L'assedio di Cuneo del 1691 fu un fatto d'armi svoltosi tra i francesi di Luigi XIV ed i piemontesi di Vittorio Amedeo II di Savoia.
Antefatto Dopo l'invasione del Piemonte, dovuta al rifiuto del giovane duca di Savoia Vittorio Amedeo II di lasciare la piazzaforte di Torino in mani francesi, l'esercito del maresciallo Nicolas Catinat, il migliore maresciallo che l'esercito di Francia poteva vantare in quegli anni, assediò Cuneo.
Per la città pedemontana quello del 1691 era il quinto assedio della sua storia. I Piemontesi si trovavano in inferiorità numerica ed erano scoraggiati dalla devastante sconfitta subita l'anno precedente a Staffarda, ad opera dello stesso Catinat.
L'assedio Il Catinat, occupate due delle principali piazzeforti sabaude, Pinerolo ed Avigliana, decise di occupare anche la cittadella di Cuneo. Egli ordinò al maresciallo Fouquieres di accamparsi ai piedi della città e di stringerla d'assedio. L'attacco furibondo alla cittadella si risolse in un disastro per i francesi, che dovettero ritirarsi nei loro accampamenti desistendo temporaneamente dall'impresa. Catinat, credendo che lo smacco fosse da imputarsi all'imperizia del Fouquieres, ne ordinò la sostituzione con il maresciallo Bulonde (o Bullonde).
Anche il Bullonde non seppe fare di meglio; anzi, abbandonò precipitosamente il campo di battaglia quando apprese la notizia dell'avvicinarsi del principe Eugenio di Savoia alla testa di un corpo di cavalleria inviato a soccorrere la città.
Ritirandosi disordinatamente verso Racconigi i francesi lasciarono sul campo 4300 morti oltre ad innumerevoli bandiere, cannoni e munizioni. L'assedio era durato diciassette giorni appena.Secondo la tradizione, la salvezza della città sarebbe avvenuta tramite l'intercessione del Beato Angelo Carletti di Chivasso, le cui spoglie sono ancora venerate a Cuneo.
Furioso con il maresciallo generale Bulonde, Luigi XIV fece scrivere una lettera cifrata dal suo ministro Louvois a Catinat, in cui ordinava che il generale ritenuto codardo fosse arrestato e rinchiuso nella fortezza di Pinerolo, e che non si mostrasse in pubblico sulla terrazza della prigione se non con una maschera; questo fatto forse fu all'origine della leggenda della Maschera di Ferro. Tuttavia pochi mesi dopo fu rilasciato e rimpatriato.Emile Burgaud et Commandant Bazeries, Le Masque de fer. Révélation de la correspondance chiffrée de Louis XIV, Paris, Firmin-Didot, 1893.Simon Singh, Codici & segreti - La storia affascinante dei messaggi cifrati dall'antico Egitto a Internet, Milano, Rizzoli editore, 1999, pp. 58-59, ISBN 9788817125390.
Note
Voci correlate Eugenio di Savoia Battaglia della Marsaglia
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