Biografia Di Ippoboto (greco antico: Ἱππόβοτος) non abbiamo notizie al di fuori di Diogene Laerzio, che è l'unica fonte a citarlo. Secondo Marcello Gigante, tra l'altro, è ormai chiaro che quest'ultimo conoscesse Ippoboto solo per via indiretta, e attraverso anche Filodemo di GadaraM. Gigante, I frammenti di Ippoboto. Contributo alla storia della storiografia filosofica, in Omaggio a Piero Treves, a cura di A. Mastrocinque, Padova, Antenore, 1983, pp. 151 ss..
Opere Proprio da Diogene Laerzio si apprende che avesse scritto Sulle sette (in greco: Περὶ Αἱρέσεων)I 19, II 88. e un Registro dei filosofi (in greco: Τῶν Φιλοσόφων Ἀναγραφή)I 42.. Di essi restano 14 frammenti, tutti citati, appunto, da Diogene.
Ippoboto, secondo una tradizione dossografico-biografica, trattava i filosofi già dai Sette Sapienti e Pitagora fino a Cratete, Menedemo e Zenone, quindi si deduce che scrisse nel III o II secolo a.C. Il suo lavoro includeva elenchi di alunni di ZenoneVII 38. e Timone di FliunteIX 115.. Tra l'altro, Diogene riferisceI 19. che Ippoboto si rifiutò di inserire le scuole cinica, eleatica e dialettica nella sua trattazione. Note
Bibliografia M. Gigante, Frammenti di Ippoboto. Contributo alla storia della storiografia filosofica, in Omaggio a Pietro Treves, a cura di A. Mastocinque, Padova, Antenore, 1983, pp. 151-193.
Voci correlate Eraclito Empedocle Diogene Laerzio Marcello Gigante