentre quella “economica” fu depositata presso l’Università Bocconi. Il fondo custodisce manoscritti, dattiloscritti, opere letterarie e corrispondenza dell’autore. Fondo Magris, giunto al centro, tra il 1988 e il 2005, per dono di Claudio Magris (Trieste, 1939), scrittore, saggista, traduttore, docente presso l'Università François-Rabelais di Tours e (tra il 1994 e il 1996) senatore. Il fondo contiene materiali autografi relativi alla stesura di alcune opere letterarie dell’autore. Fondo Manganelli, raccoglie l’archivio di Giorgio Manganelli (Milano, 1922- Roma, 1990), scrittore, traduttore, giornalista, critico letterario, curatore editoriale. In esso sono confluiti l’archivio, manoscritti e dattiloscritti delle sue opere, documenti personali, quaderni, traduzioni e fotografie. Fondo Meneghello, donato, tra il 1983 e il 2001, da Luigi Meneghello (Malo, 1922- Thiene, 2007), partigiano, scrittore e docente di Letteratura Italiana presso l’Università di Reading, conserva manoscritti e dattiloscritti delle sue opere, alcune delle quali inedite, appunti, note linguistiche, documenti personali e un fittissimo epistolario.