Allievo di Michael Maier, è noto per essere l'autore del Viridarium Chymicum, una sorta di «enciclopedia pittorica dell'alchimia del XVII secolo».The Hermetic Garden of Daniel Stolcius, note e introduzione di Adam McLean, trad. ingl. di Patricia Tahil, vol. 5 di Magnum Opus, Edimburgo, Magnum Opus Sourceworks, 1980.

Biografia Stolcius si formò soprattutto a Praga e Marburgo, come studente dell'alchimista Michael Maier. Ebbe rapporti anche con Sendivogius, mentre nel 1623 in Inghilterra conobbe il filosofo ermetico Robert Fludd, e lo scienziato inventore Cornelius Drebbel.Karin Figala, «Stolcius von Stolzenberg», in Alchemie. Lexikon einer hermetischen Wissenschaft, pag. 348, Monaco, C.H.Beck, 1998.

A Oxford scrisse il Chemischer Lustgärtlein (Giardinetto chimico), in cui deplorava la sventura bellica toccata alla Boemia, sua terra di origine, apponendolo poi come prefazione al suo Viridarium Chymicum, pubblicato nel 1624 da Lucas Jennis a Francoforte. Questo trattato ebbe così tanto successo che ne fu pubblicata una traduzione tedesca subito dopo.Frances Amelia Yates, The Rosicrucian Enlightenment, pag. 123, Routledge, 2001.

Nel 1632 si recò a Costantinopoli. Nel 1635 incontrò Comenius a Leźno, in Polonia, continuando a spostarsi in varie località, tra cui Danzica, lavorando come medico. Dopo il 1644 scompaiono le tracce su di lui.

Opere

La sua opera più celebre è il Viridarium Chymicum del 1624, un'antologia di emblemi alchemici che comprende 107 incisioni provenienti da testi pubblicati in precedenza da Michael Maier e Johann Daniel Mylius, a cui Stolcius aggiunse delle spiegazioni in forma di epigrammi.

Seguì nel 1627 lHortulus Hermeticus (ovvero Il giardino ermetico), costruito secondo lo stesso modello del Chymische Lustgärtlein. Il libro contiene 160 emblemi, ciascuno relativo all'opera di un filosofo o di un alchimista, con commenti in versi latini di Stolcius.

Note

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