La campagna della Renania si svolse tra il febbraio e il marzo del 1945 nell'ambito dei più vasti eventi del fronte occidentale della seconda guerra mondiale; la campagna fu l'atto di apertura dell'invasione alleata della Germania.
La campagna vide una serie di offensive in successione sferrate dalle forze degli Alleati occidentali ai danni delle residue difese tedesche asserragliate dietro le fortificazioni della Linea Sigfrido. La prima di queste offensive fu sferrata l'8 febbraio dalle forze del feldmaresciallo Bernard Law Montgomery nella Renania settentrionale: l'avanzata iniziale delle unità della First Canadian Army anglo-canadese nella ristretta regione tra la Mosa e il Reno (operazione Veritable) fu inizialmente efficacemente contrastata dai tedeschi, anche se l'attacco il 23 febbraio della Ninth United States Army statunitense lungo il fiume Roer più a sud (operazione Grenade) consentì di sbloccare la situazione.
Lo sforzo di contrastare Montgomery aveva esaurito le risorse dei tedeschi, e quando il 1º marzo fu la volta delle forze statunitensi di Omar Bradley di passare all'attacco nella Renania centrale il fronte si sgretolò: mentre la First United States Army statunitense catturava a sorpresa un ponte sul Reno a Remagen, la Third Army discese lungo la riva settentrionale della Mosella, piegò a sud e prese alle spalle le forze tedesche nel Palatinato, pressate sul fronte dalle forze franco-statunitensi del generale Jacob Devers. Entro il 24 marzo i tedeschi erano stati completamente ricacciati dalla riva occidentale del Reno, mentre gli Alleati si accingevano ad attraversare il fiume e sferrare il colpo finale alla Germania nazista.
Antefatti L'avanzata fino ai confini della Germania
L'alto comando degli Alleati occidentali aveva iniziato a delineare i piani operativi per il superamento della frontiera tedesca e l'attraversamento del fiume Reno nel settembre 1944, quando i reparti anglo-statunitensi, dopo aver liberato Parigi e forzato la linea difensiva allestita dai tedeschi sulla Senna, stavano realizzando avanzate grandiose attraverso la Francia settentrionale e il Belgio. Vari comandanti operativi sul campo, come il britannico Bernard Law Montgomery e lo statunitense Omar Bradley, prediligevano per la continuazione della campagna la strategia del fronte ristretto, concentrando l'assalto in un unico settore del lungo fronte per ottenere uno sfondamento decisivo da cui dilagare nelle retrovie nemiche; piani preliminari stabiliti prima dell'avvio della campagna sul suolo francese andavano in tal senso, prevedendo due potenti attacchi in profondità dentro la Germania diretti l'uno a nord delle Ardenne in direzione della Ruhr e l'altro a sud delle Ardenne verso la Saar, le principali aree industriali della Germania occidentale e cuore dell'industria bellica tedesca..
Gli Alleati rimasero però vittime del loro stesso successo. Il completo collasso della resistenza tedesca aveva consentito agli anglo-statunitensi di avanzare in profondità, portando tuttavia di converso a un consumo di rifornimenti che si rivelò impossibile da sostenere: la catena logistica degli Alleati era troppo esile per alimentare adeguatamente tutte le armate in campo, visto che la maggior parte dei porti sulla costa settentrionale francese era stata distrutta dagli eventi bellici o era ancora occupata da ostinate guarnigioni tedesche. I comandanti alleati iniziarono a rivaleggiare per ottenere i pochi rifornimenti disponibili, e a rivendicare per sé il privilegio di ottenere lo sfondamento decisivo alla volta della Germania; il ritmo dell'inseguimento calò drasticamente, consentendo alla Wehrmacht tedesca di riorganizzarsi.
Alla fine di settembre il tentativo di Montgomery di ottenere uno sfondamento decisivo nei Paesi Bassi tramite un massiccio impiego di forze aviotrasportate (operazione Market Garden) fallì a un passo dal successo lungo il basso corso del Reno ad Arnhem, mentre l'avanzata delle forze di Bradley attraverso le Ardenne e la Lorena fu sanguinosamente arrestata dai tedeschi nel corso delle battaglie della Foresta di Hürtgen e di Metz tra ottobre e dicembre, con le truppe statunitensi rimaste invischiate in una defatigante guerra di logoramento in clima invernale lungo le difese fisse tedesche della Linea Sigfrido. Anche le forze franco-statunitensi del generale Jacob Devers, sbarcate nel sud della Francia in agosto e ricongiuntesi poi all'avanzata generale, segnarono il passo: infranta la resistenza nemica sui Vosgi, alla fine di novembre le unità di Devers raggiunsero il Reno a nord di Basilea e nella zona di Strasburgo, ma il terreno in mezzo a queste due punte avanzate (la sacca di Colmar) rimase in mano ai tedeschi.
Il fronte ampio di Eisenhower
I problemi dell'avanzata spinsero il generale Dwight Eisenhower, comandante supremo delle forze degli Alleati occidentali, ad abbandonare la strategia del fronte ristretto e a prediligere piuttosto la strategia del fronte ampio: i gruppi d'armate alleati sarebbero avanzati in maniera coordinata lungo l'intera estensione del fronte invece di cercare di aprire una breccia in un punto preciso; in particolare, nessun attraversamento del Reno sarebbe stato tentato fintantoché tutti i gruppi d'armate alleati non fossero stati in posizione lungo la sua riva occidentale. Una tale strategia rispondeva a esigenze di carattere militare (evitare che i tedeschi potessero concentrare le loro scarse risorse nel settore di sfondamento, vanificando l'apertura della breccia nel fronte) e logistico (garantire un migliore flusso di rifornimenti alle armate sul campo), ma anche e non secondariamente a esigenze di ordine politico, evitando di prediligere questo raggruppamento di forze rispetto a quest'altro, coinvolgendo nella stessa misura tutte le unità alleate nella lotta finale contro la Germania e mantenendo così intatto l'orgoglio delle singole nazioni; un tema, quello dell'orgoglio nazionale, che era ormai divenuto alquanto sensibile: alla fine del 1944 il Regno Unito doveva faticare per mantenere a pieno organico le sue armate a causa della sempre più grave carenza di risorse umane, mentre ogni mese nuove divisioni statunitensi sbarcavano in Francia spostando sempre di più a favore degli Stati Uniti il bilancio delle forze in campo..
Il piano di Eisenhower per la ripresa dell'avanzata previde una manovra su tre fasi: come prima cosa le forze di Montgomery avrebbero sgombrato dal nemico la Renania settentrionale partendo dalla testa di ponte di Nimega, una striscia di terra occupata dagli Alleati nei Paesi Bassi meridionali tra il Reno a nord e il Waal a sud, lascito dell'operazione Market-Garden; subito dopo, le forze di Bradley avrebbero conquistato la Renania meridionale mentre Devers si occupava di eliminare la sacca di Colmar e sgombrare il Palatinato; infine, Montgomery avrebbe lanciato un massiccio attraversamento del Reno nella zona a nord di Düsseldorf con l'obiettivo di dilagare nelle pianure della Germania settentrionale, mentre Bradley lanciava un attraversamento sul medio corso Reno per disperdere ulteriormente le forze tedesche e avanzare nella Germania centrale.
I piani alleati furono momentaneamente sconvolti quando, il 16 dicembre 1944, la Wehrmacht sferrò una massiccia offensiva contro il fronte di Bradley nel settore delle Ardenne: in un ultimo disperato azzardo di Hitler, le migliori forze corazzate rimaste ai tedeschi colsero di sorpresa gli statunitensi e scavarono un profondo saliente nel loro fronte, pur fallendo l'obiettivo ultimo di piegare a nord, superare la Mosa e tagliare fuori l'intero raggruppamento settentrionale delle forze alleate. La battaglia per l'eliminazione del saliente tedesco nelle Ardenne impegnò le forze statunitensi per un mese, e solo alla fine del gennaio 1945 la linea del fonte fu riportata alla situazione precedente l'attacco; contemporaneamente, un attacco tedesco ai primi di gennaio 1945 in Alsazia contro le forze di Devers (operazione Nordwind) non raggiunse alcun successo strategico. Le Ardenne e Nordwind furono il canto del cigno per le forze tedesche a occidente: il 12 gennaio 1945 l'Armata Rossa sovietica sferrò una grande offensiva in Polonia facendo crollare la linea tedesca, obbligando la Wehrmacht a trasferire precipitosamente le sue forze corazzate sul fronte orientale. Esaurite le ultime spallate dei tedeschi, gli Alleati poterono riprendere i loro piani per l'occupazione della Renania..
Forze in campo Alleati
Verso la fine del gennaio 1945 il fronte occidentale correva lungo una linea continua a partire dal delta del Reno, della Mosa e della Schelda a nord fino al confine con la Svizzera a sud. La forza degli Alleati schierata più a nord era il 21st Army Group di Montgomery, composto da due armate: la First Canadian Army del generale Harry Crerar era posizionata nei Paesi Bassi meridionali, lungo le rive dei fiumi Mosa e Waal e nella testa di ponte di Nimega, mentre la Second Army britannica del generale Miles Dempsey teneva il fronte più a sud sempre lungo l'argine della Mosa, parallelo al confine meridionale tra Paesi Bassi e Germania. Il gruppo d'armate di Montgomery era la formazione alleata più vicina alla regione industriale della Ruhr, il primo degli obiettivi strategici degli Alleati, e per quanto Eisenhower insistesse con la strategia del fronte ampio questa situazione attribuiva al 21st Army Group un ruolo di primo piano nell'avanzata, ruolo che Montgomery era più che intenzionato a difendere per questioni di prestigio nazionale britannico..
La debolezza delle formazioni britanniche, ormai al limite delle risorse umane disponibili, obbligava però Montgomery a richiedere il rinforzo delle truppe statunitensi per condurre le sue ambiziose operazioni offensive: un fattore che limitava il suo "potere contrattuale" nei confronti di Eisenhower, e lo obbligava a temperare le sue richieste. Durante l'offensiva delle Ardenne, per semplificare il sistema di comando, le truppe statunitensi rimaste a nord del saliente tedesco erano passate sotto il comando di Montgomery mentre Bradley aveva conservato il comando delle sole unità a sud del saliente; il britannico avrebbe voluto che questa situazione divenisse permanente, richiesta che inevitabilmente scatenò le ire di Bradley e dei suoi subordinati. Alla fine, come compromesso, Eisenhower acconsentì a lasciare sotto il comando di Montgomery la Ninth United States Army del generale William Simpson, la più settentrionale delle formazioni di Bradley e schierata tra la Mosa e Aquisgrana a sud dell'armata britannica di Dempsey; questa situazione sarebbe perdurata fintantoché il 21st Army Group non avesse completato l'attraversamento del Reno, azione al termine della quale l'armata di Simpson sarebbe tornata sotto il controllo di Bradley.
La parte centrale del fronte alleato era di competenza del Twelfth United States Army Group di Bradley, che dopo la cessione della Ninth Army di Simpson a Montgomery controllava due armate: la First United States Army del generale Courtney Hodges, schierata lungo il confine tra Belgio e Germania ai piedi dell'altopiano dell'Eifel, e la Third United States Army del generale George Smith Patton, posizionata approssimativamente lungo il confine tra Germania e Lussemburgo; le due armate erano state le formazioni più intensamente impegnate durante la recente offensiva delle Ardenne. Completavano lo schieramento alleato le due armate che formavano il Sixth United States Army Group del generale Devers, posizionate nella parte meridionale del fronte: la Seventh United States Army del generale Alexander Patch in Lorena e la 1re armée francese del generale Jean de Lattre de Tassigny in Alsazia..