Dopo la laurea in filosofia all'Università degli Studi di Milano con una tesi in filosofia medievale, dedicò i suoi studi in particolare alla filosofia naturale di Thomas Hobbes e all'influenza del cartesianesimo in Inghilterra.

Biografia Nato a Milano nel 1933, si laureò in filosofia nel 1957 presso l' Università degli Studi di Milano, con uno studio di filosofia medievale sotto la guida di Mario Dal Pra. Nel 1969 fu chiamato alla cattedra di Storia della filosofia come professore associato alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Milano; nel 1973 è professore ordinario, a capo della seconda cattedra di storia della filosofia. Nel 1984 succede a Mario Dal Pra per la stessa cattedra. A partire dal 1986 guidò il Dipartimento di Filosofia nella sua Università. Nel 1987 fu nominato Direttore del Centro per gli studi del pensiero filosofico nei secoli XVI e XVII collegati a questioni scientifiche, un ramo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Pacchi è stato editore della rivista Il Movimento di Liberazione in Italia dal 1957 al 1962, dove ha pubblicato numerose recensioni, alcune delle quali sono apparse in altre lingue.E. I. Rambaldi, La "Rivista" di Mario Dal Pra, palestra scientifica dei primi allievi, in Annamaria Loche, Maria Luisa Lussu (edited), Saggi di Filosofia e Storia della Filosofia: scritti dedicati a Maria Teresa Marcialis, Milan, pp.195-222. Rambaldi offers a detailed analysis of the contributes by Arrigo Pacchi to Dal Pra's Rivista. Concerning the activity of Arrigo Pacchi as historian of the Italian Liberation Movement, see the obituary of Arrigo Pacchi in Italia Contemporanea, n.175, 1989, p.3 written by Giorgio Vaccarino. About the translations of the reviews Pacchi wrote, see in “Revue d’Histoire de la Deuxieme Guerre Mondiale”, 48, October 1962, pp.101-103. È diventato nel 1982 condirettore della Rivista di Storia della Filosofia, fondata da Mario Dal Pra nel 1947. Pacchi morì nel gennaio 1989 a Milano, all'età di 55 anni.Mario Dal Pra, La Morte di Arrigo Pacchi, in “Rivista di Storia della Filosofia”, 1989, vol.44, n.1, 1989, pp.I-IV

Opera Il primo lavoro di ricerca di Pacchi fu la sua tesi accademica dedicata allo studio di Giovanni di Jandun.James. B. South, John of Jandun, in Jorge J.E. Gracia, Timothy B. Noone (editors), A Companion to Philosophy in the Middle Ages, the Blackwell Publishing Company, Oxford, 2002, pp.372-375. Pacchi’s Note sul commento al De Anima di Giovanni di Jandun, in “Rivista Critica di Storia della Filosofia”, appear in the short bibliography at the end of the article. Tra il 1958 e il 1960, Pacchi scrisse numerosi articoli sul filosofo francese che apparvero sulla Rivista Critica di Storia della Filosofia. Pacchi indirizzò quindi i suoi sforzi intellettuali allo studio della storia della filosofia moderna, prestando particolare attenzione alla personalità filosofica di Thomas Hobbes. Uno dei risultati del suo lavoro in questa direzione fu il libro, pubblicato nel 1965 dalla casa editrice "La Nuova Italia", Convenzione e ipotesi nella formazione della filosofia naturale di Thomas Hobbes.

Nel 1971 Pacchi pubblicò una breve monografia intitolata Introduzione a Hobbes.A. Pacchi, Introduzione a Hobbes, Bari 1971. Il libro ha fornito un resoconto dello sviluppo intellettuale di Hobbes, dalla sua traduzione de La guerra del Peloponneso, ai dibattiti degli ultimi anni inclusa la scrittura di Behemoth, l'opera sulla guerra civile ingleseSee J. Bernhardt, review of Introduzione a Hobbes, in “Revue Philosophique de la France et de l’Etranger”, vol.166, n.4, 1976, pp.480-482.. Successivamente Pacchi studiò il dibattito culturale in Inghilterra nel XVII secolo, con particolare attenzione all'influenza di René Descartes The content of the first chapter of Cartesio In Inghilterra, appeared for the first time on the "Rivista Critica di Storia della Filosofia" in 1971. (A. Pacchi, Henry More Cartesiano, in RCSF, vol.26, n.1, (January–March 1971), pp.3-19, and RCSF, vol.26, n.2, (April–June 1971), pp.115-140). Al termine delle sue ricerche sull'argomento, Pacchi pubblicò Cartesio in Inghilterra nel 1973.A. Pacchi, Cartesio in Inghilterra, Bari 1973. pp.XIV-XV. Nel 1976 contribuisce al volume collettivo "La Filosofia Moderna, Dal Quattrocento al Seicento", a cura di Mario Dal Pra, con quattro saggi. Erano dedicati, rispettivamente, alla filosofia della natura in Inghilterra da Fludd a Harvey, a Hobbes e ai trattati politici nel XVII secolo, alla Cambridge Platonic School e ai Latitudinari, e infine a Locke e la filosofia sperimentaleA. Pacchi, La filosofia inglese da Fludd ad Harvey, chapter 22, pp.495-504; Hobbes e la trattatistica politica, chapter 23, pp.505-527; Platonici di Cambridge e Latitudinari, chapter 30, pp.675-687; La filosofia sperimentale e John Locke, chapter 31, pp.689-715; in M. Dal Pra (edited), Storia della Filosofia, vol.VII, Milan 1976.. Pacchi dedicò inoltre la sua attenzione a nuovi problemi e nuovi autori nella storia della filosofia, successivamente pubblicando il libro La Materia, una storia concisa del concetto di materia, dagli inizi del concetto nell'antica Grecia alla ridefinizione dei significati del termine nel XIX e XX secolo.A. Pacchi, La Materia, Milan, 1976

Nel 1978, Pacchi curò una antologia dei maggiori filosofi materialisti del XIX secolo. Pacchi scrisse che, "nonostante la loro generale diffidenza verso la filosofia, i materialisti tedeschi ebbero due numi tutelari, sovente citati anche se non sempre compresi a fondo: Schopenhauer e Feuerbach. L’accostamento può sorprendere, ma non più di tanto, se si considera che questi due pensatori diedero voce, da posizioni pur molto lontane tra loro, alla più vivace e intransigente reazione anti-idealistica che si sia espressa in Germania nel secondo quarto del secolo”See A. Pacchi, Materialisti dell’Ottocento, p.16. “Nonostante la loro generale diffidenza verso la filosofia, I materialisti tedeschi ebbero due numi tutelari, sovente citati anche se non sempre compresi a fondo: Schopenhauer e Feuerbach. L’accostamento può sorprendere, ma non più di tanto, se si considera che questi due pensatori diedero voce, da posizioni pur molto lontane tra loro, alla più vivace e intransigente reazione anti-idealistica che si sia espressa in Germania nel secondo quarto del secolo.”.

Nel 1979 Pacchi scrisse un saggio sul materialismo di Schopenhauer, come parte di un'opera di vari autori sull'eredità dell'illuminismo.A. Pacchi, Schopenhauer tra Illuminismo e Materialismo, in “Eredità dell’Illuminismo”, Bologna 1979, pp.203-230.

Del 1983 è una sua Introduzione alla lettura del Saggio sull'intelletto umanoA. Pacchi, Introduzione alla lettura del Saggio sull’Intelletto Umano di Locke, Milano, 1983. A second, revised edition, edited by Francesco Tomasoni, appeared in 1997. As Tomasoni underlines, in the introductory note, the published text came out of the recordings of the lessons Pacchi actually gave during the Academic Year 1982-1983. di Locke. Il libro concepito con finalità didattiche è stato il secondo lavoro su Locke dello studioso.The first was the article Pacchi wrote for the VII volume of the history of philosophy edited in 1976 by Mario Dal Pra. The article, titled La filosofia sperimentale e John Locke, gives significant heed to the political and religious themes in Locke’s philosophy (pp.694 – 705), perceiving such questions as a key to earn some new insight on the making of the masterwork of the English philosopher. (See p.706: It is a fact that Locke himself connected the studies whose outcome was the Essay on Human Understanding to the need of defining the limits of knowledge in relation to what his friend Tyrrel will note down as related to “the principles of moral and of revealed religion”).

Dal 1981 al 1988 Pacchi tornò allo studio della filosofia di Thomas Hobbes. Il primo indizio dei suoi rinnovati interessi su questo argomento è un contributo che ha dato al Congresso Internazionale su "Coscienza civile ed esperienza religiosa nell'Europa Moderna".The relation by Pacchi was titled Hobbes e la Bibbia, published in 1983 in Brescia. Concerning the growing interest of Pacchi about Hobbes and religion, see, besides, A. Pacchi, review of R. Polin, Hobbes, Dieu et les hommes (Paris, 1981), in “Rivista Critica di Storia della Filosofia”, XXXVIII, 1983, pp.233-237. In his analysis of the work of the French author, Pacchi, while acknowledging the fine sensibility of Polin, underscores the difficulty to generalize a method he looks upon with some suspicion. Possiamo percepire qui uno spostamento degli interessi dello studioso italiano verso il ruolo della religione sulla filosofia politica matura dell'autore del Leviatano. Pacchi pubblicò poco dopo, un contributo in omaggio a Mario Dal Pra intitolato Hobbes e il Dio delle cause.See La Storia della Filosofia come sapere critico. Studi offerti a Mario Dal Pra, Milano 1984, pp.295-307. Durante questo periodo, Pacchi è autore di numerosi lavori su Hobbs, tra cui Filosofia e Teologia a Hobbes,Milan 1985. Hobbes e la Potenza di Dio,Sopra la volta del mondo. Onnipotenza e Potenza Assoluta di Dio tra Medioevo ed Età Moderna. Bergamo 1986, pp. 79-91. Hobbes e la Teologia,“Ragioni Critiche” IV, 1988, n.5-6, pp.36-41. Alcune linee guida nella teologia di Hobbes,“Hobbes Studies”, II, 1989, pp.87-103. Hobbes e filologia biblica al servizio dello statoin "Topoi", 7, 1988, pp.231-239. An Italian version of the same article was published in Antropologia biblica e pensiero moderno, Atti del Convegno Internazionale (Modena 15–17 September 1988). “Annali di Storia dell’Esegesi”, 7, 1990, pp.277-292..

Prima di morire Pacchi lavorava all'apparato di note e all'introduzione per una nuova traduzione italiana del Leviatano,See Agostino Lupoli, Alcune note di Arrigo Pacchi e Bibliografia dei suoi scritti, in “ACME”, vol.XLV, 2, 1992, pp.105-119. ma non riuscì a concludere il lavoro.

Metodologia