Biografia Il Maestro di San Verecondo è un pittore anonimo italiano attivo nel primo trentennio del XV secolo, la cui identità rimane sconosciuta. Il nome convenzionale deriva da una pala d'altare raffigurante San Verecondo, conservata presso la Pinacoteca Civica "Bruno Molajoli" di Fabriano. Pala raffigurante la Madonna col Bambino tra i santi Agostino e VerecondoPinacoteca Civica Bruno Molajoli, Fabriano, breve biografia..
La riscoperta di questa personalità è legata alle intuizioni di Miklós Boskovits e di Federico Zeri.
Viene ipotizzata una sua etraneità al contesto fabrianese dato che la sua produzione è declinata a una sintassi formale nutrita di locuzioni sanseverinati e camerti, esprimendosi a Fabriano con modalità ingnare degli indirizzi stilistici comuni alla tradizione locale.
Inizialmente il nucleo più antico delle sue opere veniva collegato attributivamente ai Salimbeni per i richiami alla tradizione sanseverinate, ad esempio il Santo Stefano della Pinacoteca Vaticana, l'Incoronazione di Maria Vergine del Museo del Lussemburgo, la Crocefissione di Zagabria e il disperso trittico della chiesa di Cerreto d'Esi (ques'ultimo da ritenersi la sua primaria opera risalente agli albori del Quattrocento).
Con il trittico rappresentante la Madonna con Bambino in trono, Sant'Agostino, San Verecondo dipinto per la Pieve di San Verecondo nella frazione Paterno di Fabriano si coglie la combinazione degli elementi formali dell'area sanseverinate con gli elementi dela cultura camerte, lasciando cogliere quello che sarà sempre il suo spirito di aggiornamento alle novità di area appenninica che si dipana dal secondo decennio del XV secolo.
Nei resti larvatissimi degli affreschi della Madonna col Bambino in trono attorniata da quattro santi, Chiesa di San Francesco, Gualdo Tadino, si nota l'impegno del Maestro di San Verecondo che coglie di stimoli e gli impulsi formali derivanti dal contatto con l'opera di Ottaviano Nelli e dei suoi piu immediati seguaci, tra i quali anche il Maestro di Fossato.
Pittore operante nel contesto del tardo gotico, è associato alle scuole marchigiane e umbre del primo Quattrocento, distinguendosi per una pittura elegante, decorativa, con attenzione alla linea e all’ornato dorato, tipici della tradizione gotica. Non si hanno notizie documentarie certe sulla sua vita, ma le sue opere testimoniano un'attività concentrata nel territorio tra Fabriano e Gualdo Tadino.
Opere
Madonna con Bambino in trono e angeli, 1400 - 1425, Castello di Gallico, Asciano Madonna della Misericordia, 1400 - 1424, Chiesa di Santa Chiara, Cagli Madonna con Bambino in trono, San Michele Arcangelo e santa Lucia, San Leonardo e san Vito, 1403, Chiesa di Santa Maria della Piazza, Cerreto D'esi Madonna con Bambino in trono, Sant'Agostino, San Verecondo, 1400 - 1424, ex Pieve di San Verecondo nella frazione di Paterno - Fabriano, Pinacoteca Civica "Bruno Malajoli", Fabriano San Tommaso, 1400 - 1424, Asta Sotheby's, Londra Incoronazione di Maria Vergine, 1400 - 1424, Musée National d'Histoire et d'Art, Lussemburgo San Francesco d'Assisi, Monogramma cristologico, 1400 - 1424, Museo Piersanti, Matelica Madonna della Misericordia, 1400 - 1424, ex Collezione M. Rocchi, Roma Crocifissione di Cristo e santi, 1400 - 1424, Strossmayerova Galerija starih majstora, Zagabria Madonna con Bambino in trono e angeli, 1400 - 1424, Collezione privata Frammento di Crocifissione, ex convento di San Domenico, Museo della Carta e della Filigrana, Fabriano Madonna con Cristo morto, 1415–1430, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Bologna Sant’Ubaldo Vescovo, proveniente da un trittico, 1415–1430, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Bologna Madonna col Bambino in trono attorniata da quattro santi, affreschi frammentari, 1410 - 1425, Chiesa di San Francesco, Gualdo Tadino. Padre Eterno e la Crocefissione, affreschi frammentati, 1410, Altare della Chiesa di San Bartolomeo annessa al Convento delle Cappuccine, Fabriano
Stile e contesto artistico La committenza delle opere del Maestro di San Verecondo è prevalentemente ecclesiastica. Le sue tavole ornavano chiese e conventi, tra cui San Domenico a Fabriano e San Francesco a Gualdo Tadino. La presenza del santo locale San Verecondo nelle sue opere suggerisce una committenza collegata ai monasteri di Paterno o alla comunità religiosa fabrianese
Il pittore segue la tradizione tardogotica delle Marche e dell’Umbria, con una tavolozza sobria, figure allungate e ornamenti dorati tipici del gotico internazionale. Le sue opere dimostrano familiarità con il linguaggio cromatico e prospettico della scuola locale, pur dimostrando spunti derivati dai Salimbeni e altri maestri regionali.
Secondo la critica, l’artista avrebbe giocato un ruolo nella formazione di altri pittori marchigiani più celebri, proponendo modelli iconografici e tecniche tempera su tavola.
Note
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Categoria:Pittori italiani del XV secolo