La Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze (CdLM) nasce il 12 marzo 1893. È l'organizzazione territoriale della CGIL per la provincia di Firenze. I suoi compiti sono regolati dall'articolo 10 dello statuto della CGIL .

Attualmente la sede della CdLM si trova in Palazzo Peruzzi - Bourbon del Monte. Nel 1954 i lavoratori fecero una colletta per comprare il Palazzo e farne la sede del sindacato dopo lo sfratto dalla precedente sede imposto dal governo.

Storia

Dalle origini allo scioglimento 1893 - 1898 Il 12 marzo 1893 nasce la Camera del Lavoro di Firenze. Nei primi anni la Camera del Lavoro (CdL) è impegnata a radicarsi nei territori e tra i lavoratori, organizza e sostiene scioperi e proteste per il riposo settimanale e per il salario. Come nel maggio 1896 quando la CdL offre il proprio appoggio allo sciopero delle trecciaiole guidate da Barsene Conti.

È inoltre tra le prime organizzazioni a porre il tema dei diritti delle donne lavoratrici. Dal 1896 nello statuto della CdL si chiarisce come “il lavoro della donna fosse a parità di produzione retribuito in misura uguale a quello dell'uomo”. Teresa Marchionni, sigaraia, è la prima donna a entrare nella giunta esecutiva della CdL. E già nel 1897 nasce una Federazione femminile.

Si concentra inoltre sul piano educativo e morale con la costituzione di scuole serali e l'organizzazione di conferenze e dibattiti.

Il 12 Maggio 1898 la polizia devasta la sede della Camera del Lavoro, che viene sciolta d'autorità insieme a molte altre organizzazioni operaie e socialiste, come risposta alle agitazioni contro il rincaro del pane.

Dalla ricostituzione alla Prima Guerra Mondiale 1900 - 1914 La CdL viene ricostituita il 23 dicembre 1900, sotto la guidata dai socialisti riformisti. Nei primi anni del XX secolo promuove i primi scioperi generali fiorentini. Il 31 agosto 1902 viene proclamato sciopero generale cittadino in sostegno delle lotte al Pignone in cui per la prima volta nel contesto fiorentino le maestranze mettono in discussione la fedeltà e la subordinazione alla direzione. Il 18 settembre 1904 la CdL aderisce allo sciopero generale politico lanciato dalla Camera del Lavoro di Milano. Il gruppo dirigente fiorentino non è però convinto della scelta, anche per le dure rappresaglie subite dopo quello del 1902, e lo promuove sotto pressioni esterne. Lo sciopero a Firenze ha, anche per questo, adesioni limitate.

A causa delle dure conseguenze di due scioperi generali il movimento operaio segna un periodo di difficoltà. Dal 1906 si registra invece un aumento della conflittualità sociale e delle lotte operaie, dagli scioperi di muratori e manovali a quelli dei contadini durante la vendemmia. Per continuare l'anno seguente con le proteste dei parrucchieri e soprattutto con lo sciopero dei tranvieri contro i licenziamenti e i diritti sindacali, avviato il 17 novembre 1907. La vertenza dura quasi quattro mesi e mette a dura prova la capacità di direzione della CdL guidata per tutto il periodo considerato da Sebastiano Del Buono.

Il 29 settembre 1906 la CdL di Firenze partecipa a Milano al Congresso di costituzione della Confederazione Generale del Lavoro (CgdL).

L'8 giugno 1914 la Camera del Lavoro proclama sciopero generale per l’uccisione di due dimostranti e il ferimento grave di un altro ad Ancona da parte della polizia durante un comizio antimilitarista, prende così avvio anche a Firenze la cosiddetta “settimana rossa”. Il 10 giugno 1914, circondata dalla polizia, la Camera del Lavoro si arrende e accetta la cessazione dello sciopero.

Dal biennio rosso all'avvento del fascismo 1919 - 1922 Dopo la guerra, la Camera del Lavoro, ormai diretta dai socialisti intransigenti, radicalizza la sua azione politico-sindacale. Il 3 luglio 1919 guida gli scioperi contro il carovita. La CdL si organizza stabilendo i prezzi delle merci di prima necessità e di fatto assumendo il governo della città. Di fronte alla repressione la CdL dichiara la fine dello sciopero, ma i manifestanti non lasciano le strade. Il 7 luglio la situazione torna regolare grazie ad un accordo tra comune e CdL per il controllo calmierato dei prezzi. Le mobilitazioni continuano nei mesi successivi e fino al settembre 1920 quando si arriva alle occupazioni delle fabbriche.

Nel 1921 la Camera del Lavoro è impegnata, insieme a tutto il fronte socialista, a reagire alle violenze fasciste. Il 27 gennaio proclama sciopero generale contro le azioni sempre più gravi delle squadracce. I fascisti cercano di attaccare la Camera del Lavoro, ma essendo presidiata dalla polizia decidono di cambiare l'azione. Il 27 febbraio viene ucciso dai fascisti Spartaco Lavagnini, segretario regionale ferrovieri e militante comunista. Quello che segue sono altre giornate di proteste: la cosiddetta Battaglia di Firenze, durante la quale i fascisti devasteranno, con la connivenza della forza pubblica la sede della CdL e della FIOM (1 marzo).

Dopo questa data l'attività della Camera del Lavoro si fa via via più rarefatta. Il 28 giugno 1922 organizza l'ultimo sciopero contro i licenziamenti e la riduzione dei cottimi. Pochi mesi dopo la marcia su Roma avvia l'epoca della dittatura fascista. La Camera del Lavoro perde ogni capacità di azione per sciogliersi tra 1924 e 1925.

Dalla dittatura alla Liberazione 1922 - 1944 Con la salita al potere di Mussolini le possibilità di libera associazione sindacale si assottigliano sempre più. Nelle fabbriche i sindacalisti rischiano continue bastonature e licenziamenti, le Commissioni Interne vengono sciolte e sostituite da organizzazioni fasciste. Rimangono sparute attività come quando il 1 Maggio 1923 alle Officine Muzzi il 25 per cento degli operai non si presenta al lavoro, nonostante la festa sia stata abolita dal regime.

Nel luglio 1943, a seguito dell'arresto di Mussolini, nei principali luoghi di lavoro si tenta di ricostituire le Commissioni Interne che ai primi di settembre sono già 47. Il processo sindacale si interrompe però con l'8 settembre e l'occupazione nazista.

Il 3 marzo 1944 anche a Firenze, come in altre parti d'Italia, viene organizzato lo sciopero generale contro l'occupazione tedesca. Dopo lo sciopero a Firenze, sono effettuati rastrellamenti per le strade e in particolare nei quartieri operai di Rifredi e popolari dell'Oltrarno. Oltre 300 persone sono deportate in Germania, dove circa l'80 per cento troverà la morte.

Gli anni della ricostruzione 1944 - 1947 Il 27 settembre 1944 viene ricostituita la Camera del Lavoro (ora CCdL ovvero Camera confederale del lavoro)Gli eventi indicati, in assenza di altro riferimento sono tratti fino, al 1969, da Fabio Bertini, La Camera del Lavoro di Firenze. Cronologia del secondo dopoguerra (1944-1969), in Zefiro Ciuffoletti, Mario Giuseppe Rossi, Angelo Varni, La Camera del Lavoro di Firenze dalla Liberazione agli anni settanta, Napoli, ESI, 1991.. Il 23 febbraio 1945 celebra il I Congresso Provinciale: 118 delegati in rappresentanza di 87.000 iscritti. Il direttivo è composto da 16 membri. Tra essi solo una donna, la comunista Albertina Pistolesi, in rappresentanza della Consulta femminileAlessandro Del Conte, L'esperienza unitaria. 1944-1948, in Zefiro Ciuffoletti, Mario Giuseppe Rossi, Angelo Varni, La Camera del Lavoro di Firenze, cit..

La guida della Camera del Lavoro è strettamente nelle mani dei comunisti e lo resterà anche negli anni successivi. I primi impegni della neonata Camera confederale del Lavoro sono un ufficio di collocamento, un'assistenza previdenziale e sociale e la distribuzione dei viveri. Per i mesi successivi l'azione sindacale riguarda invece i salari e il potere di acquisto dei lavoratori, ma soprattutto sostenere la ripresa della produzione. Si tratta di un periodo di «collaborazionismo produttivo». La CGIL, arriva a convincersi che promuovere l'innovazione del sistema produttivo sia già di per sé un avanzamento per i lavoratori.

La Camera del Lavoro è particolarmente impegnata per cercare di dar risposta e rappresentanza, con risultati altalenanti, ai tanti disoccupati della provincia. L'11 gennaio 1946, ad esempio, convoca un'assemblea con 3.000 disoccupati. Tra i disoccupati prende però campo l'idea che fosse giusto allontanare le donne al lavoro per permettere nuove assunzioni. La CCdL non fa propria questa posizione anche per l'azione della Commissione consultiva femminile, ma tensioni non mancano soprattutto nel settore bancario.

Tra il 2 e il 6 maggio 1947 si tiene il III Congresso della CCdL. Si tratta dell'ultimo congresso unitario. Anche la Camera del Lavoro subisce poco dopo le scissioni che a livello nazionale daranno vita alla CISL e poi alla UIL.

Gli anni dell'offensiva padronale 1947 - 1956 A partire dal 1947 prende avvio l'offensiva padronale per il controllo in fabbrica. La CCdL è in difficoltà, incapace di accettare la fine del precedente periodo di collaborazione e di trovare la giusta mediazione tra lotta aziendale e lotta politica generale. La conflittualità si concentra quindi soprattutto in scioperi politiciRelazione per il V Congresso della CCdL di Firenze (ACRT, ASCCF, Serie 3 “CCdL Affari Generali”, Titolo “Corrispondenza e circolari”, Anno 1952, N. Segn. 1A). come nel settembre 1954 quando proclama sciopero generale per protestare contro il Comune che rifiuta al PCI il Parco delle Cascine per la Festa Nazionale de «l'Unità».

In questi anni sono numerose le vertenze contro i licenziamenti e i tentativi di chiusura. Il 28 novembre 1950 alla Richard-Ginori i lavoratori si oppongono aa 338 licenziamenti e occupano la fabbrica per quasi due mesi. Mentre il 17 novembre 1953 si arriva all'occupazione del Pignone, all'interno della vertenza contro la decisione della proprietà di chiudere la fabbrica,la vertenza si chiuderà, non senza pesanti conseguenze per la CGIL, quando l'azienda viene rilevata dall'ENI di Enrico MatteiPer ripercorrere la cronaca di quei mesi cfr. Francesca Taddei, Il Pignone di Firenze. 1944/1954, Firenze, La nuova Italia, 1980. Si veda anche https://www.youtube.com/watch?v=XS0LkLHFSPg.

Il 16 luglio 1956 la Camera del Lavoro organizza l'importante sciopero delle fiascaie. È una lotta difficile che mette in discussione tutta una serie di stereotipi ben presenti nella stessa classe operaia, che presenta enormi difficoltà per organizzare lavoratrici sparse sul territorio e rappresenta un primo cambio di passo nelle pratiche sindacali.

Il ritorno della centralità di fabbrica 1957 - 1965 I fallimenti di alcuni scioperi politici e l'avvio di una nuova fase in CGIL, dopo la sconfitta alla FIAT di Torino del 1955, apre lo spazio per i rinnovatori (come Elsa Massai) che chiedono di concentrarsi sulle effettive condizioni di lavoro e le richieste dei lavoratoriA settembre 1956 la Commissione Esecutiva approva una mozione conclusiva in cui si cerca di recuperare il tempo perduto: «la Commissione Esecutiva – vi si legge – richiama l'organizzazione sindacale alla necessità di approfondire la conoscenza degli sviluppi della tecnica e dei metodi di organizzazione delle aziende» (Mozione conclusiva della Commissione Esecutiva della CCdL di Firenze del 19 settembre 1956 (ACRT, ASCCF, Anno 1956, Busta 36, Fasc. 2/10 “Camera confederale del Lavoro – Segreteria”, p. 3)..

In questi anni gli eventi sindacali di maggior rilievo sono lo sciopero in solidarietà della Galileo sgomberata dalla polizia durante le lotte contro 980 licenziamenti (27 gennaio 1959)Per una più attenta cronaca di quei mesi cfr.: Valerio Cantafio, Gali un anno di lotte, Firenze, Litografia della Camera del Lavoro, 1993. , gli scioperi alla SIME contro i provvedimenti disciplinari aziendali (15 febbraio 1961) e l'occupazione dello stabilimento Acqua Panna (1 luglio 1962).