Pax vobiscum (sit) è una locuzione latina che trae origine dal Nuovo Testamento. L'espressione è nota con la sua traduzione La pace sia con voi. Nota è anche l'espressione simile Pax tecum, in italiano la pace sia con te. Infatti Gesù si rivolge con questo saluto agli apostoli in un incontro successivo alla Risurrezione (Luca «Dum haec autem loquuntur, ipse stetit in medio eorum et dicit eis: "Pax vobis!"». Traduzione (CEI): «Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!"» Giovanni «Cum esset ergo sero die illa prima sabbatorum, et fores essent clausae, ubi erant discipuli, propter metum Iudaeorum, venit Iesus et stetit in medio et dicit eis: "Pax vobis!".». Traduzione (CEI):«La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!".»). La frase è una traduzione dalla Vulgata del greco "εἰρήνη ὑμῖν (ᾖ)" (traslitterato eirēnē ymin (ē)), che ha il medesimo significato.

Analisi Pax è il soggetto della frase seguito da vobiscum (o tecum) complemento di compagnia (da notare come in latino la preposizione cum con i pronomi personali diventa enclittica). È sottinteso il predicato sit, che in italiano corrisponde a "sia", cioè la terza persona singolare del verbo essere al congiuntivo (in questo caso esortativo) attivo.

Varianti bibliche simili La locuzione si rifà da un uso ebraico: appaiono infatti espressioni simili in vari passi dell'Antico Testamento, ad esempio in Giudici «Dixitque ei Dominus: "Pax tecum, ne timeas, non morieris!"». Traduzione (CEI): «Il Signore gli disse: "La pace sia con te, non temere, non morirai!"»; «Cui respondit senex: "Pax tecum sit! Ego praebebo omnia, quae necessaria sunt; tantum, quaeso, ne in platea maneas".» Traduzione (CEI):«Il vecchio gli disse: "La pace sia con te! Prendo a mio carico quanto ti occorre; non devi passare la notte sulla piazza".» Paralipomeni «Spiritus vero induit Amasai principem inter triginta, et ait:/"Tui sumus, o David,/et tecum, fili Isai!//Pax, pax tibi/et pax adiutoribus tuis;/te enim adiuvat Deus tuus"./Suscepit ergo eos David et constituit principes turmae.» Traduzione (CEI):«Allora lo spirito invase Amasài, capo dei Trenta:/"Siamo tuoi, Davide;/con te, figlio di Iesse!/Pace, pace a te,/pace a chi ti aiuta,/perché il tuo Dio ti aiuta."/Davide li accolse e li costituì capi di schiere.», Daniele «et dixit: "Noli timere, vir desideriorum; pax tibi, confortare et esto robustus". Cumque loqueretur mecum, convalui et dixi: "Loquere, domine mi, quia confortasti me".» Traduzione (CEI): «e mi disse: "Non temere, uomo prediletto, pace a te, riprendi forza, rinfrancati. Mentre egli parlava con me, io mi sentii ritornare le forze e dissi: "Parli il mio signore perché tu mi hai ridato forza."». Tipico di San Paolo è il saluto Gratia vobis et pax a Deo Patre nostro et Domino Iesu Christo, in italiano Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo (vedi Romani , Corinzi I Corinzi II etc.).

Nella cultura moderna Oggi l'espressione Pax tecum (o tradotto "la pace sia con te") è usata come saluto liturgico che accompagna il segno della pace. Invece la locuzione "Pax vobiscum" (con la sua traduzione) è ripetuta nella messa. Ne I promessi sposi un "La pace sia con voi" viene pronunciato da Fra Cristoforo (riga 5 del VII capitolo), salutando Lucia e Agnese dopo lo sfortunato incontro con Don Rodrigo.

Note

Categoria:Frasi latine