La storia della parìa britannica, il sistema di nobiltà presente nel Regno Unito, si estende negli ultimi mille anni. Le origini della paria sono oscure ma mentre i titoli di barone e conte forse precedono la stessa paria, i titoli di duca e marchese furono introdotti nel Regno d'Inghilterra nel XIV secolo. Il titolo di visconte arrivò più tardi, a metà del XV secolo. I pari si riunivano in Parlamento, formando la Camera dei lord.
Nel 1707 il Regno d'Inghilterra e il Regno di Scozia si unirono per formare il Regno di Gran Bretagna. Nel 1801 il Regno di Gran Bretagna e il Regno d'Irlanda si unirono per formare il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda. Queste due unioni diedero vita rispettivamente alla paria di Gran Bretagna e alla paria del Regno Unito.
I pari scozzesi e irlandesi non avevano automaticamente il diritto di sedere nella Camera dei lord e così eleggevano dei pari rappresentativi tra di essi (16 rappresentanti della nobiltà scozzese, eletti ogni legislatura dal 1707 al 1963, e 28 rappresentanti della nobiltà irlandese, eletti a vita dal 1801 al 1922). Successivamente i rappresentanti irlandesi vennero meno con la nascita dello Stato libero d'Irlanda nel 1922Il nuovo Senato dello Stato libero d'Irlanda avrebbe dovuto includere dei Pari eletti tra quelli effettivamente residenti in Irlanda ma il regolamento fu modificato prima della prima effettiva convocazione dello stesso che non previde più membri eletti dalla nobiltà. (ma i rappresentanti già eletti mantennero il seggio fino alla morte, l'ultimo dei quali morì nel 1961) mentre i rappresentanti scozzesi smisero di essere eletti quandi tutti i pari di Scozia ottennero di avere tutti un seggio alla Camera dei Lords con il Peerage Act 1963.
I titoli erano in gran parte ereditari fino all'avvio della regolare creazione di pari a vita dalla seconda metà del XX secolo. L'ultima creazione di un pari ereditario non reale avvenne nel 1984; anche allora venne considerato un caso insolito.
Dopo la legge House of Lords Act 1999 il diritto di sedere e votare venne riconosciuto nella Camera dei lord solo ai pari a vita e 90 pari ereditari eletti tra i pari d'Inghilterra, di Scozia, di Gran Bretagna e del Regno Unito in base a delle quote basate sulla appartenenza politica più due di diritto (il conte maresciallo d'Inghilterra, carica ereditaria del Duca di Norfolk, e il Lord gran ciambellano). Il loro potere era comunque limitato dalle leggi di riforma del 1911 e 1949. Con la legge House of Lords (Hereditary Peers) Act 2026 i rappresentanti della nobiltà britannica sono stati esclusi dalla Camera dei Lords.
Origini feudali La paria ereditaria, così come esiste ora, combina diverse istituzioni inglesi con delle analoghe provenienti da Scozia e Irlanda.
I conti inglesi sono un'istituzione anglosassone. Nel IX secolo il Regno del Wessex fu diviso in contee (shire) e tale sistema fu esteso al resto dell'Inghilterra quando i re del Wessex unificarono il paese. Ogni contea era governata da un conte (ealdorman). Intorno al 1014, le contee furono raggruppate in earldom, ciascuna delle quali era guidata da un notabile del posto, chiamato conte (earl); lo stesso uomo poteva essere il conte di diverse zone. Quando i Normanni conquistarono l'Inghilterra, continuarono a nominare conti, ma non per tutte le contee; il capo amministrativo della contea divenne lo sceriffo. Quello di conte all'inizio era un ufficio politico, con giurisdizione su una parte delle spese legali nella contea; gradualmente quello di conte divenne un titolo onorifico, con uno stipendio di £ 20 all'anno; come la maggior parte degli uffici feudali, quello di conte era ereditario ma i re chiedevano frequentemente ai conti di dimettersi o scambiarsi il titolo. Di solito c'erano pochi conti in Inghilterra ed erano uomini di grande ricchezza nella contea di cui detenevano il titolo, o in una adiacente, ma dipendeva dalle circostanze: durante la guerra civile tra Stefano e l'imperatrice Matilde, furono creati nove conti in tre anni.
Non vi furono duchi tra i regni di Guglielmo il Conquistatore ed Enrico II; erano essi stessi duchi in Francia. Quando Edoardo III d'Inghilterra si proclamò re di Francia, nominò i suoi figli duchi, per distinguerli dagli altri nobili, proprio come i duchi reali sono oggi distinti dagli altri duchi. Successivamente i re crearono marchesi e visconti per ottenere gradazioni d'onore più fini: questi ultimi due erano rispettivamente superiore e inferiore al titolo di conte.
Quando Enrico III o Edoardo I voleva raccogliere denaro tramite le tasse o cercava consigli dai suoi sudditi, ordinavano a grandi uomini di chiesa, conti e altri notabili di partecipare al Magnum Concilium; generalmente ordinava agli uomini minori delle città e delle contee di radunarsi e scegliere alcuni uomini che li rappresentassero. Per l'evoluzione di questo in un sistema di governo, vedi la voce Parlamento; l'ordine inglese dei baroni si evolse da quegli uomini ai quali era stato ordinato individualmente di partecipare ai lavori del Parlamento, ma non avevano nessun altro titolo; i rappresentanti scelti, costituivano la Camera dei comuni. Questo ordine di convocazione, chiamato writ, originariamente non era ereditario e non veniva neppure considerato un privilegio; il destinatario doveva recarsi al Magnum Concilium a proprie spese, votare le tasse su se stesso e sui suoi vicini, riconoscere di essere "tenens in capite del re" (che poteva costargli tasse speciali) e rischiare di essere coinvolto nella politica di corte o che il re gli chiedesse un prestito personale o una benevolenza. La tipologia di convocati variava da Concilium a Concilium; un uomo poteva essere convocato una sola volta e mai più o per tutta la vita. Il suo figlio ed erede avrebbe potuto non essere mai convocato.
Sotto Enrico VI d'Inghilterra, nel XV secolo, poco prima della guerra delle due rose, la partecipazione al Parlamento divenne più un privilegio. La prima rivendicazione del diritto ereditario a un writ proviene da questo regno; così come la prima patente, o carta, che proclamava un uomo barone; durante quel regno i cinque ordini iniziarono a chiamarsi pari; i possessori di titoli più antichi iniziarono a ricevere un onore maggiore rispetto ai pari dello stesso rango di nomina più recente.
Se un uomo possedeva un titolo, gli succedeva suo figlio; se non avesse avuto figli, gli succedeva suo fratello. Se avesse avuto una figlia sola, suo genero avrebbe ereditato le terre di famiglia e di solito la stessa paria; casi più complessi erano decisi a seconda delle circostanze. I costumi cambiarono nel tempo; quello di conte fu il primo titolo ad essere ereditario e si possono tracciare tre diverse regole per il caso di un conte che non lasciava figli ma che aveva diverse figlie sposate. Nel XIII secolo, il marito della figlia maggiore ereditava automaticamente i beni; nel XV secolo, il titolo tornava alla Corona che poteva riassegnarlo (spesso al genero maggiore); nel XVII secolo non sarebbe ereditato da nessuno a meno che tutte le figlie tranne una fossero morte senza discendenti, nel qual caso la figlia rimanente (o il suo erede) avrebbe ereditato.
Dopo che Enrico II divenne signore d'Irlanda, lui e i suoi successori iniziarono ad applicare anche lì il sistema inglese com'era ai loro tempi. I conti irlandesi furono creati per la prima volta nel XIII secolo e i Parlamenti irlandesi iniziarono a riunirsi con sette baroni del Parlamento nel XV secolo. I pari irlandesi si trovavano in una posizione politica particolare; poiché erano soggetti al re d'Inghilterra, ma pari di un regno diverso, potevano sedere nella Camera dei comuni inglese, cosa che molti fecero. Nel XVIII secolo, le parie irlandesi divennero premi per i politici inglesi, limitati solo dalla preoccupazione che potessero andare a Dublino e interferire con il governo irlandese.
Scozia e Irlanda Il Regno di Scozia sviluppò un sistema simile, con differenze nei dettagli. I primi conti scozzesi derivano dai sette mormaer, un titolo nato nella notte dei tempi; essi furono nominati conti dalla regina Margherita. Il Parlamento di Scozia era antico quanto quello inglese; l'equivalente scozzese del titolo di barone era chiamato lord del Parlamento.
L'Atto di Unione del 1707 tra il Regno d'Inghilterra e il Regno di Scozia, prevedevano che i futuri pari fossero pari di Gran Bretagna e che le regole relative ai pari dovessero seguire il modello inglese; poiché in proporzione c'erano molti più pari scozzesi, l'atto concesse ai pari scozzesi di eleggere tra di loro dei rappresentanti che sedessero nella Camera dei lord britannica. L'Atto di Unione del 1800 stabilì la creazione della paria del Regno Unito a condizione che potessero essere ancora creati titoli nella paria d'Irlanda; i pari irlandesi erano preoccupati che i loro titoli fossero diluiti in premi economici e insistettero sulla creazione di un titolo nella paria irlandese solo dopo l'estinzione di tre titoli irlandesi fino a quando non fossero rimasti solo cento titoli. All'inizio del XIX secolo, le creazioni irlandesi erano più frequenti di quanto consentito. La prassi era però destinata a cambiare; tra il 1863 e il 1898 furono creati solo tre titoli e dal 1898 non ne fu creato nessuno.
Monarchi Plantageneti e Tudor Il modo di convocare i baroni al Magnum Concilium fu influente nello sviluppo della paria. I dignitari ecclesiastici e i baroni maggiori venivano convocati da un atto di convocazione (writ of summons) emesso direttamente dal re, mentre i baroni minori venivano convocati attraverso gli sceriffi locali. Un tale sistema esisteva già nel 1164, quando Enrico II non emise una convocazione personale a Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury, dopo che si era impegnato con lui in un conflitto sui diritti della Chiesa, ma la fece inviare tramite uno sceriffo. Per il resto del XII secolo la linea di demarcazione tra baroni convocati da lettere indirizzate a loro e baroni convocati attraverso gli sceriffi divenne ben definita, ma la Corona a volte sottoponeva arbitrariamente i baroni maggiori all'essere convocati tramite gli sceriffi. Nella Magna Carta re Giovanni, affermava che "faremo severamente convocare gli arcivescovi, i vescovi, gli abati, i conti e i baroni maggiori, dalle nostre lettere". Concordò anche che i baroni minori sarebbero stati "in generale convocati, attraverso i nostri sceriffi e ufficiali giudiziari".
I baroni maggiori continuarono a essere regolarmente convocati al Consiglio del re. Nel 1254, i baroni minori cessarono di partecipare al Magnum Concilium e presero a essere rappresentati da cavalieri, due dei quali scelti in ogni contea. Il Magnum Concilium alla fine si trasformò nel moderno Parlamento. Nel 1295 venne definito Model Parliament; i maggiori baroni e i prelati erano convocati individualmente, mentre ogni contea eleggeva due cavalieri e ogni città sufficientemente popolata eleggeva due borghesi. Alla fine gli alti prelati e i baroni formarono la Camera dei lord, mentre i cavalieri e i borghesi la Camera dei comuni.