Biografia Nato nella residenza di famiglia nel Broughton Castle, vicino a Banbury (Oxfordshire), fu figlio unico ed erede di Richard Fiennes, VII barone di Saye e Sele e di sua moglie Constance, figlia di Sir William Kingsmill"Fiennes, William" in Dictionary of National Biography. Londra: Smith, Elder & Co. 1885–1900.. Nel 1596 entrò come fellow nel New College di Oxford, del cui fondatore, William di Wykeham era discendente. Nel 1613 succedette al padre nel titolo nobiliareJames Edmund Doyle, The Official Baronage of England, 1886, Vol. III. p. 271.. Il celebre storico e nobile inglese Edward Hyde, I conte di Clarendon, nel suo trattato History of the Rebellion and Civil Wars in England: Begun in the Year 1641 del 1702, descrive Fiennes come "un uomo di natura chiusa e riservata, in possesso di un patrimonio mediocre ed esiguo, dotato di grande talento e un'ambizione ancora più grande, che però non sarebbe stata soddisfatta senza una qualche condiscendenza e cambio d'opinione nelle questioni religiose"Edward Hyde conte di Clarendon, History of the Rebellion and Civil Wars in England: Begun in the Year 1641, Vol. III, p. 26.. L'ambizione a cui non corrispondono né un'adeguata condizione sociale né patrimoniale è una caratteristica molto utile per comprendere il percorso politico di William Fiennes, il quale, durante l'ultima parte del regno di re Giacomo I, che vide sorgere aspri conflitti tra corona e Parlamento inglese, fu uno dei suoi più acerrimi oppositori. Di simpatie puritane in ambito religioso, in quello politico Fiennes era un fermo sostenitore in difesa dei privilegi e dei diritti della classe aristocratica a cui apparteneva, ovvero quella dei piccoli latifondisti eletti nella Camera bassa, così come in generale a quelli del Parlamento IngleseMarc L. Schwarz, Lord Saye and Sele's Objections to the Palatinate Benevolence of 1622: Some New Evidence and Its Significance, in Albion, Vol. 4, n.1, 1972, pp. 12-22.. Nel 1621 Fiennes fu particolarmente attivo nel tentativo di destabilizzare il potere della corona da parte del Parlamento mettendo tramite la messa sotto accusa per peculato dell'allora Lord cancelliere Sir Francis Bacon, che Fiennes chiese con una mozione che venisse privato del titolo nobiliare di Barone di Verulamio e Visconte di St. AlbanSamuel Rawson Gardiner, History of England from the Accession of James I to the Disgrace of Chief-justice Coke. 1602–1616, Londra, Hurst and Blackett, 1863, p. 102.. Nel 1622, quando Giacomo I, nel tentativo di aiutare l'Elettore Palatino Federico V, chiese al Parlamento l'approvazione di nuove tasse, Fiennes si oppose nuovamente dichiarando pubblicamente di non conoscere altra legge se non quella del Parlamento che potesse imporre a un uomo di privarsi dei suoi beni(a cura di Thomas Birch), The Court and Times of James the First; Containing a Series of Historical and Confidential Letters, Volume 2, 1849, p. 312. Per questo affronto pubblico al re Fiennes fu condannato al carcere per sei mesi nelle prigioni di Fleet Prison dal 6 giugno 1622 al 4 febbraio 1623, e successivamente al confino nella sua dimoraCalendar of State Papers Domestic: James I, 1619-23. Originally published by Her Majesty's Stationery Office, lettera del 2 febbraio 1623, Londra, 1858, p. 487..

Le attività nel Parlamento Le fortune di Fiennes cambiarono dopo la sua scarcerazione quando il duca di Buckingham, di ritorno dalla sua disastrosa missione diplomatica presso la corte di Regno di Spagna per negoziare il matrimonio tra l'infanta di Spagna Maria Anna d'Asburgo e il principe Carlo, iniziò a promuovere una massiccia campagna anti-spagnola, nel tentativo di risollevare la propria popolarità. Buckingham cercò quindi l'amicizia e l'appoggio di Fiennes, il quale ottenne il titolo nobiliare di I Visconte di Saye and Sele il 6 luglio 1624(a cura di W. Owen ed altri), The Peerage of England, Scotland, and Ireland: The peerage of Scotland, 1790, p. 296.. L'alleanza con il duca di Buckingham spiega la ferma opposizione di Fiennes contro il Lord gran tesoriere Lionel Cranfield, I conte di Middlesex, che si era opposto con decisione alla politica anti-spagnola del duca di Buckingham e per questo perse gran parte della sua influenza politica a corte. Quando Cranfield fu sottoposto a processo dalla Camera dei comuni con l'accusa di corruzione e successivamente condannato dalla Camera dei lord nel 1624 alla perdita di tutti i suoi uffici pubblici, oltre al pagamento di un'ingente multa, Fiennes propose la cifra più alta ammontante a circa 80 000 sterline. Nel 1626, con l'ascesa al trono di Carlo I, Fiennes fu schierato nuovamente in forte opposizione rispetto alla corona, in difesa ancora una volta dei suoi pari, come nel caso di John Digby, I conte di Bristol e Thomas Howard, XXI conte di Arundel. Il conte di Arundel era stato arrestato formalmente per non aver obbedito al diniego da parte del re che impediva a suo figlio di sposare una donna sottoposta alla tutela del sovrano, in realtà il responsabile diretto di quell'arresto fu il duca di Buckingham, che voleva in questo modo tentare di eliminare un pericoloso avversario politico. Quando Arundel venne arrestato e imprigionato il 4 marzo 1626, Fiennes presentò una mozione per il rilascio del suo collega parlamentare, che tuttavia venne bocciata anche se per un pugno di voti. La reazione di Fiennes non tardò a venire e, subito dopo Pasqua, approfittando di una malattia temporanea di Buckingham, fece votare una mozione che proibiva l'arresto di un membro del Parlamento quando questo era riunito in seduta, a meno che esso non fosse ordinato unicamente dalla Camera dei comuni. Quando Sir Dudley Digges, un altro parlamentare suo pari fu accusato dal duca di Buckingham di alto tradimento per le gravi dichiarazioni pubbliche contro la fallita spedizione di Cadice, Fiennes si schierò in favore di Digges. Nel corso dell'aspro dibattito tra Carlo I e il Parlamento inglese in merito alla Petition of Right, Fiennes si oppose con forza e abilmente agli emendamenti e alle riserve con le quali il Lord Chief Justice Ranulph Crewe cercò di renderne vani gli articoli a tutela dei diritti del Parlamento.

L'interesse commerciale nelle colonie americane e la controversia sulla loro organizzazione di governo In questo stesso periodo Fiennes iniziò a dedicare le proprie energie per aumentare il suo patrimonio personale, investendolo in compagnie commerciali che operavano nelle colonie inglesi del Nuovo Mondo, testimoniando così un fenomeno molto diffuso che vede diverse eminenti personalità del mondo puritano inglese molto attive nelle imprese commerciali delle colonie americane. In società con Robert Greville, II barone di Brooke, John Pym, Oliver Saint John, Richard Knightley e altri notabili di fede puritana, Fiennes partecipò nel 1629 alla fondazione di una compagnia commerciale, la Providence Island Company, per istituire la colonia dell'Isola di Providence (l'attuale Isola de Providencia nei Caraibi); questa compagnia conteneva molti parlamentari che sarebbero diventati protagonisti della guerra civile inglese, e costituì di fatto il nocciolo per la formazione del primo movimento di opposizione in seno a entrambe le camere del Parlamento IngleseArthur Percival Newton, The Colonising Activities of the English Puritans: The Last Phase of the Elizabethan Struggle with Spain, Yale, 1914, pp 240 e segg.A tal proposito, lo storico e antiquario inglese Anthony Wood, nel suo trattato Athenae Oxonienses, annota: "Nella sua dimora di Broughton erano soliti riunirsi i malcontenti, e ciò che veniva concepito lì prendeva forma presso Grays-Inn-Lane vicino a Londra, dove si incontravano gli impresari dell'Isola di Providence", Wood, Athenae Oxonienses, edizione a cura di Philip Bliss, 1813, Vol. III, p. 547. In società ancora con Lord Brooke e altri dieci soci, ottenne da Robert Rich, II conte di Warwick e dalla New England Company una licenza per un ampio tratto di territorio lungo il fiume Connecticut, affidando a John Winthrop il Giovane l'incarico di governatore, e costruirono un forte alla foce del fiume, a cui diedero nome SaybrookJohn Andrew Doyle, The English in America: The Puritan Colonies, Vol. I, 1887, p. 212. Nel 1633 Fiennes e Lord Brooke acquistarono da alcuni mercanti di Bristol una piantagione nei pressi di Dover nell'attuale New HampshireIb., p. 277.. Sia Fiennes sia Brooke, a causa del clima politico sempre più difficile in patria, presero in considerazione l'ipotesi di insediarsi nelle colonie del New England, e inviarono alla Colonia della Baia del Massachusetts una serie di quesiti sull'organizzazione nel governo della colonia. Essi infatti si preoccuparono di accertarsi che nelle colonie venisse rispettata la loro condizione di nobiluomini e possidenti, e posero come condizione del proprio insediamento la creazione di una sorta di aristocrazia ereditaria, di cui loro stessi avrebbero fatto parte, dalla quale si sarebbero potuti scegliere in maniera esclusiva i futuri governatori. La risposta alle loro richieste fu ovviamente negativa dal momento che la Colonia della Baia del Massachusetts era improntata secondo principi democratici molto più coerenti con la fede puritanaThomas Hutchinson, The History of Massachusetts, 1795, Vol. I, pp. 431-436.. Dopo aver deciso di rinunciare a trasferirsi nel New England, Fiennes abbandonò i suoi progetti di fondare altre colonie e si concentrò sulla colonia già avviata presso l'Isola di Providence. Nel tentativo di attirare nuovi coloni Fiennes diffuse notizie negative sulle colonie del New England, che provocarono le rimostranze di WinthropT.H. Green, The Character of Good Ruler: Puritan Political Ideas in New England 1630-1730, New Haven, 1970, pp. 50-51. In difesa a queste accuse, Saye non solo ribadì che il territorio del New England era freddo e inospitale, ma criticò aspramente anche l'organizzazione sia politica sia religiosa di quelle colonie; Saye accusò Winhtrop di voler istituire a Boston una "tirannia religiosa"Massachusetts Historical Society, Winthrop Papers: 1638-1644, 1944, Vol. IV, pp. 266-67, lettera di Fiennes a Winthrop del 9 luglio 1640,. In queste affermazioni si trova traccia della polemica sorta nei decenni tra 1620 e 1630 in seno all'ampio dibattito sulla organizzazione politica delle colonie del Nuovo Mondo fondate dalle comunità puritane. Mentre i grandi possidenti e nobili come Fiennes e Lord Brooke, consideravano fondamentale innanzitutto la garanzia del diritto alla proprietà privata all'interno di una società che, tuttavia, per tutto il resto replicava esattamente la società inglese nella madrepatria, altri, come Winthrop, di condizioni sociali molto più modeste, erano interessati a fondare una comunità nella quale fosse fondamentale l'ispirazione religiosa.